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Uno stadio del cricket davanti alle Cascate Victoria. Dallo Zimbabwe l’ultima follia dell’overtourism

L’idea della federazione nazionale di uno sport che nei Paesi dei Commonwealth è diffuso come e più del calcio. Diecimila spettatori per una cittadina da 35 mila abitanti. Pensando alla Coppa del Mondo 2027
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Uno stadio destinato ad ospitare competizioni di livello internazionale, mondiale. Posizionato a mo’ di viewpoint nientemeno che sulle Cascate Victoria-Zambesi, icona assoluta del paesaggio mondiale e africano. A stretto uso e consumo dei cacciatori di sfondi ad uso Instagram.

L’idea è venuta sul versante dello Zimbabwe delle Falls, quello che detiene la “maggioranza territoriale” del sito – e dai più è considerato il versante più bello rispetto al versante Nord-est, che invece si trova nello Zambia – allo Zimbabwe Cricket, in accordo con il governo centrale di Harare. Per dare un’idea, è come se la Federcalcio e il nostro esecutivo decidessero, in vista di una Fifa World Cup su suolo italiano, di costruire un nuovo San Siro a Braies, in Val d’Orcia o sull’Etna. Paragone che non suoni blasfemo: misconosciuto e ignorato in molti Paesi e aree del mondo, questo sport di origine britannica che molti di noi faticherebbero a distinguere dal baseball ha un vastissimo seguito in buonissima pa…

Uno stadio destinato ad ospitare competizioni di livello internazionale, mondiale. Posizionato a mo’ di viewpoint nientemeno che sulle Cascate Victoria-Zambesi, icona assoluta del paesaggio mondiale e africano. A stretto uso e consumo dei cacciatori di sfondi ad uso Instagram.

L’idea è venuta sul versante dello Zimbabwe delle Falls, quello che detiene la “maggioranza territoriale” del sito – e dai più è considerato il versante più bello rispetto al versante Nord-est, che invece si trova nello Zambia – allo Zimbabwe Cricket, in accordo con il governo centrale di Harare. Per dare un’idea, è come se la Federcalcio e il nostro esecutivo decidessero, in vista di una Fifa World Cup su suolo italiano, di costruire un nuovo San Siro a Braies, in Val d’Orcia o sull’Etna. Paragone che non suoni blasfemo: misconosciuto e ignorato in molti Paesi e aree del mondo, questo sport di origine britannica che molti di noi faticherebbero a distinguere dal baseball ha un vastissimo seguito in buonissima parte del Commonwealth, tanto da essere il secondo sport più visto del pianeta, battutto solo dal calcio. Non solo per merito del miliardo abbondante degli indiani, e dei vicini pakistani e bangladesi, che lo adorano, ma anche grazie ad australiani, neozelandesi e ai fan di quasi tutte le ex colonie della Corona Britannica sparse tra Caraibi, Asia. E Africa.

La spinta della World Cup nel 2027

Lo Zimbabwe non fa eccezione. Tanto da essere stato scelto, in coabitazione con Sudafrica e Namibia, come sede per la prossima Coppa del Mondo, che si terrà nel 2027, quattro anni dopo quella che si è appena conclusa, in India, con il successo dell’Australia sui padroni di casa, in simultanea, forse non casuale, con la World Cup di un altro grande sport amato e praticato soprattutto nel Commonwealth, il rugby.

Come riferisce Reuters, il progetto, che secondo i media del Paese africano ha indotto uno stanziamento dell’ordine dei 5-10 milioni di dollari – nasce con una duplice finalità: contribuire alla rinascita del movimento cricket locale, in crisi di risultati, e nel contempo fungere da propellente per la crescita, sia dello sport di cui qualcuno forse in una vacanza inglese ha imparato a riconoscere i wicket, che del turismo, nell’area di Victoria Falls, la piccola città perennemente avvolta dal pulviscolo acqueo generato dal salto del fiume Zambesi.

Per quanto si sa, lo stadio – che secondo dichiarazioni del presidente dello ZC, Tavengwa Mukuhlani, facilmente reperibili su siti di notizie zimbabwani, avrà flessibilità tale da poter essere convertito per ospitare match di calcio e rugby, potrà ospitare fino a 10mila spettatori. Un’enormità, per una cittadina da 35mila anime… ma l’idea non celata dai promotori è quella di poter attrarre appassionati, non solo dal resto dello Zambia, ma anche oltreconfine, essendo Vic Falls vicina, non solo alla Livingstone zambiana che è il campo base dei turisti che vanno a scoprire le cascate dalla sponda opposta, ma anche al territorio di Botswana e Namibia.

Un’idea già abbandonata nel 2010

L’idea risuona tra Harare e Vic Falls sin dal 2010 ma era stata messa in soffitta per le evidenti contropartite sul fronte dell’impatto ambientale, olteché di costi. Ora però torna prepotentemente alla ribalta in vista della prossima Coppa del Mondo. Già nella top 10 delle potenze mondiali di uno sport che chi non frequenta trova inesorabilmente snob, e che nella sua madrepatria ha fan sfegatati insospettabili, - chiedere a Mick Jagger -, lo Zimbabwe è recentemente crollato oltre la cinquantesima piazza.

L’esclusione dall’ultima Coppa del mondo indiana, per mano di due dolorosissime sconfitte patite contro Uganda e Scozia, e il desiderio di ben figurare nella prossima edizione almeno in parte casalinga hanno riportato il progetto alla ribalta. Tra le motivazioni all’origine della scelta di Victoria Falls, ci sarebbe quella di avere già a disposizione una base di infrastrutture dedicate al turismo internazionale di profilo medio-alto, capace di ospitare un flusso turistico cospicuo, seppure non di massa. Costruendo una cricket town altrove, con le eccezioni di Harare e della seconda città zimbabwana, Bulawayo, già abbastanza dotate nello specifico, il rischio sarebbe quello di una cattedrale nel deserto, che si riempirebbe solo in quei rari casi in cui un evento internazionale calamitasse nello Zimbabwe i fan di nazionali come quella inglese o australiana. Anche se l’idea di un ecomostro sotto le Victoria Falls non sembra la migliore soluzione del problema.

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