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Buenos Aires, una Parigi latino-americana che sa anche d’Italia. Per trovare l’estate tra street art e biblioteche gioiello. O perdersi tra il Rio della Plata. E le Ande

Buenos Aires, una Parigi latino-americana che sa anche d’Italia. Per trovare l’estate tra street art e biblioteche gioiello. O perdersi tra il Rio della Plata. E le Ande

I segreti della capitale argentina, terra natale di papa Francesco e di Maradona. Dall’architettura alla tradizione culinaria, che le è valsa la prima Guida Rossa Michelin dell’America Latina. Da scoprire nel culmine della stagione australe. Assieme a un salto tra montagne e vigneti

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Iniziare il nuovo anno al caldo. In un Paese che, anche se è dall'altra parte del mondo, è vicinissimo all'Italia, con il più alto numero di italiani all'estero, il 15,6 % secondo il recente censimento Istat. Come dire: programmare un viaggio in Argentina nei primi mesi del 2024 fa andare lontano e, insieme, fa sentire un po' a casa, fra tanti nomi e cognomi che rimandano a nostri conterranei che qui, molto tempo fa, sono sbarcati e hanno fatto casa e famiglia. Ci si sente insomma sempre ospiti graditi, sarà anche per il legame che attualmente lega i due popoli con la presenza nella nostra Città del Vaticano di Papa Francesco, un argentino nato a Buenos Aires di cui è stato arcivescovo e dove ha già detto di voler tornare il prossimo anno. É la capitale che concentra tutti i chiaroscuri del Paese sudamericano alle prese con i tagli alla spesa prospettati dal neo presidente Javier Milei e contestati dalla piazza poco prima di Natale, ma anche con la voglia di andare avanti sempre e comunque.

Per questo organizzare una vacanza invernale (per noi) nell'estate australe argentina scegliendo questa città è una bella, e buona, idea per gettare il cuore oltre l'ostacolo, sempre, di qualsiasi tipo sia. Bella perché si scopre una destinazione dalle mille emozioni per gli occhi, e non solo, dagli dipinti di murales e street art agrodolce come l'atmosfera che qui si respira. Buona perché tutta da gustare come ha capito la Guida Michelin che è approdata qui poco più di un mese fa per presentare la prima Rossa dell'America Latina in lingua spagnola in cui ha inserito anche Mendoza. È un luogo beneaugurante, di "Buon vento", di "buona aria", come suggerisce il suo nome Buenos Aires. Che si adagia sulla bocca di quello che a guardarlo sembra un mare e invece è lo sterminato Rio della Plata su cui affaccia questo mosaico urbano che in diversi aspetti sa tanto di Europa. La capitale dell'Argentina è infatti anche chiamata la Parigi dell'America Latina anche per i suoi spazi e per le strade che in alcuni punti sembrano delle "avenue" francesi. E a proposito di mappe stradali da non dimenticare di fare un salto, anzi più di uno se si vuole attraversare l'Avenida 9 de Julio considerata la via più larga del mondo dove, al centro, campeggia l'obelisco simbolo della città, che celebra le sue due fondazioni e l'innalzamento della bandiera nazionale per la prima volta.
Non molto lontano c'è il centro emblematico della città, Plaza de Mayo con i suoi edifici rappresentativi come la Casa Rosada la roccaforte del potere politico, vicina alla Cattedrale dove per anni papa Bergoglio è stato arcivescovo. Ma è lo spazio in sé della piazza e soprattutto la sua pavimentazione a restar più impressa con i simboli in circolo delle madri dei desaparecidos: disegni che rappresentano l'ovale del loro volto con un fazzoletto in testa sui quali ancora oggi, ogni giovedì alle ore 15, per mezz'ora ci si ritrova per ricordare le persone scomparse e tenere sempre viva la speranza. Da vedere, quindi, il quartiere di Recoleta famoso per il suo Cimitero Monumentale dove è sepolta Evita Peron e da fare assolutamente un giro nelle atmosfere variopinte, e piene di un'energia da cui attingere per portarla con sé nei mesi a venire, del barrio La Boca. Qui, oltre allo stadio giallo e blu dell'omonima squadra si trova il Caminito, una stradina fiancheggiata da baracche in zinco dipinte con tanti colori che ricordano i tempi dell'immigrazione. Il tour può continuare fra murales di ogni genere, tanti dei quali in tema calcistico.

Teatro El Ateneo Grand Splendid

Teatro El Ateneo Grand Splendid

 

Di Maradona però non ce ne sono moltissimi. Ce n'è uno molto bello a Sant'Elmo dove viaggia veloce al piede non solo il pallone del Pibe de oro ma anche l'immaginazione nella Passeggiata dei fumetti, che da quasi dieci anni rappresenta un vero e proprio tuffo urbano nella fantasy fra installazioni e sculture dedicate ai personaggi dei cartoon. La più fotografata quella della mitica Mafalda. D'obbligo una serata a teatro o in qualche locale per uno spettacolo di tango che non è mai "turistico" ma trasmette sempre emozioni da toccare con lo sguardo e con l'animo. E poi una sosta nella libreria più bella del mondo El Ateneo Grand Splendid all'interno del teatro da cui prende il nome. Sosta in cui se fuori fa caldo si può godere di un po' di fresco contornati da una spettacolare platea di libri. Buenos Aires dall'Italia si raggiunge con un volo diretto da Roma di circa 14 ore con la compagnia di bandiera Aerolinas Argentinas.

Mendoza

Mendoza

 

Si può anche riprendere l'aereo e dopo due ore ci si ritrova a Mendoza in un angolo di meraviglie, da assaporare a 360 e più gradi. Non solo alcolici dei suoi famosi vini nati dai vigneti che si trovano in un luogo unico al mondo abbracciati dalla maestosa cordigliera delle Ande che regala così tante emozioni e, anche qui, così tanta energia di cui impregnarsi l'animo per tutti i mesi dell'anno che è appena iniziato. Ma anche per questo vassoio di natura da vivere con una carrellata di esperienze che si possono vivere non sono nel bicchiere, e nel piatti dei ristoranti, collegati a una Bodega ovvero le tante cantine che punteggiano il territorio, si possono organizzare escursioni fra i vigneti, oltre che in bicicletta anche in sella a un cavallo. E per chi vuole gustare questo panorama che seduce tutti i sensi ammirandolo dall'alto può farlo su un elicottero o su una mongolfiera.
Per tutte le informazioni: qui.

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