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Dal segreto di Michelangelo all’exploit Kapoor, la Firenze sconosciuta e insolita da scoprire nelle Feste

Dal segreto di Michelangelo all’exploit Kapoor, la Firenze sconosciuta e insolita da scoprire nelle Feste

La stanza del Buonarroti appena svelata al pubblico o la riproduzione di un antico setificio. Il Giardino Bardini o l’Officina Profumo, farmacia di 800 anni. Una guida off-the-beaten-road della città di Dante. Senza dimenticare il Poeta

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Una visita all’Antico Setificio Fiorentino vale il viaggio. Parte di La Grande Bellezza – The Dream Factory, il progetto di mecenatismo contemporaneo a supporto degli artigiani italiani di Starhotels Collezione, è un’esperienza unica per vivere la città in modo autentico, diverso dai soliti siti turistici. Non è un posto qualunque l’Antico Setificio, visita proposta dall’Helvetia & Bristol, indirizzo iconico nel cuore della città: nel quartiere di San Frediano, nel 1786, è la bottega per la lavorazione della seta, oggi acquisita dal gruppo di Stefano Ricci. Tutto è rimasto più o meno com’era. Tradizione e alto artigianato si fondono in uno spazio sorprendente che affonda le radici nel Rinascimento: si producono preziose stoffe utilizzando gli antichi telai in legno del ‘700 e dell’800. Girare tra i telai in funzione è davvero un viaggio nel tempo emozionante. Broccatello, Ermisino, Damasco, stoffe che hanno vestito papi, nobili e personaggi illustri. Tessuti che hanno arredato nel tempo dimore aristocratiche, palazzi gentilizi, dal Quirinale a Palazzo Madama, fino al Cremlino. C’è persino un antico orditoio che a metà del 1700, che fu realizzato su un disegno originale che Leonardo da Vinci aveva eseguito quasi 300 anni prima.
Per chi visita la prima volta Firenze, le tappe da non perdere sono tante. Gli Uffizi, il Duomo, Ponte Vecchio. Basta camminare tra le vie del centro storico, per capire lo spirito della città. Vicoli pieni di storia, i palazzi rinascimentali, le gallerie d’arte, dal Museo del Novecento a Palazzo Strozzi, la basilica di San Miniato al Monte, con la sua splendida scalinata, la trafficata via del Corso, le botteghe artigiane. Ma ci sono posti, che invitano a scoprire i lati meno scontati del capoluogo toscano, lontani dalla folla.


Questa è una stagione magica per visitare il capoluogo toscano. Oggi, infatti, cominciano le celebrazioni natalizie con le classiche accensioni degli alberi di Natale: oltre al Duomo e al piazzale Michelangelo quest’anno un abete è anche stato posizionato in piazza della Signoria. L’8 dicembre al via il festival Green Line, che accenderà di luci e installazioni artistiche il centro della città e non solo. In programma anche una speciale installazione dal titolo Oltre, firmata da Nico Vascellari, nella Sala D’Arme di Palazzo Vecchio.
Per una veduta d’insieme, i fiorentini consigliano Giardino Bardini, un parco delle meraviglie vicino le mura medievali della città, che integra tre spazi verdi diversi per epoca e stili: il giardino all’italiana, con la scalinata barocca, il bosco all’inglese che, con i suoi dettagli esotici, offre un raro esempio di giardino anglo-cinese e il parco agricolo con tanto di frutteto.
Da non perdere una visita a Palazzo Strozzi, uno dei più bei palazzi rinascimentali italiani e accoglie importanti mostre d’arte: ora è in scena una magnifica esposizione, Anish Kapoor. Untrue Unreal, che propone un percorso tra monumentali installazioni, ambienti intimi e forme conturbanti, creando un emozionante dialogo con l’architettura del palazzo.


Tra le novità di stagione: ha aperto da poco, per la prima volta al pubblico, la Stanza segreta di Michelangelo nelle Cappelle Medicee. Scoperta nel 1975, a quasi cinquant’anni dal suo ritrovamento, il piccolo scrigno nascosto sotto la Sagrestia Nuova, sembra sia stato rifugio del Buonarroti, che qui ha lasciato numerosi disegni e schizzi, mai visti prima, realizzati a carboncino.
A proposito di appuntamenti con la cultura, una tappa che merita è il mitico Cinema-Teatro Odeon, amatissimo dalla gente del posto, che rinasce con un bel progetto, Giunti Odeon Libreria e Cinema. Con la direzione creativa di Gabriele Ametrano, la storica sala torna come spazio multidisciplinare, che ospita una grande libreria ma anche un cinema, unendo letteratura, musica, incontri, teatro. E ovviamente il grande schermo: al cinema trova spazio la classica programmazione delle 21, alternata anche alle proiezioni diurne su schermo led.
Ma Firenze è anche la città di Dante. Porta a vivere un viaggio nella sua Divina Commedia il 25hours Hotel Piazza San Paolino. Disegnato da Paola Navone, sul retro del Museo del Novecento, occupa un intero isolato tra la via dell’antiquariato Via dei Fossi e Via Palazzuolo, negli spazi di quello che un tempo era il Monte dei Pegni; il nucleo centrale si trova nell’originario convento vicino la Chiesa di San Paolino. Alla reception capirete se finirete all’inferno o in paradiso: si capisce già dall’ascensore, quello rosso (con tanto di scritta al neon “hell”) porta nei gironi dei peccatori, diversi piani con camere e suite dominate dal rosso fuoco e dai toni pop. Più rilassanti le sistemazioni paradisiache: l’ascensore è dorato, pieno di specchi e porta in camere bianche e luminose, con le ali argentate appese alla parete. La voce di Roberto Benigni che recita la Divina Commedia risuona nei corridoi. Si può andare al cinema e vedere un film d’essai al Cinema Paradiso, un bel salone con sedute in velluto e pareti con mattoncini a vista. O sfidarsi a biliardo e dama nella Sala delle Celesti Armonie. Per una sosta di gusto, vale la pena il San Paolino dello chef fiorentino Lorenzo Vendali, che propone piatti ispirati ai sapori della tradizione, interpretati con creatività e giocosità, che ben si sposano allo spazio: una corte coperta dal tetto in vetro, immaginata come una surreale piazza alberata..
Non ha certo bisogno di presentazioni poi l’Officina Profumo – Farmaceutica di Santa Maria Novella, che ha più di 800 anni. Oltre a visitare le sale espositive (e fare acquisti), si può fare una visita al museo, che ne racconta la storia. Nacque nel 1221 a opera dei frati domenicani, per la preparazione di medicamenti, balsami, pomate e successivamente anche di profumi e liquori. Nell’antico convento, l’atrio classico introduce la grande sala di vendita, in origine una delle cappelle. La Sala verde, affacciata sul chiostro con il giardino segreto, era la sala di ricevimento per gli ospiti importanti, che qui assaggiavano le specialità della farmacia come l’Alkermes o la China. Segue l’Antica Spezieria, oggi Erboristeria, con il soffitto a volta del Settecento e la sacrestia, che era chiamata Stanza delle acque, dove si conservavano le acque distillate. Il percorso museale prosegue nei laboratori di produzione, dove sono conservati termometri, bilance e vasi da farmacia dal Seicento al Novecento.
Una pausa di relax alla fine ci vuole. Proviamo la Spa Helvetia & Bristol, Starhotels Collezione, una vera oasi nel cuore della città. L’area rivisita l’antico concetto dei bagni romani in veste contemporanea. È riposante immergersi nel Lacus Quietis, due vasche in cui ammirare l’opera video dell’artista Felice Limosani, che ha creato una serie di proiezioni da vivere immersi nell’acqua. La Spa offre anche l’occasione di scoprire antichi reperti archeologici: si trova infatti proprio dove un tempo sorgevano le Terme Capitoline della Florentia romana. Tra le vasche e le stanze saline dell’area benessere si ammirano i resti delle antiche mura. L’area umida si apre sul Calidarium e prosegue con l’Aquamotus e le docce emozionali, il Sudatorium (la sauna finlandese), il Frigidarium. Alla Stanza del Sale ci si sistema su comode sedute mentre, attraverso la pavimentazione in vetro, ci si affaccia sulle fondamenta di epoca medievale. Non solo arte e storia, però: la pausa è più rilassante se si combina al percorso ispirato ai bagni romani anche massaggi e rituali. Ce ne sono tanti da provare, dal Massaggio della Rinascita al rituale Aquamotus La Grande Bellezza, con i prodotti di Cinq Mondes, ispirati ai rituali provenienti da luoghi remoti. Se ne esce rinati.

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