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Cracovia, scrigno medioevale: tra Auschwitz, le miniere di sale e il fascino della città vecchia. D’inverno, è ancora più bello

Rynek Glowny (foto di Jan Graczy?ski)

 
Polonia. Una meta per le coppie in cerca di romanticismo e per le famiglie, visti i costi contenuti per volo, hotel e ristoranti. Chi la visita per la prima volta si stupisce di tanta bellezza: ecco cosa fare in un weekend lungo
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Il rumore delle carrozze bianche trainate dai cavalli sui ciottoli delle strade antiche, l’odore intenso delle zuppe che bollono nei pentoloni, i dehors dei locali che circondano la più grande piazza medioevale d’Europa pieni di turisti a qualsiasi ora del giorno. Cracovia, capitale culturale della Polonia, è tornata al suo splendore. Antica residenza dei re, la città è elegante, ben tenuta e durante il periodo natalizio brilla con le decorazioni e gli alberi pieni di luci: sceglierla come meta invernale è una buona idea. Chi la visita per la prima volta si stupisce di averla un po’ sottovalutata e di non esserci andato prima. Chi la conosce bene, invece, sostiene che sia ancora più bella della capitale Varsavia. Certo è che se si organizza un weekend lungo a Cracovia, lontano dalle festività, è ancora più conveniente sia per i prezzi degli aerei sia per quelli degli alberghi. Destinazione ideale per le famiglie, proprio perché consente di aver accesso alle sue bellezze storiche e cul…

Il rumore delle carrozze bianche trainate dai cavalli sui ciottoli delle strade antiche, l’odore intenso delle zuppe che bollono nei pentoloni, i dehors dei locali che circondano la più grande piazza medioevale d’Europa pieni di turisti a qualsiasi ora del giorno. Cracovia, capitale culturale della Polonia, è tornata al suo splendore. Antica residenza dei re, la città è elegante, ben tenuta e durante il periodo natalizio brilla con le decorazioni e gli alberi pieni di luci: sceglierla come meta invernale è una buona idea. Chi la visita per la prima volta si stupisce di averla un po’ sottovalutata e di non esserci andato prima. Chi la conosce bene, invece, sostiene che sia ancora più bella della capitale Varsavia. Certo è che se si organizza un weekend lungo a Cracovia, lontano dalle festività, è ancora più conveniente sia per i prezzi degli aerei sia per quelli degli alberghi. Destinazione ideale per le famiglie, proprio perché consente di aver accesso alle sue bellezze storiche e culturali con un budget contenuto.

La moneta è lo zloty (un euro equivale circa a 4,35 zloty), ma ormai ovunque, anche i taxi, accettano il pagamento con carta, bancomat e alcuni negozi anche in euro. Per visitare in inverno questa città a sud della Polonia - riconosciuta dall’Unesco come uno dei 12 più preziosi complessi architettonici al mondo – basta attrezzarsi con abbigliamento pesante, scarpe comode e un cappellino per proteggersi dal vento (in inverno le temperature scendono sotto lo zero, ma passeggiare per il centro storico imbiancato è uno spettacolo). Le compagnie aeree che volano dall’Italia, a prezzi molto competitivi, sono Ryanair e Wizz Air.

Rynek Glowny, la piazza del Mercato

 

Stare Miasto, il centro storico
Il cuore della città è Rynek Glowny, la piazza dove al centro sorge il cinquecentesco mercato dei Tessuti: un tempo le botteghe degli artigiani vendevano i tessuti importati da Venezia e dai Paesi Bassi, mentre oggi si possono trovare souvenir tipici di ogni genere, dai gioielli in ambra alle spade in legno. Da qualche anno è possibili visitare la mostra nei sotterranei dell’edificio che racconta la storia della città attraverso oggetti antichi, monete e costumi tipici. Sempre nella grande piazza si trova una delle chiese più belle in città (e Cracovia è piena di chiese). E’ la basilica di Santa Maria: all’esterno in stile gotico, mentre all’interno colpiscono la particolarità del romanico, la presenza massiccia dell’oro e le imponenti vetrate. Non passa inosservata, nella parte ovest della piazza, la torre del vecchio municipio alta 70 metri ed eretta nel XIV secolo, ancora intatta: è possibile salire in cima per godere della vista panoramica.

Basilica di Santa Maria

 

Sulla riva del fiume Vistola si erge imponente il castello di Wawel, uno dei siti medioevali più apprezzati in Europa. Dimora dei re Jagelloni, sovrani di Polonia fino al XVI secolo, oggi è possibile vistare gli appartamenti reali, l’armeria e il Tesoro della corona. Accanto al castello si trova la cattedrale del Wawel in stile gotico, dove nei sotterranei sono conservate le tombe dei sovrani polacchi e dei più grandi eroi e scrittori nazionali. Purtroppo nei mesi invernali non è possibile visitare la Grotta del Drago ispirata alla leggenda di Smok Wawelski, il drago sputa-fuoco che secondo il mito sarebbe vissuto all’interno delle secrete del castello. In uno dei più interessanti musei della città, il museo Czartoryski, è conservato il capolavoro leonardesco “La dama con l’ermellino”, opera di fama internazionale tanto che alcuni turisti stranieri si recano nella biglietteria chiedendo “un ingresso per la dama di Leonardo”. All’interno anche opere di Lorenzo Lotto e Mantegna, una ricca collezione di armi, oggetti antichi e ceramiche.

Castello e cattedrale di Wawel

 

Auschwitz e Birkenau
Scesi dal treno alla fermata Oswiecim regnano una pace inquietante, un cielo plumbeo e un tremendo grigiore. Da qui è possibile raggiungere il campo di Auschwitz a piedi (in 25 minuti) o con una breve corsa in taxi. “Dovremo camminare tanto, piove forte e ci sarà un vento freddo”, ci prepara Ursula, la guida che accompagna il gruppo di italiani in vista ai campi di concentramento e di sterminio. E’ il minimo da sopportare rispetto a quello che hanno vissuto le anime che hanno varcato quel cancello di ferro e non ne sono mai uscite. Durante la vista, che dura circa tre ore e mezzo, le parole e i racconti della guida penetrano dentro di noi come una doccia ghiacciata e dopo un po’ gli occhi, pieni di dolore nel vedere i resti delle scarpe e delle valigie abbandonate con sopra i nome e gli indirizzi dei deportati, non reggono.

I campi degli orrori, i luoghi dello strazio, del dolore, del disumano: una volta che si passa da qui, anche solo come visitatore, resta una cicatrice che non va più via. L’esperienza forte di Auschwitz, e ancora di più di Birkenau, non lascia indifferenti, fa riflettere, è doverosa. Sui muri delle baracche sono appese le foto dei primi prigionieri che venivano fotografati come carcerati, con la divisa a righe: facce stanche, spaventate, “le donne non sembravano più donne”, gli avevano portato via anche l’anima.

Auschwitz - le scarpe dei prigionieri

 

La guida racconta tutto, anche i dettagli più intimi dei prigionieri: si riesce quasi a immedesimarsi e a percepire le paure provate, il loro terrore quando stipati nelle docce, una pioggia di zyklon B cominciava a far appassire i corpi fra urla strazianti e gli ultimi abbracci di morte. Birkenau, ultima fermata, i binari finiscono nel fango: resta un vagone di legno sul quale i deportati venivano ammassati come bestie e affrontavano un viaggio lungo giorni, i resti dei forni velocemente fatti saltare per non lasciare prove, una lapide commemorativa con scritto: “Grido di disperazione e ammonimento all’umanità, sia per sempre questo luogo dove i nazisti uccisero circa un milione e mezzo di uomini, donne e bambini, principalmente ebrei, da vari paesi d’Europa”. Piove forte, il vento taglia i volti rigati dalle lacrime, il silenzio è pesante: non si può dimenticare.

Auschwitz

 

Miniere di sale Wieliczka
Un labirinto sotterraneo, laghetti incantati, cristalli e la cattedrale di sale: le miniere Wieliczka sono una delle attività preferite dai turisti in vacanza a Cracovia, per il fascino dei segreti e della storia che questo luogo conserva. Si raggiungono facilmente con un viaggio in treno di 20 minuti dalla stazione principale di Cracovia e possono essere visitate accompagnati da una guida: da soli ci si perderebbe. Nelle miniere di sale, fra le più antiche al mondo, nel 1996 è cessata l’attività di estrazione del salgemma e sono diventate un’attrazione turistica. Attraverso un viaggio in profondità, giù per 800 scalini fino a raggiungere i 135 metri sotto terra, si passa per camere a tema, cappelle e altari di sale, ammirando i cosiddetti “cavolfiori”, formazioni di sale sulle pareti chiamati così per la loro forma.

Cattedrale di Santa Kinga nelle miniere di sale Wieliczka

 

Un toccasana per chi soffre di asma e malattie respiratorie. Ma i tre chilometri di gallerie percorribili, scavati su nove livelli fino a 327 metri sotto terra, sono soltanto il 10 per cento delle miniere, la parte che il turista può visitare. Fra i primi visitatori a entrare in questo luogo ci fu Niccolò Copernico, infatti una delle prime camere è dedicata a lui con un grande monumento dell’astronomo polacco realizzato con il sale, poi anche Goethe e Chopin sono passati di qui. La stanza più scenografica (e più fotografata) è la cattedrale di Santa Kinga, simbolo di Wieliczka, con al centro l’imponente altare opera di Józef Markowski, lampadari scintillanti, un bassorilievo raffigurante l’Ultima cena ispirato all’opera di Leonardo da Vinci e un monumento omaggio al papa polacco Giovanni Paolo II.

Kazimier il quartiere ebraico
Cracovia, come tutta la Polonia, è strettamente legata alla cultura ebraica, tanto che esistono tour a bordo di golf car, con audio guida in lingue diverse, per visitare il quartiere ebraico e il Ghetto. Il quartiere Kazimier è caratterizzato da sinagoghe - la più antica di tutta la Polonia è la Stara Synagoga - ma anche dal museo ebraico Galizia che ricorda le vittime dell’Olocausto, da quello giudaico e dal cimitero Remuh dove sono conservate 700 lapidi. Uno fra i simboli del Ghetto ebraico è la piazza degli Eroi: 70 sedie in metallo disposte nello spazio, silenziose, per ricordare quel posto che durante il periodo nazista è stato teatro di uccisioni e il raduno degli ebrei prima di essere mandati nei campi di concentramento. Poco distante dalla piazza si trova il museo della fabbrica di Schindler, luogo in cui Oskar Schindler si impegnò per salvare gli ebrei dai nazisti. Sotto la copertura della sua fabbrica di oggetti metallici, infatti, ha assunto oltre mille lavoratori ebrei per salvarli dall’atroce destino nei campi di sterminio.

La piazza degli Eroi nel Ghetto ebraico

 

Mangiare e dormire
Cracovia è bella, elegante, si visita in modo semplice, economica, insomma, e i polacchi sono molto ospitali, ma una meta per le vacanze si valuta anche per la sua cucina. Oltre alla possibilità di cenare con 15-20 euro a persona bevande incluse, si resta soddisfatti assaggiando i piatti tipici della cucina polacca. Partiamo dalle basi: i pierogi, una sorta di ravioli ripieni di carne oppure patate e formaggio, o ancora funghi e crauti, proposti da quasi tutti i ristoranti della città, ognuno con le sue rivisitazioni. Esistono anche catene di locali, i Pierogarnia, dove si può assistere alla preparazione del piatto e che servono soltanto quello. Al ristorante Kluska na placu hanno in menu il kulebele con ripieno di pulled di anatra: da provare. E poi uno dei migliori piatti tipici, l’involtino di manzo accompagnato da canederli della Slesia e cavolo rosso. Sempre pieno di persone del posto, è una garanzia. Un buon indirizzo dove assaggiare la zurek, la zuppa fatta di farina di segale fermentata, salsiccia, verdure e panna acida servita nel pane, è il Morskie oko. Fra gli antipasti c’è anche la salsiccia alla griglia tipica della zona: non stupitevi se nella maggior parte dei tavoli sentite parlare italiano, vanno tutti dove si mangia meglio.

I pierogi, piatto tipico

 

Passeggiando sulla Slawkowska, una delle vie del centro, le vetrine dei forni che vendono bomboloni ripieni di ogni tipo di crema, donut e paczburger fanno venire l’acquolina in bocca e lo sgarro a qualsiasi ora del giorno è consentito. Nel periodo natalizio la piazza del mercato si anima con le casette dei mercatini che propongono street food di ogni genere, dalla carne alla griglia ai waffle e cioccolate calde. Gli hotel in città offrono diverse soluzioni – da quelli più moderni delle catene internazionali a quelli più tradizionali che conservano il fascino della città vecchia – ma il consiglio è quello di scegliere un luogo storico dove trascorrere il soggiorno. Il Francuski è uno dei primi hotel inaugurati in città, nel 1912, e ancora oggi si respira l’atmosfera elegante e retrò (in bassa stagione una doppia durante il weekend costa fra i 100 e i 120 euro a notte, ma ci sono diverse offerte last minute). Per chi cerca un’esperienza unica, ha inaugurato da poco la 12 |14 Stradom House, ex chiesa ed ex monastero, oggi hotel cinque stelle a un prezzo competitivo.

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