Di Isa Grassano
«In mezzo a un fitto bosco, un castello dava rifugio a quanti la notte aveva sorpreso in viaggio: cavalieri e dame, cortei reali e semplici viandanti. Passai per un ponte levatoio sconnesso…». Così scriveva Italo Calvino e da sempre questi manieri celano un patrimonio storico e culturale avvolto da mistero e fascino. Queste imponenti testimonianze del passato trasudano storia e arte, e ogni anno, durante l'evento "Castelli Aperti" in Friuli Venezia Giulia, si aprono ai visitatori – normalmente sono chiusi - per svelare i loro segreti e trasportare in un viaggio nel tempo. L’appuntamento per l’edizione di primavera - organizzata dal Consorzio per la Salvaguardia dei Castelli Storici - è per sabato 6 e domenica 7 aprile. Ben 23 le dimore che spalancheranno i loro portoni, con anche delle new entry rispetto allo scorso anno. Un'occasione unica per immergersi nella ricca eredità di questa terra, sia per gli amanti della cultura, sia per i bambini che potranno immaginare di essere per qualche ora nei panni della nobiltà di una volta ed esplorare “stanze segrete”. Questi monumenti di pietra sono testimoni viventi di epoche passate, hanno sale riccamente decorate e, spesso, sono custodi di segreti e leggende che si tramandano da generazioni. Ogni muro, ogni torre, ogni cortile racconta una storia diversa, incantando chiunque si avvicini con il loro mistero e fascino.
Così si scopre che il Castello di Flambruzzo, in provincia di Udine, costruito nel '200, faceva parte della linea difensiva dei “castelli d’acqua” a protezione della Bassa friulana e unisce caratteristiche tipiche dell'evoluzione da fortilizio a villa settecentesca con un parco all’inglese. La ricca biblioteca è una tappa obbligata per gli appassionati di storia perché ospita il prezioso tavolo onice, attorno al quale sedettero due generali americani giunti a Roma per trattare la resa, con Pietro Badoglio. Il Castello di Arcano, invece, sempre nella stessa provincia, si caratterizza per le cortine merlate alla guelfa, la caratteristica doppia torre e il possente mastio con, in sommità, un'elegante fila di bifore tardo romaniche. Queste mura furono scenario di un misterioso fatto occorso nel XVII secolo, che vide Francesco d'Arcano uccidere per gelosia a pugnalate la moglie. Fu ritrovata murata agli inizi del XX secolo durante i lavori di restauro. Un caso di femminicidio ante litteram.
Si trova nel mezzo di un vasto parco degradante sul colle che si sviluppa attorno a rigogliosi vigneti, il cinquecentesco complesso di Rocca Bernarda, inizialmente feudo del patriarcato aquileiese, e oggi di proprietà della famiglia Perusini. Grazie alla dedizione di Gaetano Perusini si è dato vita alla coltivazione dell'uva da vino Picolit che nel corso degli anni ha acquistato fama in tutto il mondo. Attualmente è sede di una casa vinicola appartenente, come tutto il resto, al Sovrano Militare Ordine di Malta.
Domina tutta la pianura, il Castello di Villalta, il più importante maniero medievale della regione, grazie alla sua posizione strategica. Il prestigio, deriva anche dalla sua tormentata storia. Tra le più importanti famiglie della Patria del Friuli, i signori di Villalta sono un ramo dell’antichissima stirpe dei Caporiacco che vantano origine romana (Cavorius) e celtica così come il ramo consanguineo dei Castello (oggi Frangipane). Appartenenti al rango dei feudatari liberi, investiti direttamente dagli imperatori per secoli si contrapposero al potere temporale dei Patriarchi di Aquileia. Molti sono stati i personaggi celebri, tra cui il condottiero Artico di Villalta, il vescovo Adalgerio, il poeta Federico infelicemente innamorato della bella Lucrezia Mantica.
Guide d’eccezione
A far da guida sono gli stessi castellani o guide turistiche specializzate che raccontano anche diverse curiosità e aneddoti che si tramandano di generazione in generazione.
Tra le aperture nuove c’è Santa Margherita del Gruagno, un piccolo borgo medievale che comprende anche l’omonima Pieve. All’interno del borgo, oltre alla chiesa e alla cripta longobarda, sarà visitabile anche la Torre recentemente ristrutturata che faceva parte dell’antica cinta muraria e che si divide in due edifici sviluppati entrambi su due piani. Casaforte di Bergum è, invece, un raro esempio di architettura rurale difensiva friulana, composta da una cinta muraria, dalla domus padronale quattrocentesca, dalla torre di epoca medievale e da alcune pertinenze rustiche.
Colpisce il giardino all’italiana del Castello di Colloredo di Monte Albano. Nell’ala ovest, inoltre, sede della Comunità collinare del Friuli, si possono ammirare il salone settecentesco del Guardi, lo studiolo del Giovanni da Udine con gli affreschi restaurati, la cappella di San Sebastiano e la chiesa dei SS Andrea e Mattia. C’è anche un filmato che racconta la storia del maniero.
Oltre alla provincia di Udine, dove si trova la maggior parte dei castelli usufruibili, ce ne sono due in provincia di Pordenone: Palazzo Panigai Ovio (Pravisdomini) e Castello di Cordovado, due in provincia di Gorizia, il Castello di San Floriano del Collio e la Rocca di Monfalcone. Soltanto uno in provincia di Trieste, il Castello di Muggia, risalente al 1374. Si tratta di una severa costruzione a pianta rettangolare, in conci di arenaria squadrati. Quest’ultimo è stato acquistato, nel 1991, dallo scultore Villi Bossi e ospita il suo studio e la casa privata.
Eventi collaterali
Durante il fine settimana, inoltre, sono previsti diversi eventi collaterali, dalla musica dal vivo alle mostre d’arte, dalle esposizioni di artigianato locale alle presentazioni di libri. E ancora rievocazioni storiche e laboratori per i più piccoli. Sul sito è possibile consultare il programma completo, gli orari d’apertura e il prezzo di ingresso.
Accanto a questa iniziativa, il Friuli Venezia Giulia, attraverso PromoTurismoFVG, offre anche visite guidate dedicate all'arte e alla cultura. Passeggiate archeologiche nella luce magica del tramonto tra scavi e reperti antichi o in notturna per scoprire le città d’arte sotto un manto di stelle; a “passeggio con gli autori” ripercorrendo le piazze e le strade dei loro romanzi e audioguide “da brivido” sulle tracce di un giallo da risolvere; e ancora itinerari transfrontalieri, inseguendo la storia del ventesimo secolo e dei confini che hanno fatto l’Europa, con il focus su Gorizia e Nova Gorica, Capitale Europea della Cultura 2025. Maggiori info qui.
Tra questi il tour, attivo dal 19 aprile, “Le luci di Trieste”, che partendo dal cuore del Borgo Teresiano, uno dei quartieri più antichi attraversato dal Canal Grande, toccherà i punti di interesse che fanno di Trieste un vero melting pot culturale e religioso d’Europa: dalla Chiesa ortodossa di San Spiridione a quella evangelica-luterana in stile neo-gotico fino ad arrivare al Teatro Romano e piazza Unità, senza dimenticare un saluto alla statua di James Joyce, che qui visse e scrisse a lungo.