La Finlandia è sempre il Paese più felice del mondo. L’Italia in un anno perde 8 posizioni: ora è 41ma
di Arturo CocchiAncora Finlandia. Per il settimo anno consecutivo, la nazione nordica ribadisce lo status di Paese più felice del mondo. A sancire il primato, il World Happiness Report 2024, resoconto annuale sul benessere nel pianeta, che le Nazioni Unite diramano da oltre un decennio. Costruito sulle rilevazioni della multinazionale di analisi dati e consulenze Gallup, il report è la sintesi dell’osservazione del triennio che precede la sua diffusione, nella fattispecie quello tra il 2021 e il 2023.
Pur perdendo sei centesimi di punto – 7,74/10 contro i 7,80 di dodici mesi fa – il Paese di Alvar Aalto e delle renne conferma un’egemonia ormai tale da innescare slogan, spot e campagne promozionali a tema: qualche anno fa l’ente del turismo finnico aveva addirittura ospitato alcuni ospiti dando loro la possibilità di “affittare un finlandese”, per scoprire i segreti della felicità targata Suomi.
Conferme sul podio: Danimarca e Islanda
Come nell’edizione 2023, il podio è occupato dalle stesse piccole c…
Ancora Finlandia. Per il settimo anno consecutivo, la nazione nordica ribadisce lo status di Paese più felice del mondo. A sancire il primato, il World Happiness Report 2024, resoconto annuale sul benessere nel pianeta, che le Nazioni Unite diramano da oltre un decennio. Costruito sulle rilevazioni della multinazionale di analisi dati e consulenze Gallup, il report è la sintesi dell’osservazione del triennio che precede la sua diffusione, nella fattispecie quello tra il 2021 e il 2023.
Pur perdendo sei centesimi di punto – 7,74/10 contro i 7,80 di dodici mesi fa – il Paese di Alvar Aalto e delle renne conferma un’egemonia ormai tale da innescare slogan, spot e campagne promozionali a tema: qualche anno fa l’ente del turismo finnico aveva addirittura ospitato alcuni ospiti dando loro la possibilità di “affittare un finlandese”, per scoprire i segreti della felicità targata Suomi.
Conferme sul podio: Danimarca e Islanda
Come nell’edizione 2023, il podio è occupato dalle stesse piccole comunità nordiche di Danimarca e Islanda. Al quarto posto ancora l’area baltica, con la Svezia, che ha scalzato Israele, sul cui ranking la guerra scoppiata il 7 ottobre influisce, ma in misura ancora trascurabile, essendo il tutto una media pesata in cui il conflitto influisce per tre mesi scarsi su trentasei). A completare la top 10 ci sono, nell’ordine, Olanda, Norvegia, Lussemburgo, Svizzera e Australia.
Tra le menzioni in positivo, la vetrina va a Costa Rica e Kuwait, che entrano per la prima volta nella top 20, rispettivamente al 12mo e al 13mo posto. In negativo, si segnala la contemporanea uscita dai migliori venti – ed è la prima volta che accade da quando esiste il report - di Stati Uniti (23mi) e Germania (24ma) – mentre il Regno Unito, pure in calo di un gradino, si mantiene a galla, ultimo tra i Venti.
L’Italia ultima tra i “Grandi” della Ue
Male l’Italia, 41ma, in discesa di 8 posizioni e di quasi 0,8 decimi di punto, da 6,40 a 6,32. Il Belpaese si fregia dei non ambiti titoli di ultimo tra i “grandi” della Ue (la Francia è 27ma, la Spagna 36ma), e di penultimo tra i G7, con il solo Giappone dietro, in 51ma piazza, mentre il Canada veleggia in 15ma posizione. In fondo alla graduatoria, di cui fanno parte 143 Paesi, l’Afghanistan conferma la maglia nera.
Per la cronaca, il report misura la felicità in base a sei variabili: reddito, aspettativa di vita in salute, la presenza o meno qualcuno su cui contare in caso di necessità, generosità, libertà e affidabilità, quest’ultima intesa come assenza di corruzione nel mondo degli affari e nel governo.
Sulla falsariga di quanto accade per similari classifiche – qualità della vita, città in cui si vive meglio – il Word Happiness Report premia – e lo fa in misura crescente – comunità medio-piccole che hanno saputo raggiungere e conservare il miglior algoritmo tra crescita, sostenibilità ed equilibrio sociale, non ultimo quello tra la cultura originaria e quelle che via via l’hanno integrata. Più in dettaglio, è facile osservare che, nella top 10, appena due Paesi, Olanda e Australia, hanno oltre 15 milioni di abitanti. Riscontro confermato nella sostanza a livello di primi venti, tra i quali soltanto Canada e Regno Unito superano i 30 milioni di anime.
“A Helsinki un’idea diversa di qualità della vita”
Un focus sul Paese ormai dominatore assoluto della classifica indica i possibili motivi del primato nella stretta connessione con la natura dei finlandesi, oltreché nella loro capacità di mantenere il giusto equilibrio tra lavoro e qualità della vita. “I finnici poi hanno un modello di vita di successo più facile da raggiungere, rispetto ad esempio agli americani, perché meno strettamente correlato a ricchezza e successo”, ha spiegato Jennifer De Paola, che studia i meccanismi della felicità umana all’Università di Helsinki e ha indicato tra le altre possibili chiavi l’altissimo livello di welfare, l’altrettanto elevata credibilità dello Stato, i bassissimi livelli di corruzione e la gratuità di sanità e istruzione.
I ranking per fasce d’età e le sorprese Lituania e Serbia
Per la prima volta, poi, quest’anno il World Happiness Report ha svelato, oltre alla consueta classifica generale, due ranking di categoria, dedicati rispettivamente, agli under 30 e agli over 60. Per la terza età, le posizioni non si discostano troppo dall’andamento generale, con la Danimarca che scavalca la Finlandia, la Norvegia sul terzo gradino del podio e poi Svezia, Islanda, Nuova Zelanda, Olanda, Canada, Australia e – unica relativa relativa sorpresa in top 10 - gli Usa a chiuderla, con l’Italia 38ma. Molto più sorprendente il responso per generazione Z e millennial. Qui comanda la Lituania, “appena” 19ma in classifica generale e 44ma tra gli over 60, davanti a Israele (vale quanto sopra: l’effetto guerra pesa ancora poco), poi la Serbia e un mix tra Paesi nordici ed Europa orientale che recita, nell’ordine, Islanda, Danimarca, Lussemburgo, Finlandia, Romania, Olanda e Cechia.
La Serbia, altra curiosità, è in assoluto il Paese che ha guadagnato di più in felicità da quando esiste il report, davanti alla Bulgaria, alla Lettonia e alla Repubblica del Congo (Brazzaville), in una lista che vede l’Italia in 99ma posizione, con il saldo del punteggio abbondantemente in rosso. Giordania, Libano e il solito Afghanistan chiudono, nell’ordine, il ranking. Tra le conclusioni dell’analisi degne di nota, quella che la felicità aumenta tra gli anziani, ma diminuisce tra i giovani; e ancora, quella che cala in Europa occidentale e Nord America, mentre cresce in Europa Orientale, in molte aree emergenti dell’Asia, e, seppure non in modo uniforme, nell’Africa subsahariana.