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Parco marino Wadi el Gemal. Foto Gianni Bodini
Parco marino Wadi el Gemal. Foto Gianni Bodini 

Egitto, il Mar Rosso oltre Marsa Alam e Sharm. I segreti del Parco Nazionale Wadi el Gemal, la terra degli Ababda

Una vasta area protetta sul Mar Rosso egiziano, tra popolazioni seminomadi e antiche miniere di smeraldi

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Nella terra degli Ababda. Tra la costa egiziana del mar Rosso e la Valle del Nilo vivono poche migliaia di persone divise in 20 clan appartenenti a questa tribù seminomade di pastori, allevatori di cammelli, pescatori e guide dalle antiche origini. Noi li abbiamo incontrati nel Parco nazionale di Wadi el Gemal ( la Valle dei Cammelli), a una cinquantina di chilometri a sud di Marsa Alam, una delle mete turistiche più frequentate di questo angolo di Egitto. Una vasta area naturale che non si limita ad essere un luogo ricco di biodiversità, storia e siti archeologici ma si propone come terreno di sperimentazione di un turismo sostenibile, capace di coinvolgere attivamente la popolazione locale. Una felice collaborazione tra gli organismi locali impegnati nella difesa dell'ambiente, diversi enti di cooperazione internazionali - tra i quali la Cooperazione Italiana - e operatori privati, come il Gorgonia Beach Resort, fa oggi del parco uno dei posti dove è possibile coniugare il soggiorno sulle rive del mar Rosso, per vivere il fascino della barriera corallina, con la scoperta di uno dei luoghi più interessanti del deserto arabico.

Wadi el Gemal. Foto Gianni Bodini
Wadi el Gemal. Foto Gianni Bodini 

Alla scoperta del deserto roccioso

A guidare i visitatori curiosi nelle loro escursioni sono proprio le guide Ababda, capaci di leggere il territorio come nessun altro. In loro compagnia si raggiungono, in fuoristrada, in e-bike o a piedi se si ha voglia di camminare per alcune ore nel deserto roccioso, le antiche miniere di oro e di smeraldi ( differenti da quelli più famosi provenienti dall'America Latina) già scavate dagli antichi egiziani e dai romani; le piste delle carovaniere che portavano le merci del porto di Berenice al Nilo, ancora oggi cosparse di cocci di anfore perse durante la traversata, e i resti degli insediamenti umani di alcuni secoli fa. Tra questi l'affascinante Sikait con i suoi templi di epoca tolemaica scavati nella roccia, che appaiono al visitatore in tutta la loro bellezza, quasi fossero un piccola e inaspettata Petra persa nel deserto arabico.

I segreti delle miniere di smeraldi

Sui muri degli edifici le scritte di vecchi visitatori, tra i quali alcuni archeologi e viaggiatori ottocenteschi italiani; tutt'intorno i resti di numerose abitazioni e di un edificio più grande del quale è ancora ignoto l'utilizzo. Poco più in là i tunnel e i pozzi delle miniere (smeraldi ma anche oro e altre minerali) a raccontarci di un tempo nel quale questo angolo di Egitto era importante non solo per i commerci ma anche per le attività estrattive. Ancora oggi, gli unici capaci di condurre il visitatore in completa sicurezza lungo le diverse piste che attraversano il territorio del parco, che prende il nome dal letto di un fiume scomparso che circa 15000 anni fa nasceva dalle montagne che si ammirano a occidente, alte fino a circa 2000 metri, e si gettava nel mar Rosso, sono le guide Ababda, coinvolte nel progetto di turismo sostenibile.

Wadi el Gemal (foto Gianni Bodini)
Wadi el Gemal (foto Gianni Bodini) 

L’area delle mangrovie

Lungo il cammino si incontrano cammelli allevati allo stato brado da questa popolazione seminomade, pozzi per l'acqua, 40 differenti specie tra piante e arbusti, tra le quali le acacie e cespugli fioriti. Con un po' di fortuna si possono incontrare anche la piccola volpe del deserto, le gazzelle, lo stambecco nubiano e altri animali, le cui tracce e i segni del passaggio sono ben visibili agli occhi attenti delle guide locali. Nei pressi del villaggio di Abu Ghosoun si incontra anche un progetto di apicultura eroica gestito da alcune ragazze. Sembra quasi impossibile, ma dai tanti piccoli fiori che fioriscono nel deserto - e anche da quelli delle mangrovie - le api sono in grado di trovare il loro nutrimento utile alla produzione di pregiati e insoliti mieli. Il Parco nazionale di Wadi el Gemal comprende anche un tratto di costa con l'importante ecosistema delle mangrovie, diversi isolotti dove è possibile sbarcare durante le escursioni autorizzate dall'ente di gestione e guidate da biologi marini locali, e dove praticare lo snorkeling ai bordi della barriera corallina, per ammirare la ricca e colorata fauna marina, dalle tartarughe marine ai giocosi delfini fino ai rari dugonghi.

Per ammirare una delle più estese foreste di mangrovie di questo angolo di Egitto si può raggiungere El Qulaan, piccolo insediamento beduino ai bordi di una baia naturale, dove si osservano facilmente l'airone, il falco pescatore e il gabbiano occhibianchi. Questo tratto di costa è fortunatamente ancora in gran parte incontaminata, con poche strutture turistiche. Tra queste il Gorgonia Beach Resort, da anni impegnato in progetti di cooperazione con gli Ababda, punto di partenza privilegiato per escursioni in fuoristrada, e-bike o a piedi nel deserto e per attività marine lungo la barriera corallina.

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