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Austria, Norvegia, Estonia: cosa fare e cosa vedere nelle tre Capitali europee della Cultura 2024

Salzkammergut, veduta (Österreich Webrung.Harald Eisenberger)

 
Le città prescelte sono Bad Ischl, nel Salzkammergut, l'estone Tartu e la norvegese Bodø, la prima località a nord del Circolo polare artico a rivestire il ruolo. Scopriamole
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Ricche di arte, storia e natura. Tre mete insolite, ma che valgono il viaggio. Tre destinazioni fuori dalle solite rotte, che vantano tutto il fascino di un carattere ancora autentico, legato alle radici. Le Capitali Europee della Cultura 2024 sono l'austriaca Bad Ischl-Salzkammergut, l'estone Tartu e la norvegese Bodø.

Selezionate dall’Unione Europea, per l’interesse artistico, storico e paesaggistico, queste sono le destinazioni dell’anno. Per dodici mesi hanno la possibilità di farsi conoscere, e mettere in risalto le attrazioni che offrono, gli itinerari, i monumenti e le storie che custodiscono, con uno sguardo anche ai progetti futuri.

Bad Ischl-Salzkammergut, Austria

La chiamano “la piccola Vienna” per le sue eleganti architetture e i palazzi imperiali, che sfilano tra le vie e le piazze del centro storico e lungo la passeggiata sul fiume Traun, affluente del Danubio, che attraversa la città. Non stupisce che Bad Ischl sia stata eletta tra le Capitali Europee della Cultura 2…

Ricche di arte, storia e natura. Tre mete insolite, ma che valgono il viaggio. Tre destinazioni fuori dalle solite rotte, che vantano tutto il fascino di un carattere ancora autentico, legato alle radici. Le Capitali Europee della Cultura 2024 sono l'austriaca Bad Ischl-Salzkammergut, l'estone Tartu e la norvegese Bodø.

Selezionate dall’Unione Europea, per l’interesse artistico, storico e paesaggistico, queste sono le destinazioni dell’anno. Per dodici mesi hanno la possibilità di farsi conoscere, e mettere in risalto le attrazioni che offrono, gli itinerari, i monumenti e le storie che custodiscono, con uno sguardo anche ai progetti futuri.

Bad Ischl-Salzkammergut, Austria

La chiamano “la piccola Vienna” per le sue eleganti architetture e i palazzi imperiali, che sfilano tra le vie e le piazze del centro storico e lungo la passeggiata sul fiume Traun, affluente del Danubio, che attraversa la città. Non stupisce che Bad Ischl sia stata eletta tra le Capitali Europee della Cultura 2024, titolo condiviso con gli altri piccoli centri della provincia (con cui Bad Ischl forma il Salzkammergut, regione dal 1997 Patrimonio dell’Umanità dall’Unesco), a cominciare dalla celebre Hallstatt: circondata da boschi e distese verdi, laghi e montagne, è un vero gioiello da scoprire nell’Alta Austria. La bellezza del territorio e dell’edilizia sono un’eredità del ricco passato che la cittadina vanta: un tempo, infatti, era una meta di gran moda per l’alta società e tra i reali austriaci, specie per l’imperatore d’Austria Francesco Giuseppe e la duchessa di Baviera Elisabetta Amalia Eugenia di Wittelsbach, che tutti conosciamo come Sissi, che amavano passare qui la loro villeggiatura.

Bad Ischl. Austria. Villa Imperiale (Österreich Werbung Cross Media Redaktion)

 

Oggi questa destinazione dell’ex Impero austroungarico, situata nel distretto di Gmunden, offre i ritmi slow di una località di vacanza, con il fascino d’altri tempi. Una passeggiata sull’Esplanade, la storica via del centro che costeggia il fiume Traun, è un’immersione nello spirito del luogo, tra palazzi dai toni pastello, caffè e pasticcerie tipiche, botteghe d’artigianato.

È un tuffo nella storia una visita alla Kaiservilla, la Villa Imperiale, la più celebre attrazione di Bad Ischl, una residenza circondata dal verde, dove l’imperatore Francesco Giuseppe passava le vacanze. Nel giardino si trova anche il Marmorschlössl, il cottage di Sissi. Per una passeggiata nel verde, si prende la cabinovia Katrin Seilbahn e in quindici minuti si raggiunge la riserva naturale che circonda il monte Katrin, con un panorama da cartolina sulle vallate e la regione. Molti artisti del passato, tra cui Gustav Klimt, Johannes Brahms e Franz Schubert, sono stati ispirati dai panorami di questi luoghi, e molti ne sono ispirati anche oggi.

Il programma – che comprende più di 190 progetti per un totale di 300 eventi - per celebrare il titolo di Capitale della Cultura, ruoterà intorno a quattro tematiche principali: Potere e tradizione, per plasmare il futuro in modo responsabile; Cultura nel flusso, per riconoscere la diversità come una forza; Sharing Salzkammergut - the art of travel, per parlare di sfide e opportunità per lo sviluppo di un turismo di alta qualità; Globalokal - building the new, che significa pensare al mondo di domani e promuovere la diversità culturale e creativa, nella regione rurale alpina del Salzkammergut e non solo.

Tartu, Estonia, Edifici dell'Università

 

Tartu, Estonia

Meno famosa di Tallinn, Tartu è la più antica città dei Paesi Baltici, situata nel sud dell’Estonia. Risale al V secolo l’edificazione della città: al tempo l’Estonia era una regione selvaggia e pagana. Le prime costruzioni vere sono le fortificazioni in legno intorno alla collina di Toome, oggi sede dell’Università. Tartu racchiude tra le sue mura diverse anime, che raccontano un passato fatto di dominazioni russe, svedesi, polacche, tedesche e sovietiche. Anche l’architettura riflette le diverse radici della città, dandole un carattere particolare. A partire dalla piazza del Comune, Raekoja Plats, che a fine Settecento venne distrutta da un incendio: tutti gli edifici del centro vennero ricostruiti in stile neoclassico, cosa con colori tenui e linee rigorose, tra le strade acciottolate. Vale la pena visitare l’imponente Museo Nazionale Estone: seimila metri quadrati di sale espositive in cui scoprire la tradizione del popolo, la storia e l’artigianato del paese. Ma merita una visita anche il Song Celebration Museum, un piccolo centro dedicato invece all’importante tradizione legata al canto.

Mint Images. Tartu, Ahhaa Science Center

 

Per il 2024 Tartu si prepara a un anno di eventi, con appuntamenti in tutta la città e dintorni, e soprattutto all’Aparaaditehas, l’hub culturale che ha ridato vita a una vecchia fabbrica sovietica, che farà da teatro a eventi culturali di vario tipo, dal festival letterario alle proiezioni di documentari sulla vita e la cultura nordica. Molti appuntamenti saranno legati alla natura, che è un aspetto fondamentale della zona, ricca di foreste, specchi d’acqua e parchi. Come Reclaiming the River Emajõgi and the Great Lakes, un festival internazionale che consentirà di esplorare in barca le poco conosciute vie d’acqua che collegano il lago di Võrtsjärv al Lago Peipus. Ci saranno poi incontri sulla biodiversità, spettacoli itineranti e performance di artisti locali.

Bodø, Norvegia

Bodø è la (piccola) citta più grande del Nordland, Norvegia, qui la natura mostra il suo volto più selvaggio. I paesaggi sono fatti di scenari aspri, vette frastagliate, acque glaciali e orizzonti infiniti. È la prima volta che una località a nord del Circolo Polare Artico viene nominata Capitale della Cultura: Bodo è il punto di partenza per il grande Nord. Fondata nel 1816, è stata uno snodo commerciale, poi un centro di pesca alle aringhe, prima di venire rasa al suolo durante la Seconda Guerra Mondiale.

Bodø (Kjetil Iversen)

 

Quel vecchio villaggio di pescatori oggi è una città ordinata e curata, con un bel porto, immerso nella magnificenza dei paesaggi nordici. Qui la natura è la grande protagonista: Bodø viene chiamata dalla gente del posto la capitale dell’aquila di mare, per via della straordinaria concentrazione di aquile di mare, che popolano le isole incontaminate di questi freddi mari. Ci si arriva durante un viaggio per visitare gli scenari artici, perché qui finisce la ferrovia norvegese. Ci si soggiorna prima dell’imbarco per le Lofoten. Oppure ci si ferma durante un viaggio on the road per esplorare le frastagliate coste, magari seguendo la scenografica strada costiera Kystriksveien. Tante le esperienze da fare, perlustrare in barca l’arcipelago, andare in kayak sotto il sole di mezzanotte, attraversare una delle più forti correnti marine al mondo, Saltstraumen. A Kjærringoy si trova uno degli empori più antichi e meglio conservati della Norvegia, che ha ispirato i racconti di Hamsun. Sui monti Borvasstindan si fanno lunghe escursioni e trekking. Si torna indietro nel tempo visitando il Bodosjoen Friluftsmuseum, un museo a cielo aperto dove girare tra case d’epoca e fattorie, c’è un bunker della seconda guerra mondiale e la nave militare a vele quadrate Anna Karoline. Da lì si prende il sentiero per trekking che risale il fiume Bodogardselva e porta alla suggestiva foresta di Bodomarka. Racconta molto della cultura sami il Nordlandsmuseet, piccolo museo che spiega la tradizione ittica. Per una veduta d’insieme, ci si arrampica sul monte Ronvikfjellet, belvedere per ammirare i paesaggi sconfinati della zona.

Bodø (Ernst Furuhatt)

 

Il programma per Bodø2024 è diviso in cinque stagioni che seguono il viaggio del sole attraverso un anno artico: dal capitolo Here comes the Sun, che parlerà della vera storia della regione del Nordland, all’ottimismo primaverile, dalla follia estiva ai temporali autunnali, fino al gelo dell’inverno artico, una sfida ma anche un’esperienza incredibile.

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