Tempesta ai tropici, crociera per le Bahamas parte per il Canada. Dove il meteo è migliore. A Natale
di Arturo CocchiMsc Meraviglia in foto d'archivio
Avrebbe dovuto accompagnare migliaia di turisti amanti dei tropici al caldo delle Isole Bahamas. Ma poco prima della partenza da New York, Msc Meraviglia è stata dirottata – più precisamente, “si è dirottata” – verso il New England e addirittura il Canada Atlantico: il palesarsi improvviso di una potente interferenza meteo caraibica – fuori stagione di un paio di mesi – ha fortemente sconsigliato di fare rotta verso sud. Siamo all’ennesima rappresentazione dello sconvolgimento climatico, eclatante quanto basta ad aver suggerito che il New Brunswick e la Baia di Fundy potessero essere più attraenti – e soprattutto sicuri - rispetto a Nassau e a New Providence. A Natale.
Da New Providence alla Bay of Fundy
In questo momento, Meraviglia veleggia attorno a St. John, cittadina del New Brunswick che qualche cinefilo avrà forse letto e memorizzato come luogo natio di Donald Sutherland, situata nel cuore della Bay of Fundy, famosa come sede delle più alte maree del mondo, fino a 16 metri: …
Avrebbe dovuto accompagnare migliaia di turisti amanti dei tropici al caldo delle Isole Bahamas. Ma poco prima della partenza da New York, Msc Meraviglia è stata dirottata – più precisamente, “si è dirottata” – verso il New England e addirittura il Canada Atlantico: il palesarsi improvviso di una potente interferenza meteo caraibica – fuori stagione di un paio di mesi – ha fortemente sconsigliato di fare rotta verso sud. Siamo all’ennesima rappresentazione dello sconvolgimento climatico, eclatante quanto basta ad aver suggerito che il New Brunswick e la Baia di Fundy potessero essere più attraenti – e soprattutto sicuri - rispetto a Nassau e a New Providence. A Natale.
Da New Providence alla Bay of Fundy
In questo momento, Meraviglia veleggia attorno a St. John, cittadina del New Brunswick che qualche cinefilo avrà forse letto e memorizzato come luogo natio di Donald Sutherland, situata nel cuore della Bay of Fundy, famosa come sede delle più alte maree del mondo, fino a 16 metri: tuttavia i crocieristi – anche se venissero portati in un punto strategico all’ora giusta, non le vedrebbero, in questo momento, più alte di 8 metri. E’ ragionevole immaginare che la cruiser si incunei fino alle propaggini estreme dell’insenatura, che si incunea tra la sponda sud del New Brunswick e la Nova Scotia, prima di fare ritorno verso New York, da dove è partita e sarebbe dovuta partire per la crociera di una settimana verso i mari caldi, via Boston.
Altro che crociere verso il nulla o con meta a sorpresa. Il racconto arriva dal sito web di Cnn, che descrive il tutto come un fulmine a ciel sereno, di cui i passeggeri hanno avuto informazione poco prima della partenza. Il cambio di rotta è stato formalizzato via email e, come ha spiegato all’emittente il direttore della comunicazione di Msc Usa, Field Sutton, motivato con “l’imprevedibile e rapido peggioramento del meteo, che avrebbe reso impossibile raggiungere il braccio a sud dell’Atlantico in sicurezza”.
L’assalto a Walmart a caccia di un look invernale
Inevitabile, in simili casi, la divergenza di opinioni tra la clientela – che lamenta la mancata comunicazione delle possibili opzioni alternative – rifiutare il nuovo viaggio chiedendo un rimborso o il credito per un’eventuale futura crociera – e la compagnia. “Ero già partita da casa a Bloomington, Illinois, per andare a Chicago e di lì prendere un volo per New York, quando ho letto la notifica – racconta una crocierista, partita con i suoi tre figli – mi sono dovuta infilare in un Walmart a cercare abbigliamento invernale...”. E aggiunge che “se nella mail si parlava di possibili rimborsi o cambi viaggio, doveva essere scritto in inchiostro molto fine...”
Viaggiatori interpellati durante il viaggio, iniziato qualche giorno fa, raccontano di clima uggioso e pioggia, e di non così tante fuori dalla nave, “pur bellissima”. La sintesi che risuona è del tipo “Eravamo in cerca di caldo, se volevamo il freddo tanto valeva stare a casa” (nel Nord-Est nordamericano, da dove verosimilmente arriva la maggior parte dei partecipanti).
Msc Usa ribatte assicurando di aver dato alla clientela l’opzione di ricevere un credito per un viaggio futuro o di accettare il nuovo schedule. Cnn non fa cenno all’eventuale terza opzione, il rimborso del viaggio – Repubblica ha interpellato Msc Italia che ha rinviato a un consulto con la sede Msc di Ginevra, per ora senza esito.
Crociere, il cambio di schedule è … nello schedule
"L’unica alternativa – recita la nota di Msc Usa – sarebbe stata quella di prendere la decisione estrema di cancellare la crociera, e la vacanza di migliaia di persone”. Alla fine, considerata anche la difficoltà di pianificare una nuova rotta lungo la direzione originale a sud, l’opzione Canada era secondo la compagnia la migliore.
Al netto dei casi di assoluta emergenza che – purtroppo – si sono susseguiti troppo spesso, negli anni recenti – due guerre e una pandemia – non è così improbabile che le navi da crociera siano costrette a cambiare rotta o a saltare o ad aggiungere un porto per imprevisti “minori”. In tutti i contratti che regolarmente firmiamo le compagnie si riservano tale diritto.
Un fatto però resta. Perché è vero che questi vacanzieri sono stati (doppiamente) sfortunati, perché nel Canada Atlantico – che pure, lambito com’è dalla Corrente del Golfo, è l’area più mite della sterminata terra dell’acero – in questo momento il clima è effettivamente “da Canada”, e a St. John troveranno temperature dell’ordine dei 5 gradi sotto lo zero. Tuttavia è altrettanto evidente che una scelta come quella adottata da Msc Usa sarebbe stata impensabile solo pochi anni fa. Una crociera a 45 gradi di latitudine Nord, che nell’inverno atlantico “pesano” molto di più che a Trieste, a Venezia o a Genova – pensata come sostituzione migliorativa di una che virava verso quota 25 gradi Nord, praticamente sul Tropico del Capricorno – da una compagnia che, guarda caso, già annovera nel suo schedule crociere invernali tra le capitali e le città d’arte del Mare del Nord – suona come l’ennesimo campanello d’allarme