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Shura Island 

Arabia Saudita svela The Red Sea, una meta tutta nuova sul Mar Rosso. La promessa: lusso a impatto zero

Tra i progetti in vista del 2030, la maxi-destinazione turistica che sta nascendo da zero a 500 km a nord da Gedda. In un arcipelago di 90 isole, di cui solo 22 saranno abitati. 760mila pannelli fotovoltaici per far nascere un’area che vanta uno dei pochi reef corallini incontaminati, e che ambisce a diventare carbon negative
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Il Mar Rosso di lusso non è in Egitto, né in Giordania, bensì in Arabia Saudita. È 500 km a nord di Gedda che il Paese – attraverso Red Sea Global, una società per azioni interamente controllata dal Fondo pubblico di investimento dell’Arabia Saudita, ha progettato e iniziato a costruire The Red Sea, una maxi nuova destinazione per il turismo di lusso.

Nel 2023 The Red Sea ha aperto le porte ai primi ospiti nei due hotel già operativi: Six Senses Southern Dunes, The Red Sea - Saudi Arabia e The St. Regis Red Sea Resort. Il progetto è firmato da alcuni tra i più famosi studi di architettura al mondo. Il Six Senses Southern Dune è progettato da Foster + Partners, offre 76 posti letto ed è strutturato come un campo tendato di lusso fra le dune del deserto.

La barriera corallina dell'area 

Il St. Regis Red Sea Resort, con i suoi 90 posti letto, è firmato Kengo Kuma & Associates con un design …

Il Mar Rosso di lusso non è in Egitto, né in Giordania, bensì in Arabia Saudita. È 500 km a nord di Gedda che il Paese – attraverso Red Sea Global, una società per azioni interamente controllata dal Fondo pubblico di investimento dell’Arabia Saudita, ha progettato e iniziato a costruire The Red Sea, una maxi nuova destinazione per il turismo di lusso.

Nel 2023 The Red Sea ha aperto le porte ai primi ospiti nei due hotel già operativi: Six Senses Southern Dunes, The Red Sea - Saudi Arabia e The St. Regis Red Sea Resort. Il progetto è firmato da alcuni tra i più famosi studi di architettura al mondo. Il Six Senses Southern Dune è progettato da Foster + Partners, offre 76 posti letto ed è strutturato come un campo tendato di lusso fra le dune del deserto.

La barriera corallina dell'area 

Il St. Regis Red Sea Resort, con i suoi 90 posti letto, è firmato Kengo Kuma & Associates con un design che richiama la barriera corallina, la flora e la fauna marina e le distese circostanti di dune sabbiose. Situato sull’incontaminata Ummahat Island nella laguna di Al Wajh, è un’oasi con architettura all’avanguardia, dettagli di design sostenibile e servizi personalizzati che si raggiunge in barca o con idrovolante. Dispone di una selezione di 90 ville fronte mare, che offrono sistemazioni da una a quattro camere da letto, ognuna con piscina privata, solarium e doccia esterna.

Le spettacolari catene montuose dell'area 

Lo scorso settembre è stato inaugurato anche un aeroporto dedicato, il Red Sea International, che per ora ha funzionato come scalo locale da Abu Dhabi e Gedda, ma a breve accoglierà voli anche da Dubai e altre destinazioni. Da qui partiranno anche gli idrovolanti di Fly Red Sea, la prima compagnia di idrovolanti dell’Arabia Saudita, che trasporteranno gli ospiti verso le isole della regione.

Il futuro

Entro la fine del 2025 è in programma l’apertura di altri 13 hotel, che segneranno la chiusura della prima fase del progetto. The Red Sea, infatti, è una destinazione creata da zero che, come molti luoghi nei paesi del Golfo, è destinata a crescere ed evolvere. La nuova meta turistica sorgerà tra le acque cristalline di uno dei migliori punti del mar Rosso e il deserto, un’area che comprende un arcipelago di 92 isole incontaminate, 50 vulcani spenti, catene montuose e imponenti dune di sabbia.

Un cammello alla confluenza tra mare e deserto 

Il fulcro principale di The Red Sea si troverà su Shura Island, un'isola a forma di delfino situata a soli 30 minuti dall'aeroporto. Questa sarà la sede di 16 hotel, un centro subacqueo, una marina, un campo da golf, un beach club, campi sportivi, negozi, bar e ristoranti. Altre isole saranno coinvolte, ma con un minor numero di strutture, tutte progettate per avere il minimo impatto sull'ambiente circostante. Anche nel deserto saranno disponibili due opzioni di alloggio per coloro che desiderano immergersi nei colori della terraferma.

Il 2030 promette di essere l’anno chiave per The Red Sea, con il completamento totale della destinazione che ospiterà alla fine 50 hotel ma anche porti turistici di lusso, campi da golf. Una volta completato, inoltre, The Red Sea vedrà 35.000 persone impiegate e offrirà altri 35.000 posti di lavoro a sostegno della comunità locale.

Un paradiso da proteggere

Sheybarat Hotel 

Quest’area vanta una delle poche barriere coralline incontaminate al mondo, un santuario sottomarino che ospita una straordinaria varietà di flora e fauna. Con 175 specie di coralli, 195 specie di pesci e preziose creature a rischio di estinzione come il falco di mare e la tartaruga embricata, l’ecosistema marino qui è unico e fragile. La tutela di questo ambiente si articolerà anche attraverso centri di studio, di conservazione ambientale e istituti di ricerca marina.

St. Regis Red Sea Resort 

L’attenzione all’ambiente è al centro di tutto il progetto. The Red Sea si basa su un approccio mirato a generare un impatto rigenerativo che lasci un'impronta positiva sull'ambiente circostante. L'obiettivo ambizioso è quello di conseguire un incremento netto del 30% nella conservazione degli ecosistemi locali entro il 2040. Questo impegno si concretizzerà attraverso significativi miglioramenti negli habitat biodiversi, quali mangrovie, coralli e vegetazione terrestre.

Six Senses Southern Dunes 

Tra le oltre 90 isole che costituiscono la destinazione, soltanto 22 sono attualmente oggetto di sviluppo, mentre ben 9 isole sono state designante come aree di conservazione, in cui l’accesso sarà proibito. Il progetto mira a una sostenibilità energetica al 100%, grazie all'installazione di 760.000 pannelli fotovoltaici che alimentano la destinazione, supportati dal più grande impianto di accumulo a batteria off-grid del mondo. L'obiettivo è quello di raggiungere la neutralità delle emissioni di anidride carbonica, aspirando persino a diventare carbon negative. PIn tutte le strutture sarà bandita la plastica monouso, verrà creato il più grande vivaio del Golfo (1 milione di mq),e gli unici mezzi di trasporto consentiti saranno quelli elettrici. Per mantenere un impatto limitato sull'ambiente, è stato stabilito un tetto massimo di un milione di visitatori all'anno.

Red Sea International Airport 

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