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Verona romantica, la città dove i turisti stranieri scelgono di sposarsi: il tour fra palazzi d’arte e luoghi dell’amore

Ripresa drone Ponte Scaligero, Castelvecchio e fiume Adige - F. Modica - Archivio Comune di Verona 
La passeggiata nel giardino cinquecentesco amato da Mozart e Goethe e la vista sul fiume Adige dalle mura medioevali di Castelvecchio: un tour nella città più romantica d’Italia, scelta anche da tantissime coppie di stranieri come luogo per celebrare le nozze
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Verona, mon amour. Le grate dei cancelli sono invase dai lucchetti rossi con incise le iniziali delle coppie che sognano di vivere l’incantesimo d’amore per sempre. Nomi scolpiti sulle pietre, cuori sulle pareti degli androni. Giardini lussureggianti in cui perdersi e palazzi d’epoca che conservano tesori artistici. Coppie che passeggiano mano nella mano nelle piazze del centro, condividono un gelato al cioccolato e si baciano con passione. Si abbracciano di giorno sul ponte di Castelvecchio, di sera sulle gradinate del Duomo. Ogni angolo è una poesia, un momento di magia catturato in eterno dalla reflex di un turista. Verona – città veneta Patrimonio mondiale dell’Unesco, a un’ora e mezzo di auto da Milano – in un weekend romantico, è il rifugio idilliaco per gli innamorati che parlano lingue di tutto il mondo, meta ideale per celebrare l’amore. William Shakespeare ci aveva visto lungo già allora, quando decise di ambientarci una delle sue opere più famose: Romeo e Giulietta. Cullata…

Verona, mon amour. Le grate dei cancelli sono invase dai lucchetti rossi con incise le iniziali delle coppie che sognano di vivere l’incantesimo d’amore per sempre. Nomi scolpiti sulle pietre, cuori sulle pareti degli androni. Giardini lussureggianti in cui perdersi e palazzi d’epoca che conservano tesori artistici. Coppie che passeggiano mano nella mano nelle piazze del centro, condividono un gelato al cioccolato e si baciano con passione. Si abbracciano di giorno sul ponte di Castelvecchio, di sera sulle gradinate del Duomo. Ogni angolo è una poesia, un momento di magia catturato in eterno dalla reflex di un turista. Verona – città veneta Patrimonio mondiale dell’Unesco, a un’ora e mezzo di auto da Milano – in un weekend romantico, è il rifugio idilliaco per gli innamorati che parlano lingue di tutto il mondo, meta ideale per celebrare l’amore. William Shakespeare ci aveva visto lungo già allora, quando decise di ambientarci una delle sue opere più famose: Romeo e Giulietta. Cullata dalle acque del fiume Adige, protetta dalle mura di Castelvecchio, incoronata da un simbolo della romanità, l’Arena, e patria del buon cibo e del buon bere: basta un weekend per immergersi nell’atmosfera di questa città veneta, per coglierne i luoghi più affascinanti e magari innamorarsi. E’ anche un buon punto di partenza per visitare Borghetto sul Mincio, uno dei borghi più belli d’Italia, e il lago di Garda.

Ripresa drone piazza Bra, Arena e Palazzo Barbieri dall'alto - F. Modica - Archivio Comune di Verona 

Esistono tour guidati e a tema organizzati di sabato e domenica, come quello ‘Verona città dell’amore. Sulle antiche pietre... i passi di Giulietta’, un percorso nella città scaligera dove la realtà resta fuori dall’itinerario, perché il turista viene condotto sulle tracce di un mito leggiadro che si sposta nelle piazze antiche, fra i vicoli e i cortili in penombra. Ma il mito non si sfata facilmente, soprattutto per i turisti stranieri che arrivano in città con l’idea che la casa di Giulietta sia il luogo più romantico a Verona, una tappa obbligatoria. Così in mezzo a via Cappello si crea un ingorgo che blocca il passaggio, un serpentone di visitatori che si snoda fin sotto al portone della casa e termina davanti alla statua in bronzo della fanciulla, installata sotto al celebre balcone. Tutto per sfiorare con una mano il seno destro della statua – rito che dovrebbe portare fortuna agli innamorati – sul quale qualche giorno fa è spuntato un buco per la corrosione dovuta al sudore delle mani. Oltre a essere finito al centro delle polemiche, condannato come un gesto sessista. Sotto al balcone più famoso di Italia, tanti Romeo aspettano che la loro innamorata si affacci per scattare una foto da postare sui social con sotto scritto: “Forever”.

Casa di Giulietta, statua e balcone - F. Modica - Archivio Comune di Verona 

A partire da marzo, la casa di Giulietta si arricchisce di un’opera importante: Romeo e Giulietta realizzato dal pittore veneziano Cosroe Dusi (1838), in cui viene raffigurato l’incontro notturno dei due amanti nella dimora della giovane Capuleti, esposta in maniera permanente nella sala del ballo al primo piano. “La casa di Giulietta è il luogo ideale per accogliere l’opera di Cosroe Dusi, che di nuovo propone una lettura teatrale della scena dell’incontro, dai due protagonisti alla ribalta al gioco scenografico delle luci che le illuminano. Ci auguriamo che i visitatori riescano a cogliere questo particolare sapore, melodrammatico e plateale, nel quadro di Dusi e nel contesto che lo circonda. Del resto, soltanto nel teatro “tutto è finto, ma niente è falso”, ha spiegato Marta Ugolini, l’assessora comunale a Cultura, turismo e rapporti con l’Unesco. La vicenda di Giulietta e Romeo colpisce molti giovani innamorati, tanto che alcuni di loro decidono di raccontare una storia d’amore scrivendo lettere a Giulietta. E’ nato così il Club di Giulietta, un’associazione di volontari che da anni mantiene viva la leggenda e cura la corrispondenza indirizzata all’eroina shakespeariana. Un’iniziativa che risale al 1930, quando il custode della tomba di Giulietta, Ettore Solimani, cominciò a raccogliere le prime missive che i turisti lasciavano in cerca di consigli e decise di rispondere lui stesso diventando il primo ‘segretario di Giulietta’.

Frontale piazza delle Erbe, panoramica - F. Modica - Archivio Comune di Verona 

Piazza delle Erbe è uno fra i luoghi più belli a Verona, circondata dai palazzi storici, statue e fontane. Per avere una vista privilegiata basta salire sulla terrazza all’ultimo piano di Palazzo Maffei, una casa museo che conserva oltre 600 capolavori dell’arte moderna e contemporanea e i grandi maestri del XX secolo - da Picasso a de Chirico, Hokusai, Fontana e Manzoni per citane alcuni – frutto di oltre cinquant’anni di passione collezionistica dell’imprenditore Luigi Carlon.L’allestimento è suddiviso fra due piani in cui oltre al dialogo fra opere antiche e moderne, si respira l’atmosfera di uno dei più scenografici edifici seicenteschi di Verona. A pochi passi dal Palazzo si può scegliere di vistare la Gam (Galleria d’arte moderna) che per l’edizione di Verona in love 2024, ospita fino al 7 aprile il progetto espositivo ‘Segni di cura’ di Maïmouna Guerresi. Al centro della mostra l’amore del prendersi cura di qualcosa o di qualcuno, nel rispetto dell’unicità e della libertà di ogni singolo individuo.

Palazzo Maffei 

Il salotto più alto di Verona è la Torre dei Lamberti: per raggiungere la cima si possono percorrere i 368 scalini oppure scegliere il comodo ascensore che porta alla terrazza panoramica. Una passeggiata romantica nel giardino cinquecentesco della famiglia Giusti, la mattina quando il sole è ancora debole e l’orda di turisti non è ancora arrivata, è rigenerante. Giardino Giusti è un trionfo di piante, vasi con agrumi, statue mitologiche, fontane, grotte e un belvedere che regala una vista speciale sulla città. Vanta fra i suoi ospiti nomi importanti come Mozart, Goethe, Evelvyn e lo zar Alessandro di Russia. E’ possibile visitare anche gli appartamenti del palazzo, che conservano affreschi settecenteschi e arredi d’epoca. Nota di merito: se viaggiate con un cane, sappiate che possono accedere sia al giardino sia nei locali interni.

Giardino Giusti 

Quando il sole tramonta l’atmosfera si fa più magica ed è il momento di approfittarne per una passeggiata lungo l’Adige, ammirando il riflesso del sole nel fiume da uno dei ponti più belli o dalle mura di Castelvecchio, dove sembra di camminare sopra la città in una cornice medioevale. Il castello venne costruito tra il 1354 e il 1356 da Cangrande II della Scala per avere un nucleo fortificato di controllo sull’Adige in corrispondenza dell’accesso settentrionale alla città, dopo la congiura del fratellastro Fregnano della Scala. Oggi è un museo che conserva collezioni di arte medievale, rinascimentale e moderna.Il romanticismo di una città si misura anche nei suoi ristoranti e a Verona i locali fanno a gara per offrire la proposta più idilliaca che ci sia, con angoli riservati per le coppie, palloncini a forma di cuore e menù ad hoc per gli innamorati. La scelta è varia: dalle osterie tipiche che sfoggiano menù con i classici della cucina veronese ai ristoranti scenografici adagiati sul fiume, dai bar che fanno aperitivi con i cicchetti ai maestri della cucina italiana che alzano il livello della proposta gastronomica in città come nel caso di Giancarlo Perbellini. Uno dei più storici è la Locanda Castelvecchio, dove è possibile provare il carrello degli arrosti e dei bolliti accompagnati dalla salsa peàra, una salsa povera fatta con pane raffermo grattugiato, midollo di bue, brodo di carne e abbondante pepe, in un ambiente molto scenografico. C’è anche la possibilità di riservare una saletta per due molto intima, ricavata in una nicchia: “E’ come cenare sull’Orient Express”, spiega il maître di sala.

Interno del ristorante Bue Nero - foto Jacopo Salvi 

Bue Nero è ristorante che va oltre la tradizione ma senza dimenticarla, specializzato in tagli di carni bovine marezzate di alta qualità provenienti da tutta Europa e dove il fil rouge dei piatti in carta è ‘golosità’. La tartare di manzo condita con caviale d’aringa, tuorlo d’uovo, maionese alla senape e stick di patate con è uno dei piatti iconici del locale, preparata da Chiara Pannozzo, fra i migliori chef under 30 in Italia, che attraverso abbinamenti di salse e tecniche di lavorazione riesce a far breccia anche nei palati più sensibili con piatti a base di interiora e frattaglie (come nel caso delle nuggets di animelle e dei tagliolini al ragù di fegato e fegatini). “Mi piace giocare con la creatività in cucina, riuscire a far apprezzare i miei piatti anche ai più scettici”, spiega Pannozzo. Nel menù, che cambia tre volte all’anno in base alla stagionalità, non mancano riferimenti alla tradizione veronese. Non si può andare via senza aver assaggiato il maritozzo con crema di mascarpone, crema inglese al caffè e salsa toffee di liquore al caffè: un vero inno all’amore.

La tartare del ristorante Bue Nero - foto Jacopo Salvi 

Ma allora Verona è davvero la città più romantica d’Italia? Forse, ma possiamo dire che si conferma fra le destinazioni più richieste per il turismo matrimoniale: nel 2023 nel Comune di Verona sono stati celebrati 747 matrimoni, circa il 20 per cento riguarda sposi non residenti, provenienti da altri centri italiani o dall’estero. E’ quanto emerge dai dati forniti dall’ufficio di statistica del Comune di Verona: “Verona viene scelta come luogo elettivo per la celebrazione nuziale da 148 coppie (pari al 19,8 per cento delle celebrazioni nel 2023; erano 156 nel 2022 su 793 matrimoni), di cui il 26 per cento proveniente dall’estero (38 coppie principalmente da Germania, Inghilterra, Belgio, Francia, Stato del Vaticano e Principato di Monaco), mentre il 74 per cento da altri comuni italiani”.

Il fiume Adige, veduta di Castelvecchio e San Zeno - F. Modica - Archivio Comune di Verona 

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