Inverno e montagna, un connubio perfetto. Con la motoslitta sotto le Tre Cime di Lavaredo, poi via in discesa a bordo di uno slittino. Il lago di Dobbiaco si trasforma in una boule de neige con la carrozza trainata dai cavalli che fa il giro intorno e quello di Braies perde il suo colore particolare verde acqua, ma chi passa di qui vuole fermarsi a fare una foto all’iconica casetta di legno che spunta dalla neve. E poi restare incantati davanti allo spettacolo delle Dolomiti che vanno a dormire, quando il cielo si colora di viola e brilla una piccola luna lassù, seduti nell’idromassaggio di una spa. L’Alta Pusteria in Alto Adige - che comprende i territori di Villabassa, San Candido, Braies e Sesto - le Dolomiti di Sesto, appunto, che tanto per non dimenticare lo sportivo italiano del momento, sono la terra natia di Jannik Sinner - d’inverno è ancora più bella. Anche o soprattutto per chi non scia. Le cime imbiancate, i sentieri nel bosco con la neve fresca, il profumo di vin brulé e cioccolata calda nei rifugi che si prendono cura di sciatori ed escursionisti stanchi e affamati. E’ l’atmosfera che la circonda, quella magia e la luce che fa innamorare chi la vive.
La neve, ma in versione slow
Sono lontani i tempi in cui si sceglieva la settimana bianca in montagna soltanto per dedicarsi allo sci. Oggi anche chi non bazzica le piste parte alla scoperta di una meta che offre tantissime alternative. Una scelta anche per evitare i costi che ogni anno lievitano, come quelli per il noleggio dell'attrezzatura e per lo skipass. E in Alta Pusteria non ci si annoia. A partire dalle passeggiate sulla neve, con i ramponi o con le ciaspole a seconda del tipo di neve sul sentiero, che in questa zona regalano paesaggi unici. Fra le più belle c’è la Val Fiscalina: quattro chilometri e mezzo che vanno da Moso attraversando il parco naturale delle Tre Cime di Lavaredo fino al rifugio Fondovalle. Qui è possibile scegliere fra diversi percorsi. Quello più semplice da fare anche con i bambini parte dal parcheggio Piano Fiscalina e arriva al rifugio Fondovalle (Talschlusshütte), famoso perché per anni ci hanno lavorato i genitori del campione di tennis Jannik Sinner, ormai il cittadino più illustre di questa vallata, lui che è di Sesto: il padre come cuoco e la madre all’accoglienza clienti.
Il giro in motoslitta col Tre Cime Service
Con la neve fresca, si può optare per una ciaspolata fino al rifugio Tre Scarperi, di livello medio-facile: circa cinque chilometri e mezzo di salita dal parcheggio in Val campo di dentro (San Candido). Si attraversa un bosco incantato, poi si sale per un sentiero circondato dalle montagne: a sinistra il gruppo dei Tre Scarperi, a destra la Rocca dei Baranci e la Croda dei Baranci. Una volta raggiunto il rifugio a 1.626 metri di altezza è possibile fare la discesa a bordo di uno slittino a noleggio: un’alternativa più veloce e divertente. Per godere di un panorama mozzafiato, senza fare troppa fatica, basta prendere la nuova cabinovia che collega Sesto (1.310 mt) al Monte Elmo (2.050 mt) in sei minuti. Il Monte Elmo è principalmente un paradiso per gli sciatori con oltre 21 chilometri di piste e tre discese a valle, tra le quali anche la pista più lunga dell’Alta Pusteria con 4,8 chilometri. Ma dalla stazione di Monte è anche possibile intraprendere passeggiate verso rifugi e malghe (Klammbach e Nemes), fino alla Traversata carnica.
Sotto alle Tre Cime, ma solo per i più esperti
Le Tre Cime di Lavaredo sono il simbolo delle Dolomiti, Patrimonio Unesco, conosciute e apprezzate in tutto il mondo, e ammirarle coperte dalla neve è uno spettacolo. Il modo più semplice per farlo è fermasi al punto di osservazione in Val di Landro, sulla strada fra Dobbiaco e Cortina, dove si vedono in lontananza ma in tutto il loro splendore. Gli escursionisti esperti possono intraprendere il percorso che parte dalla Val Fiscalina (rifugio Fondovalle) e in circa tre ore e mezzo di cammino porta al rifugio Locatelli, chiuso in inverno. Un’alternativa divertente – e gettonata dai turisti stranieri – è quella di salire fino al rifugio Auronzo, punto di partenza per le escursioni alle Tre Cime, in motoslitta, un servizio che parte dal lago di Antorno. Chi è ben equipaggiato può iniziare dal rifugio Auronzo l’escursione (abbastanza impegnativa) fino al Locatelli, gli altri potranno accontentarsi della vista spettacolare a 2.333 metri e scegliere di scendere a valle con lo slittino.
L’Alta Pusteria è una zona molto apprezzata per i suoi laghi, a partire dal più famoso: Braies. La casetta di legno sospesa sulla neve fresca, intorno le montagne aspre e di cristallo, su cui si arrampicano i pini senza mai arrivare in cima. Il paesaggio è incantevole, soprattutto nelle prime ore della mattina quando regna il silenzio. Oltre al giro intorno al lago, da qui partono diversi sentieri per escursioni. Non è da meno il lago di Dobbiaco, dove è possibile immergersi nello scenario fiabesco comodamente seduti su una carrozza trainata dai cavalli (tutti i giorni dalle 10 alle 17, punto di ritrovo Nordic Arena stadio sci di fondo).
Il Caravan Park a Sesto
La montagna è bellezza, sport, ma anche relax. La maggior parte delle strutture alberghiere della zona fra San Candido, Dobbiaco, Sesto e Villabassa hanno a disposizione dei clienti una piccola zona spa dove rilassarsi fra idromassaggio e sauna. Il Caravan Park di Sesto vanta una centro benessere ritenuto “fra i più belli in Italia” e offre diversi pacchetti anche per chi non alloggia nella struttura. Fra saune e biosaune, grotta di sale, la stanza con il focolare, bagni nel fieno, idromassaggio in vasca esterna con vista sulle Dolomiti, una grande piscina di acqua riscaldata dove rilassarsi su sdraio a dondolo e una zona con la sabbia per i bambini.
Tra spa e divertimenti per famiglie
Ma anche stanze relax e la possibilità di farsi fare un massaggio personalizzato. Per le famiglie con bambini una giornata all’Acquafun di San Candido potrebbe essere una buona idea per mettere d’accordo tutti. Anche qui c’è una grande piscina con lo scivolo, idromassaggio, bagni di vapore e nelle erbe, sauna a infrarossi e percorso kneipp.
Anche assaggiare la cucina tradizionale altoatesina proposta dai rifugi è un’attività che va presa seriamente: c’è chi organizza la propria escursione in giornata in base a come si mangia al rifugio. Uno di questi è la malga Nemes, rifugio a 1.950 metri di altezza dove il panorama toglie il fiato. Una camminata abbastanza semplice, un’oretta circa, che merita senza dubbio per la vista sulle Dolomiti, ma anche per fermarsi a pranzo alla baita gestita da Klara e il marito Otti, che ogni giorno prepara uno strudel di mele irresistibile. “E’ già aperta la cucina?”, è la domanda più ricorrente da parte degli escursionisti che arrivano su alle 11 di mattina. I profumi che arrivano dai fornelli non lasciano indifferenti, così uno dietro l’altro escono piatti di pappardelle al ragù di selvaggina, salsiccia alla griglia, gulash fumante, accompagnati dal tintinnio dei boccali pieni di birra e tazze di vin brulé.
Una tappa gastronomica che merita se si è dalle parti del lago di Misurina è l’agriturismo El Brite de Larieto. Una cucina di montagna che profuma di tradizione, portate che evocano ricordi, ma anche novità ben equilibrate. Una Stella verde che si apprezza nei piatti realizzati a chilometro zero – dalla carne ai formaggi tutti di produzione propria – presentati con gusto dietro la mano esperta di Riccardo Gaspari, lo chef del Sanbrite.
La divagazione gastronomica
Appena seduti al tavolo gli ospiti vengono accolti da un sorriso e una cassetta di legno con dentro pane, puccia di Cortina calda e burro. Burro vero. “Prepariamo le tagliatelle al ragù di salsiccia più buone delle Dolomiti”, spiega il maître di sala a una coppia di turisti indecisa su cosa ordinare. Provare per credere. Nel menù ci sono anche i piatti della tradizione come uova, speck e patate all’ampezzana.
Una veduta di Dobbiaco
Se avete già visitato tutto nella zona - comprese Dobbiaco e San Candido, le due città che hanno attirato artisti come il compositore boemo Gustav Mahler e il pittore Rudolf Stolz, che qui hanno lasciato tracce della loro storia - un’idea alternativa è quella di fare un salto in Austria visitando la vicina Lienz. Capoluogo del Tirolo orientale, chiamato anche ‘la perla delle Dolomiti’, offre diversi spunti culturali come la visita al castello di Bruck che domina la città arroccato sulla collina, oggi sede del Museum der Stadt Lienz che conserva collezioni d’arte e una suggestiva cappella decorata con affreschi gotici. Hauptplatz è la piazza principale con al centro la fontana di S. Florian e il suggestivo Liebburg, edificio con due torri dalle cupole a bulbo, sede del municipio e simbolo della città. Merita una visita nei pressi di Lienz l’unica città romana del Tirolo, Aguntum, dove si possono ammirare reperti del sito archeologico e le antiche mura.