Vienna è una città unica, una delle capitali più belle e ricche di storia del mondo, nonché una delle poche dove cultura e sostenibilità vanno di pari passo: viaggiare qui significa non solo fare del turismo culturale ma sostenibile, sia in termini economici che sociali. Nella capitale austriaca, infatti, gli introiti derivanti dal turismo vengono prevalentemente reinvestiti per preservare il paesaggio museale, vario e storicamente evoluto, e i suoi tesori artistici per le generazioni future.
Quale occasione migliore per visitarla, dunque, se non la riapertura della Kunst Haus Wien, museo dedicato al genio visionario dell’architetto Hundertwasser, una delle principali attrazioni architettoniche dell'Austria? E la (non casuale) prima Biennale del clima, che l’ex capitale asburgica ospiterà per la prima volta in primavera, popri.
La Vienna che non ti aspetti. Le opere (e il museo dedicato) di Hundertwasser, l'architetto ecologista in anticipo sui tempo
Il “no alla “Linea geometricamente dritta” nel 1958
Correva l’anno 1958, quando l’artista e eco-visionario Friedensreich Hundertwasser (1928-2000), nome d’arte di Friedrich Stowasser, proclamò il suo manifesto contro il razionalismo in architettura, ovvero contro la "linea geometricamente diritta". Una rivoluzione fatta di foreste sui tetti e pavimenti irregolari, secondo la quale la linea diritta, l’angolo retto, il pavimento piatto e la sterile regolarità delle finestre erano da considerarsi elementi lontani dalla vera natura degli esseri umani.
A un secolo dalla sua nascita, possiamo dire che la Storia gli ha dato ragione e ancora oggi gli edifici di Friedensreich Hundertwasser, colorati e non convenzionali, si presentano più come una nostra “terza pelle” che come vere e proprie costruzioni. Stowasser - che in seguito si ribattezzò Hundertwasser ("Regno della pace delle cento acque") - sopravvisse in condizioni difficili durante la guerra, durante la quale perse 69 membri della propria famiglia, tutti vittime dell’Olocausto. Una tragedia in contrasto con l'esplosione di vita che caratterizza la sua arte, segnata “dall'ambizione di realizzare qualcosa di grande”, dice Andreas Hirsch, autore di due lavori sull'artista visionario.
Architettura e ambientalismo sempre unite
Una visione architettonica che è sempre andata di pari passo con le questioni ambientali, ispirata dalla natura e dalle esperienze sensoriali ed erroneamente interpretata, per anni, come eccentricità o provocazione. Una visione illuminata fatta di alberi che crescono dalle finestre, facciate brillanti, piante e alveari che spuntano dai tetti, interni senza angoli e spigoli e cortili meravigliosamente verdi: questo e molto altro è il museo Kunst Haus Wien, fondato nel 1991, che nella sua nuova veste offre un’immersione nel sogno diventato realtà di Hundertwasser. Il museo viennese ha infatti appena riaperto, attrezzato con gli ultimi standard ambientali, come il pioniere dell'ecologia avrebbe voluto.
Nato dalla conversione di un edificio già esistente – una fabbrica abbandonata dove un tempo si fabbricavano mobili Thonet – il museo è stato sottoposto a una ristrutturazione geotermica e al suo interno è stata anche riorganizzata la mostra permanente di Friedensreich Hundertwasser, con oltre 170 opere in totale. I lavori, durati nove mesi e costati 3,5 milioni di euro, hanno permesso di ammodernare i locali, che oggi offrono un suggestivo contrasto con i pomposi palazzi del centro storico dell'ex capitale asburgica.
I musei ecocertificati della capitale austriaca
Dalla Kunst Haus Wien al Wien Museum, dal Pratermuseum al Mumok, a Vienna sono già 17 i musei certificati con l’Ecolabel austriaco, e il numero è in costante aumento. Luoghi della cultura in cui gli aspetti ecologici svolgono un ruolo centrale e dove l'urgenza della crisi climatica e la conseguente necessità di un radicale cambiamento culturale nel pensiero e nell'azione sono la motivazione per aprire le porte ai visitatori ogni giorni.
La stessa motivazione che ha spinto la città di Vienna a istituire, dal 5 aprile e fino al 14 luglio 2024, la prima Biennale del clima: per cento giorni, nella capitale austriaca si parlerà di arte ed ecologia, coinvolgendo tutta la città con l'obiettivo di trovare risposte comuni alla crisi climatica e lanciare nuove idee il futuro.
Sede espositiva e centro della Biennale sarà proprio il Kunst Haus Wien, fresco di restauro: al suo interno si svolgeranno la mostra collettiva Into the Woods, curata da Sophie Haslinger e dedicata all'ecosistema forestale, e il primo Vienna Climate Summit, dedicato al trasferimento di conoscenze con formati interattivi.
Mostre e summit per due mesi
L'area del festival sarà allestita nel sito dell'ex stazione ferroviaria di nord-ovest, con aree sperimentali per affrontare temi che andranno dall'architettura ecologica alle fonti di energia rinnovabili, dalla mobilità sostenibile alle infrastrutture verdi, fino al consumo consapevole. Da non perdere la mostra collettiva Songs for the Changing Seasons, curata da Lucia Pietroiusti (Serpentine Gallery) e Filipa Ramos (curatrice indipendente), nonché il programma urbano, con eventi in spazi cittadini e istituzioni viennesi, tra cui il Weltmuseum Wien, il MAK - Museo di Arti Applicate, l'Accademia di Belle Arti, l'Architekturzentrum Wien, Belvedere 21, Kunsthalle Wien, MQ Wien, e altri.