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Romania e Bulgaria, ingresso a metà nell’area Schengen. Stop ai controlli in aeroporti e porti, ma restano nelle frontiere terrestri

Il ministro degli Interni romeno Predoiu e il collega austriaco Karner celebrano l'ingresso della Romania nell'area Schengen al'aeroporto di Vienna
Il ministro degli Interni romeno Predoiu e il collega austriaco Karner celebrano l'ingresso della Romania nell'area Schengen al'aeroporto di Vienna (afp)

Da domenica la zona libera si allarga ai due Stati dell’Est Europa: ora i Paesi inclusi sono 29, 25 dei 27 Ue oltre a Svizzera, Norvegia, Liechtenstein e Islanda. Il persistente veto dell’Austria sul transito per gomma e ferrovia

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Dal giorno di Pasqua la Bulgaria e la Romania sono entrate a far parte della vasta area europea di libera circolazione Schengen. Un ingresso per ora soltanto a metà: i controlli alle frontiere infatti svaniscono per i viaggi in aereo o per via marittima, ma non per quelli via terra. L’attesa per i due paesi dell’Europa Orientale è durata 13 anni e non si è ancora esaurita del tutto a causa del persistente veto dell’Austria per i passaggi di frontiera su strada o ferrovia, per evidenti ragioni di rischi di immigrazione clandestina.

"Questo è un grande successo per entrambi i Paesi e un momento storico per l'area Schengen, la più grande area di libera circolazione al mondo", ha dichiarato sabato la presidente della Commissione Europea, Ursula von der Leyen in un comunicato. "Insieme, stiamo costruendo un'Europa più forte e più unita per tutti i nostri cittadini".-

Con la Bulgaria e la Romania, la zona Schengen comprende ora 29 membri: 25 dei 27 Stati membri dell'Unione Europea (sono fuori Irlanda e Cipro), oltre a Svizzera, Norvegia, Islanda e Liechtenstein.

Sofia, passeggeri in arrivo da Berlino ricevono la bandiera della UE
Sofia, passeggeri in arrivo da Berlino ricevono la bandiera della UE (reuters)

Il governo romeno ha spiegato che le regole di Schengen si applicheranno a quattro porti marittimi e 17 aeroporti, con l'aeroporto di Otopeni, vicino alla capitale Bucarest, che servirà come principale hub per i voli Schengen. Negli aeroporti sarà dispiegato più personale, tra cui polizia di frontiera e funzionari dell'immigrazione, per "sostenere i passeggeri e individuare coloro che vogliono approfittarne per lasciare la Romania illegalmente", ha aggiunto il governo. Verranno inoltre effettuati controlli casuali per catturare persone con documenti falsi e per combattere il traffico di esseri umani.

La Bulgaria e la Romania sperano di integrarsi completamente in Schengen entro la fine dell'anno, mentre l'Austria ha finora ceduto solo sulle rotte aeree e marittime. La Croazia, che ha aderito all'UE dopo la Romania e la Bulgaria, li ha preceduti nel diventare il 27° membro di Schengen nel gennaio 2023. Creata nel 1985, l'area Schengen consente a oltre 400 milioni di persone di viaggiare liberamente senza controlli alle frontiere interne.

Se molti festeggiano, non accade lo stesso per gli autotrasportatori. E per chi volesse impegnarsi in itinerari transbalcanici – che so andare in Turchia con la propria auto. In particolare per gli autotrasportatori, il confine tra Romania e Ungheria e quello tra Romania e Bulgaria sono eufemisticamnte parlando stressanti e antieconomici; 8-16 ore di attesa medie al primo, circa il doppio al secondo.

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