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(afp)

Tokyo. L’iperspazio di luce e colori dei Van Gogh della digital art ha un museo: per teamLab il grattacielo più alto del Giappone

Nel 2019 il collettivo giapponese ha stupito il mondo fagocitando nel suo sito temporaneo 2,2 milioni di visitatori, record da Guinness che supera tutti i musei monografici, dal “Van Gogh” di Amsterdam al “Picasso” di Barcellona. Ora ha un suo luogo di “culto”, alla base della neonata torre di Azabudai Hills
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Cascate di luce, pioggia di stelle, diluvio di fiori. Tutto concentrato in un unico museo, quello che il collettivo artistico giapponese teamLab sta per inaugurare nella sua Tokyo. Il gruppo, veri e propri maestri di arte digitale immersiva esaudisce così il desiderio dei milioni di fan che si è conquistato nelle precedenti performance pubbliche, e in particolare nell’ultimo grande evento, un museo dedicato, seppure a tempo determinato, capace di attrarre un pubblico record, tra il 2018 e il 2019.

Un dedalo di oltre 50 installazioni

Cifre tali da evocare un passaggio ulteriore, che i fan hanno agognato a lungo, sino alle prime certezze, arrivate nell’autunno scorso.

Ora la realtà. Nel neonato complesso edilizio di Azabudai Hills, sotto la torre di 330 metri, che è il più alto grattacielo del Giappone, un vero e proprio labirinto di oltre 50 installazioni, che interagiscono tra loro e con il pubblico, mentre veri e propri torrenti di numeri scorrono ai suoi piedi. Il t…

Cascate di luce, pioggia di stelle, diluvio di fiori. Tutto concentrato in un unico museo, quello che il collettivo artistico giapponese teamLab sta per inaugurare nella sua Tokyo. Il gruppo, veri e propri maestri di arte digitale immersiva esaudisce così il desiderio dei milioni di fan che si è conquistato nelle precedenti performance pubbliche, e in particolare nell’ultimo grande evento, un museo dedicato, seppure a tempo determinato, capace di attrarre un pubblico record, tra il 2018 e il 2019.

Un dedalo di oltre 50 installazioni

Cifre tali da evocare un passaggio ulteriore, che i fan hanno agognato a lungo, sino alle prime certezze, arrivate nell’autunno scorso.

Ora la realtà. Nel neonato complesso edilizio di Azabudai Hills, sotto la torre di 330 metri, che è il più alto grattacielo del Giappone, un vero e proprio labirinto di oltre 50 installazioni, che interagiscono tra loro e con il pubblico, mentre veri e propri torrenti di numeri scorrono ai suoi piedi. Il tutto – come recita il sito ufficiale, ha una data di apertura – 9 febbraio – ma non una di chiusura. Un museo permanente, insomma.

"Il nostro obiettivo è quello di coinvolgere le persone e portarle a riflettere sulla vita e sul mondo in una maniera più positiva”, racconta Toshiyuki Inoko, direttore di teamLab, aggiungendo di vole proporre “esperienze inedite, capaci di mostrare una bellezza ancora inedita e sconosciuta”.

“Mostriamo una bellezza inedita e sconosciuta”

Per questo nuovo progetto, intitolato teamLab Borderless, “il nostro lavoro rappresenta la continuità con le nostre ricerche del passato, ma proposte in un’esperienza nuova”, aggiunge Inoko.

Toshiyuki Inoko, fondatore di teamLab (afp)

Oltre che all’immagine e ai suoni, le installazioni chiamano in causa l’olfatto, e persino il gusto: tè e ghiaccio serviti e consumati nel museo diventano a loro volta opere d’arte, ricoprendosi di fiori e foglie. L’ospite “percepisce il mondo con il suo corpo” – spiega l’artista – “ma oggi la nostra percezione è spesso realizzata attraverso la televisione o il web. Noi vogliamo creare un’esperienza facendo leva su tutti i sensi”.

Da Elon Musk al Guinness dei Primati

Gruppo di artisti cofondato nel 2001, teamLab ha presentato le sue installazioni nelle metropoli di tre continenti, da New York a Parigi a Singapore. Vanta inoltre esposizioni permanenti a Shanghai, Macao e Pechino.

Nel Paese d’origine, l’ultima grande mostra si era tenuta nel quartiere di Odaiba della capitale nipponica, sul mare, tra il 2018 e il 2022. Un evento monstre-capace di attirare vip del calibro di Elon Musk, Katy Perry e Kim Kardasian, che con i loro post sui social network hanno sicuramente contribuito alla sua viralità.

Folle da Guinness dei primati, con tanto di certificazione: nel 2019 teamLab Borderless Odaiba è diventato il museo dedicato a un singolo artista o gruppo con il massimo numero di visitatori della storia, appena meno di 2,2 milioni, quasi 65mila in più del Museo Van Gogh di Amsterdam e più del doppio di quelli entrati nel Museo Picasso di Barcellona. Ora, la nuova, fantasmagorica sede e il grande boom turistico internazionale che ha come oggetto il Sol Levante, c’è aria di bis. Il biglietto intero costa – a seconda dei giorni – da 3.800 a 4.800 yen, circa 24-30 euro.

L'esterno del complesso dell'Azabudai Hills 

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