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Parigi-Londra, 350 euro per un viaggio in treno, 80 in aereo. I giovani abbandonano l’Eurostar: “Addolorati per il danno ambientale, ma non abbiamo scelta”

(afp)
Con il tunnel della Manica e l’alta velocità la tratta ferroviaria tra le due capitali è diventata altamente concorrenziale. Ma se ormai un volo di andata si paga 40 euro, su rotaia i prezzi sono alle stelle, tanto da indurre anche chi è sensibile alle tematiche ambientaliste a scegliere l’opzione più inquinante. L’intervento di Greenpeace: “Le compagnie aeree dovrebbero pagare più tasse, accade l’esatto contrario”
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Prezzi alle stelle, fino a 350 euro ed oltre per un’andata e ritorno in treno da St. Pancras alla Gare du Nord a bordo dell’Eurostar. E così, un numero crescente di pendolari e turisti, in particolare se giovani ed economicamente più che benestanti, hanno ripreso a viaggiare in aereo sulla tratta Londra-Parigi. Il tutto nella consapevolezza, e spesso nel rammarico, dell’apporto tutt’altro che favorevole che la loro scelta arreca alla lotta al cambiamento climatico. Una rotta di 350 chilometri scarsi, che, via aria, complici le code in decollo-atterraggio su entrambi i mega-hub, richiede tra 75 e 90 minuti, e che il treno copre in 2 ore e 15-2 ore e 30, che al lordo dei tempi morti da transfer casa-stazione o aeroporto e da check in diventa per la maggior parte dei passeggeri l’opzione che fa perdere più tempo.

Ma tant’è. A neanche trent’anni dall’inaugurazione dell’Eurotunnel (giugno 1994) e del successivo varo della linea ferroviaria passeggeri tra le due capitali divise dal Canale d…

Prezzi alle stelle, fino a 350 euro ed oltre per un’andata e ritorno in treno da St. Pancras alla Gare du Nord a bordo dell’Eurostar. E così, un numero crescente di pendolari e turisti, in particolare se giovani ed economicamente più che benestanti, hanno ripreso a viaggiare in aereo sulla tratta Londra-Parigi. Il tutto nella consapevolezza, e spesso nel rammarico, dell’apporto tutt’altro che favorevole che la loro scelta arreca alla lotta al cambiamento climatico. Una rotta di 350 chilometri scarsi, che, via aria, complici le code in decollo-atterraggio su entrambi i mega-hub, richiede tra 75 e 90 minuti, e che il treno copre in 2 ore e 15-2 ore e 30, che al lordo dei tempi morti da transfer casa-stazione o aeroporto e da check in diventa per la maggior parte dei passeggeri l’opzione che fa perdere più tempo.

Ma tant’è. A neanche trent’anni dall’inaugurazione dell’Eurotunnel (giugno 1994) e del successivo varo della linea ferroviaria passeggeri tra le due capitali divise dal Canale della Manica, e nonostante le ulteriori migliorie nel materiale ferroviario ad alta velocità di cui pure la Francia era antesignana già nell’ultimo scorcio del ventesimo secolo, i riscontri che già nei primi anni Dieci identificavano il trasporto su rotaia come il vincitore definitivo sulla tratta, si rischia ora inversione di tendenza. Inattesa quanto deleteria. E che coinvolge in special modo le generazioni più giovani, a dispetto della crescente sensibilità verso la tematica della mobilità sostenibile.

L’impronta di carbonio di cui vergognarsi

"È ridicolo prendere l’aereo per una distanza simile -, riconosce all’agenzia di stampa France Presse Sabia Mokeddem, una 27enne francese che vive a Londra da 5 anni e lavora in banca – spiegando di essere costretta a farlo a causa delle “tariffe proibitive” dell’Eurostar. “Quando penso a tutta l’anidride carbonica che emetto sto male. Ma non mi posso permettere il treno”. Mokeddem spiega che sarebbe anche disposta a pagare cifre leggermente superiori, per viaggiare su rotaia, perché “è meglio per il pianeta”, ma aggiunge che il divario è troppo consistente, dal momento che riesce a trovare senza difficoltà voli “one way” a 40 euro.

(agf)

Lucy Kelly, un’irlandese trentenne che lavora a Parigi, si occupa di marketing e viaggia spesso verso Londra, racconta di prendere il treno solo quando è in grado di prenotare con largo anticipo. “In simile situazione si riescono a trovare delle tariffe di andata e ritorno a 110 euro, che è un valore ragionevole, benché superiore a quello dei biglietti aerei”. “Ma se si acquista all’ultimo minuto, le cifre diventano folli”. È normale che il biglietto di andata e ritorno superi i 350 euro, soprattutto nelle ore di punta o nei giorni festivi o prefestivi da grandi partenze. Kelly racconta di aver viaggiato l’ultima volta tra le due capitali, a novembre, e di aver speso un quarto scegliendo l’aereo. E spiega che, a dispetto dello stress e dei canonici problemi arrecati dal transfer tra casa ed aeroporto, continuerà a scegliere l’aereo. “Gli stati dovrebbero sovvenzionare il trasporto su rotaia perché le persone continuino a scegliere il treno”, conclude la trentenne.

Eurostar: “L’imbuto Brexit”

Interpellata da France Press, Eurostar, società controllata a livello maggioritario dalla Sncf, non ha precisato se i prezzi dei biglietti ferroviari abbiano subito o meno aumenti nell’ultmo anno. Né ha voluto fornire cifre sull’andamento del traffico passeggeri. Con metodica non dissimile da quella di ogni grande azienda di ogni angolo del globo, Eurostar ha preferito rimarcare la a suo avviso incomparabilità tra le tariffe dell’aereo e quelle del treno, non tenendo conto, le seconde, dei costi di transfer aeroportuali delle (eventuali) tariffe extra per i bagagli o ancora del viaggio a costo zero concesso ai bambini sotto au 4 anni sugli Eurostar. In termini di traffico, la compagnia ferroviaria parla di 7 milioni di passeggeri trasportati da Londra a Parigi nell’ultimo anno, contro i 2 milioni che hanno volato.

Secondo François le Doze, direttore commerciale dell’azienda, “i clienti acquistano Eurostar con più anticipo”, il che fa sì che i treni “si riempono più velocemente degli aerei”. Il che potrebbe spiegare un’ascesa più rapida delle tariffe. Riconosce che il potere d’acquisto elevato di parigini e londinesi permetta di mettere sul mercato, per quella tratta “i prezzi che il pubblico è disposto a pagare”. Nello stesso tempo, assicura che “i tassi di riempimento dei treni sono più alti che mai”.

Greenpeace “Normative a favore di chi inquina”

Il dirigente afferma che la compagnia desidererebbe aumentare il volume dei passeggeri trasportati, il che potrebbe contribuire ad abbassare i prezzi, ma che l'anno scorso ha dovuto affrontare un "collo di bottiglia" alle frontiere legato in particolare alla Brexit, che rende questo compito più difficile. Le Doze spiega infine che "è molto costoso far funzionare" questi treni, compresi "i costi delle stazioni, le infrastrutture, l'utilizzo delle linee ferroviarie, l'energia, il personale, i costi di finanziamento".

(afp)

Sulla questione si sta mobilitando la stessa Greenpeace. “I governi hanno creato delle normative ineguali, a tutto vantaggio dei sistemi di trasporto più inquinanti”, denuncia la Ong. “Dovremmo tassare il trasporto aereo in una misura proporzionale ai danni che causa al clima”. Invece, sottolinea Greenpeace, le compagnie aeree neanche pagano le tasse sul cherosene. Secondo l’organizzazione ambientalista, gli aerei emettono in media 5 volte più gas serra rispetto ai treni: ma sulla tratta Londra-Parigi Eurostar stima che le emissioni del trasporto su rotaia siano addirittura il 90 per cento in meno.

Parlando di prezzi, il treno tra Londra e Parigi, nei periodi di vacanze costa, secondo Greenpeace, più del doppio dell’aereo. Secondo l’Ong, il raffronto sulla tratta Londra-Edimburgo dà risultati dello stesso ordine di grandezza. Di fronte a tutto questo gli utenti reali e potenziali della Londra-Parigi su rotaia attendono con impazienza l’apertura della tratta alla concorrenza. Dal 1994 diverse aziende hanno annunciato piani per competere con Eurostar, ma nessuno di questi si è ancora concretizzato.

Il nostro test comparativo su fine gennaio

Per la cronaca, abbiamo provato a navigare sul sito di Eurostar, per verificare con i nostri occhi. Prenotare un Parigi-Londra in giornata, solo andata, oggi, 24 gennaio alle 15 e 10 circa, costa 247 euro in classe standard, 321 euro in standard premier e 375 euro in business premier. Per domani, si scende un po’: il range per la classe economica spazia tra 189 e 247 euro, fino agli stessi 375 euro per la business premier. A scorrere la canonica finestra che propone le tariffe più economiche giorno per giorno, limitandoci a gennaio, si scende fino ai 97 euro del 30 e del 31 gennaio. Passando all’andata e ritorno, chi volesse partire oggi non spenderebbe meno di 308 euro (214+94, ma con partenza domani). Una a/r con partenza domani e rientro in giornata costerebbe almeno 353 euro. In generale, chi volesse partire e rientrare in gennaio, non spenderebbe meno di 168 euro, ma partendo non prima del 30 gennaio. In aereo, restringendo la ricerca all’ultima settimana del mese in corso, si trovano facilmente tariffe a/r da 75-80 euro.

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