Parigi, torna il gallo sulla guglia di Notre-Dame. Perché il coq è il simbolo della Francia, da Vercingetorige a Mbappé
di Arturo CocchiNotre-Dame ritrova il suo gallo dorato, che da oggi svetta sulla (nuova) guglia. La cattedrale di Parigi, devastata dal tragico incendio del 15 aprile 2019, ha vissuto oggi un nuovo episodio topico nella sua ricostruzione, che dovrebbe completarsi fra poco meno di un anno. Un evento molto importante, anche per il suo valore simbolico.
Non si tratta della banderuola originale, sopravvissuta, seppure con danni, alle fiamme che hanno invece avuto ragione della guglia progettata nell’Ottocento da Eugène Viollet-le-Duc, ma di uno creato dall’architetto capo dei monumenti storici francesi, Philippe Villeneuve. Il suo predecessore, come annunciato dal presidente Macron, nella sua visita al cantiere, nel giorno dell’Immacolata, a un anno esatto dal giorno – 8 dicembre 2024 – in cui la cattedrale riaprirà i battenti – verrà collocato in un “Museo dell’Opera di Notre-Dame”, da creare nell’Île de la Cité, non lontano dalla chiesa.
Il coq, simbolo dai Galli alle nazionali di calcio e rugby
“Commosso”, Villeneuve ha descritto questo nuovo coq “dalle ali di fuoco”, che “ci ricorda che la cattedrale può rinascere dalle sue ceneri come la fenice”. D’altra parte il gallo è un simbolo plurimillenario, sin da quando i nemici d’Oltralpe dei Romani portavano due ali dell’uccello, a simboleggiare la propria forza, peculiarità che valse il nome latino del popolo. In tempi cristiani, il gallo ha rappresentato il ritorno della luce dopo la notte e lo si trova sulle torri di tantissime chiese. Ma al di là del significato religioso, i francesi sono affezionati al pennuto, tanto da riproporlo sulle divise delle nazionali di calcio o di rugby.
Nello specifico, e accade in molte cattedrali transalpine – il gallo di Notre-Dame era depositario di alcune reliquie, tra cui un frammento della corona di spine di Cristo, delle ossa di Saint-Denis (San Dionigi), primo vescovo di Parigi nel III secolo, e delle ossa di Sainte-Geneviève (Genoveffa), patrona della città di Parigi, morta intorno all'anno 500. Si sono salvate e sono state posizionate, dopo la benedizione, ad opera dell’arcivescovo della capitale francese, monsignor Laurent Ulrich, nella nuova scultura, sulla quale, in un altro tubo sigillato, è stata posizionata una lista con i nomi delle quasi duemila persone che stanno partecipando alla ricostruzione. “Un’avventura umana senza equivalenti – ha detto Philippe Joste, che dirige il cantiere”. Un miracolo, verrebbe quasi da dire, considerando l’impatto emotivo provocato quattro anni fa in particolare dal crollo della guglia in diretta televisiva. Così forte da aver scatenato una gara di solidarietà che ha sinora prodotto quasi 850 milioni di euro in donazioni.
Per i Giochi libera da impalcature e gru
Il mese di dicembre è denso di eventi topici nella rinascita Notre-Dame. Il 6 la cattedrale aveva ritrovato la sua croce, seguita dalla copertura in piombo della guglia. Argomento quest’ultimo che è stato oggetto di ampio dibattito, ma su questo Jost ha di recente rassicurato la Commissione degli Affari culturali dell’Assemblea nazionale: “La nuvola di piombo conseguente all'incendio, che aveva scatenato accese polemiche e lamentele da parte dei residenti, non ha causato visibilmente alcuna contaminazione”. Ha poi aggiunto che è stato effettuato “un dispositivo inedito e sperimentale di trattamento delle acque di deflusso, allo scopo di mettere appunto un sistema permanente”. Jost ha anche promesso un sistema antincendio innovativo per evitare il ripetersi di un evento sulle cui cause, a tutt’oggi, gli inquirenti privilegiano la pista dell’evento accidentale.
Tuttora ricoperta di impalcature e circondata da gru, la silhouette di Notre-Dame dovrebbe esserne liberata in tempo per i Giochi Olimpici (26 luglio-11 agosto). Alla sua riapertura, la cattedrale dovrà essere in grado di accogliere 14 milioni di visitatori annui: due milioni in più di quanti la visitavano prima dell’incendio, in una metropoli che si conferma tra le più ambite – se non la più ambita – tra i turisti del pianeta.