Una proposta di legge per la legalizzazione delle case da gioco in Thailandia potrebbe essere approvata dall’attuale governo. Lo ha detto il locale viceministro delle Finanze, mentre lo stretto premier ha espresso sostegno a un’iniziativa, che, a suo avviso, crea lavoro e introito può finalmente regolamentare il fiorente settore delle scommesse clandestine,
Nel Paese del Sud Est asiatico i casinò sono illegali, mentre le uniche attività di giochi e scommesse consentite sono le corse dei cavalli e le lotterie, settori entrambi controllati dallo Stato. Ma il giro del gioco d’azzardo illecito, delle scommesse illecite sul calcio, nonché le lotterie e i casinò clandestini sono fenomeno largamente diffuso.
Obiettivo, fare concorrenza a Macao
Molti operatori dell’industria del gioco d’azzardo sono convinti che creare un mercato legale del gioco in Thailandia sarebbe un grande successo manageriale in una terra che è già una calamita del turismo globale. La prospettiva sarebbe quella di creare un potente competitor al più grande hub planetario del gaming, quella Macao che poi è l’unico luogo della Cina in cui è possibile giocare e scommettere.
"Dobbiamo riconosce che nel nostro Paese esiste il fenomeno del gioco d’azzardo illegale, stiamo cercando di sbarazzarcene ma non può essere eliminato del tutto: è quindi il momento di ripensare e riorganizzare il tutto”, ha detto il viceministro delle Finanze, Julapun Amornvivat, aggiungendo che il modello da emulare sarebbe quello di Singapore.
Il progetto centri polifunzionali (con scommesse)
La tematica ha guadagnato visibilità negli ultimi giorni, con l’approvazione da parte del parlamento di un piano di studio sulla possibilità di creare strutture multifunzionali dedicate all’intrattenimento, con all’interno casinò, sale concerti e spazi per incontri di sport locali come il muay thai, la boxe thailandese, le corse di cavalli e i combattimenti di galli, nei quali le scommesse sarebbero legalizzate. Il piano non specifica quanti di questi complessi verrebbero creati ma raccomanda che vengano collocati a non più di 100 chilometri dagli aeroporti.
Secondo questo progetto, compagnie private sosterrebbero i costi della costruzione dei siti e li gestirebbero, mentre il governo sarebbe responsabile di regolamentazione e tassazione, come ha spiegato all’agenzia di stampa Reuters Sowawong Thienthong, vice presidente della commissione parlamentare che valuta l’idea.
Ma il problema, per l’esecutivo, è di opinione pubblica. Il vero ostacolo alla liberalizzazione totale o parziale del gaming in Thailandia, è l’opposizione dell’ala conservatrice, non tanto del parlamento, quale esso sia, ma del Paese e della sua tradizione buddista, contraria al gioco d’azzardo. In un’indagine demoscopica condotta nel 2021, nel quale i thailandesi erano stati interpellati sull’opportunità di legalizzare scommesse e casinò, il 47 per cento degli interpellati ha dato parere contrario, adducendo preoccupazioni di natura morale e correlate ai potenziali effetti criminogeni; il 21 per cento si è dichiarato favorevole; il 18 infine ha espresso opinione parzialmente favorevole.
La corsa ai casinò oltreconfine
I sostenitori della legalizzazione dicono che il gaming illecito in Thailandia è già radicato, e ciononostante scarsamente controllato, e sono convinti che il paese trarrebbe notevoli benefici dalla sua regolamentazione,
Nel Sudest Asiatico, Cambogia, Singapore, Myanmar e Filippine hanno legalizzato i casinò. Imponenti complessi sono sorti (anche) in prossimità dei confini con la Thailandia dei Paesi limitrofi, mirando specificamente alla potenziale clientela thailandese e cinese, che arriva copiosa soprattutto nei weekend.
"Possiamo regolare l'economia sommersa e riscuotere le tasse", ha twittato il primo ministro Srettha Thavisin su X. "Non vogliamo promuovere il gioco d'azzardo, semmai supervisionarlo e utilizzare gli investimenti per creare posti di lavoro”, ha concluso il premier del Paese che quest’anno mira ad attirare la cifra record di 40 milioni di turisti.