C’è la migrazione delle razze nelle acque della Baja California messicana; ci sono gli elefanti fotografati dall’alto mentre cercano cibo tra cumuli di immondizia. Ritratti di sciamani che eseguono i loro rituali su un lago ghiacciato della Siberia e le pescatrici subacquee dell’isola coreana di Jeju. Ma nel portfolio collettivo dei vincitori del Travel photography of the year, tra i must che ogni amante del paesaggio del pianeta non può non agognare di vedere – e di fotografare – almeno una volta nella vita, tra la lirica quiete del paesaggio giapponese che rimanda a Hokusai e a Hiroshige e le atmosfere diversamente aliene dell’Islanda e del Namib Desert c’è un angolo di Italia che il mondo ci ammira. È la Val d’Orcia toscana e occupa il gradino più alto, seppure in una coabitazione con il paesaggio del Sud Moravia, in Repubblica Ceca, e della Slovenia.
Il texture di Pienza e quello della Moravia
Potrà sorprendere, forse, negli scatti della vincitrice, la slovena AndreJa Ravnak, trovare tanta apparente similitudine tra la campagna di Pienza e quella che si trova non lontano da Brno, vicino ai confini con la Slovacchia e con l’Austria. Un’affinità fatta di texture, frutto di immagini scattate in orizzontale con un superteleobiettivo o dall’alto con l’ormai immancabile drone, dove i due paesaggi collinari vengono sezionati fino a scomporsi in immagini grafiche, che, complice il sapiente uso dei giochi di luce, riescono nel miracolo di essere ad un tempo bi e tridimensionali, pattern astratto e nel contempo sintesi perfetta del paesaggio che rappresentano. Perché basta uno sguardo appena più attento, perché chiunque conosca i due ambienti, o li abbia anche solo osservati con un occhio non superficiale in fotografia, li ritrovi in tutta la loro aura.
Travel Photographer of the Year: i vincitori del 2023. Con la Val d'Orcia
Per la seconda volta consecutiva, a vincere il concorso, cui hanno partecipato amatori e professionisti di oltre 150 Paesi, inviando oltre 20mila scatti, è la Slovenia: Ravnak succede al connazionale Matjaz Krivic. Le sue opere, che, oltre ai campi ancora fuori stagione dell’area in Val d’Orcia e Repubblica Ceca, riprendono anche scene della lavorazione del luppolo nella sua terra natia, sono state premiate come un sapiente mix che combina un’aura di bellezza fiabesca con la precisione di prospettive e geometrie che ci si attende da un architetto.
L’attenzione per i giovanissimi
A scorrere la galleria dei premiati non passeranno inosservate né la particolare attenzione che gli organizzatori del premio rivolgono ai giovanissimi appassionati di fotografia, né le grandi capacità dei vincitori under 17, e persino under 14, come è la vincitrice assoluta, l’americana Caden Shepart Choi, autrice di un toccante lavoro in bianco e nero sulla comunità dei Navajo di Chinle, Arizona. Come non può sfuggire la declinazione, fortemente al femminile, di questa edizione 2023 del riconoscimento. Tra le varie categorie di vincitori – oltre ai giovanissimi, si premiano portfolio a tema su “paesaggio e ambiente”, “natura, fauna selvatica e conservazione”, “popoli e culture” e “storie visuali”, oltre a singoli scatti a tema, uno di questi ultimi è stato vinto dall’italiano Andrea Peruzzi, per un’immagine scattata a un beduino a Petra, Giordania.
Le immagini premiate in questa ventunesima edizione del riconoscimento saranno in mostra per la prima volta al Photography & Video Show, in programma al NEC di Birmingham, Inghilterra, tra il 16 e il 19 marzo prossimi.