Le montagne dalle cime bianche, in lontananza, scorrono via veloci. Si alternano a distese di prati verdi dove le mucche pascolano placide fra le baite in legno. Poi spunta un lago azzurro baciato dal sole che cattura l’attenzione dei passeggeri, anche quelli più sonnolenti, che si girano per fotografarlo. Siamo a bordo del Mika, il nuovo Trenino Verde delle Alpi che collega l’Italia e la Svizzera percorrendo la linea ultracentenaria del Sempione e del Lötschberg, regalando un paesaggio idilliaco. Il nuovo convoglio di Bls, la società svizzera che svolge il servizio ferroviario regionale sulla linea di confine, è stato inaugurato qualche giorno fa con una grande festa e la cerimonia del battesimo del treno alla stazione di Domodossola.
“Bls è legata storicamente alla linea del Sempione. L’apertura della galleria nel 1906 segnò anche la nascita della società”, ha spiegato Daniel Schafer, ceo di Bls. “A quei tempi, il nostro scopo era quello di collegare l'Europa nord-occidentale direttamente all'Italia attraverso Berna e Briga. Oggi con l’inaugurazione dei nuovi treni facciamo un ulteriore importante passo nello sviluppo del servizio che intende rafforzare il traffico transfrontaliero e dare impulso a un turismo regionale sostenibile”. Il viaggio nel territorio delle Alpi svizzere parte dalla stazione di Domodossola, raggiungibile facilmente in treno da Milano e Torino, oppure in macchina lasciandola nei parcheggi intorno alla stazione. Si sale a bordo del treno muniti di carta giornaliera Trenino Verde Bls (acquistabile sul sito bls.ch/treninoverde o tramite i rivenditori ufficiali), valida uno o due giorni, che consente di accedere e scendere liberamente dai convogli Bls e dai battelli sul lago di Thun.
Da Domodossola a Berna, il viaggio dura circa due ore e venti in cui rilassarsi seduti sulle nuove poltrone dell'elettrotreno, mezzo sostenibile e attento all’ambiente, che come tutti i convogli della flotta ha una quota di energia idroelettrica superiore al 95 per cento nel mix della corrente ferroviaria. Il nuovo treno è dotato di finestrini panoramici, una zona bistrot con macchinette per il caffè, bevande e snack dolci e salati. Fra le novità, vengono messi a disposizione due strumenti digitali per i viaggiatori: la virtual reality, una realtà immersiva che offre un’anteprima del panorama svizzero che caratterizza il viaggio a bordo del trenino e una serie di podcast disponibili gratuitamente su Loquis, per accompagnare i viaggiatori lungo le tappe del percorso, raccontando gli aspetti storici e culturali dei luoghi.
Una delle fermate più interessanti che si incontrano passando il confine è Briga, incorniciata dal passo del Sempione a sud, dai ghiacciai di Driest e dell’Aletsch a nord e dal castello di Stockalper. Da qui il treno risale la valle del Rodano, nella tratta chiamata ‘rampa sud’ supera un dislivello di 450 metri prima di arrivare a Goppenstein, porta d’ingresso alla Valle del Lötschen. Chi ama la vacanza a contatto con la natura, immersa nel silenzio e nel relax può scegliere di scendere a questa fermata. A quota 1.200 metri si incrocia Kandersteg, località turistica che ha conservato il suo paesaggio originale con gli chalet in legno, da dove godere di una bella vista sul massiccio della Blümlisalp. In primavera ed estate è il paradiso per chi ama le escursioni (da segnalare la passeggiata al lago alpino di Oeschinen), mentre nella stagione invernale è nota per le specialità di sci nordico.
Da Kandersteg si arriva a Frutigen passando per la ‘rampa nord’ di Bls: attraverso un percorso con una pendenza di oltre il 27 per cento, la linea attraversa una galleria elicoidale di 1.655 metri, tunnel bui e viadotti spettacolari. Poco prima di entrare a Frutigen, il Trenino transita sull’imponente viadotto di Kander, l’opera più fotografata della linea del Lötschberg, per poi sfilare davanti al Tellenburg. Una fermata che merita una sosta è Spiez, incastonata tra colli e pendii coltivati a vigneto, dominata dal castello. A 15 minuti a piedi dalla stazione si raggiunge "la baia più bella d’Europa” e l’imbarcadero dove prendere il battello per navigare sul lago di Thun. In coda in attesa di imbarcarsi ci sono tantissimi turisti orientali, armati di smartphone e macchine fotografiche di ultima generazione per non perdersi neanche un dettaglio del paesaggio.
Il traghetto culla i passeggeri accomodati nella elegante sala da pranzo al primo piano, sui tavoli vicino alle grandi vetrate per ammirare le cime innevate che si specchiano nell’acqua blu profondo. Qui c’è la possibilità di pranzare alla carta, mentre al piano di sotto c’è il bar dove poter ordinare da bere mentre si naviga immersi in uno degli scenari più suggestivi. Nota di merito: come sui treni Bls, anche a bordo dei traghetti sono ammessi i cani. “Prossima fermata Thun”, annuncia l’altoparlante. E i passeggeri si avviano verso l’uscita per sbarcare nella perla dell’Oberland bernese. Vicino alla stazione si trovano locali e gelaterie (molti italiani) che sembrano quelli che costeggiano la Senna. Si scorge subito un vecchio ponte di legno dove d’estate giovani coraggiosi fanno surf cavalcando il fiume Aare, poi si entra nella città vecchia con i suoi marciapiedi alti e l’imponente castello che risale tra il 1180 e il 1190, con all’interno un museo storico che conserva reperti della regione e della sua storia degli ultimi 800 anni.
Da Thun si riprende il treno in direzione dell’ultima tappa: Berna. La capitale della Svizzera è una bellissima scoperta, una città dal fascino di un’altra epoca, elegante e pulita, dove chi ci abita ne è orgoglioso: “Berna è la città ideale dove vivere e lavorare”, mi spiegano. E il benessere si percepisce anche soltanto passeggiando nel centro storico, Patrimonio mondiale dell’Unesco, fra boutique di alta moda e i locali raffinati che si trovano sotto ai sei chilometri di portici, una delle passeggiate commerciali coperte più lunghe d’Europa, seconda soltanto a Bologna. Il simbolo della città è l’orso, tanto che esiste anche una fossa in città dove questi esemplari vivono protetti e quasi indisturbati, sotto gli occhi di turisti curiosi che si appostano vicino alla rete per ammirarli. Una delle attrazioni più gettonate è lo Zytglogge con orologio astronomico realizzato più di 500 anni fa, che attira gruppi di persone con occhi e braccia all’insù per fare un video del meccanismo che si mette in azione allo scoccare dell’ora. “Siamo venuti qui da Singapore, un viaggio lungo ma merita”, racconta una coppia di turisti in attesa davanti alla Torre dell’orologio. Grazie alle visite guidate organizzate da City Tours Bern è possibile entrare nella torre e scoprire dall’interno come funziona in meccanismo centenario, oltre al privilegio di ammirare la città dall’alto.
Da non perdere la cattedrale in stile tardo gotico, la Münster di Berna, dedicata a San Vincenzo di Saragozza, con le sue splendide vetrate decorate e l’imponente organo antico. Vicino alla cattedrale troneggia la cupola del Palazzo federale, sede del Consiglio federale e del Parlamento, con davanti una fontana dai getti che escono direttamente dalla Bundesplatz. Qui è possibile fermarsi per una pausa pranzo al ristorante Entrecôte Fédérale, con vista sul palazzo, e assaggiare una delle specialità come la cordon bleu Federale e la entrecote con le patatine.
Passeggiando per il centro storico, oltre alle centinaia di fontane caratteristiche si incontra la casa in cui Albert Einstein alloggiò assieme alla moglie Mileva e dove i due scrissero la teoria della relatività. Oggi è una casa museo aperta la pubblico che conserva gli arredi d’epoca. Da non perdere anche il Zentrum Paul Klee, museo disegnato da Renzo Piano, che ospita la collezione più importante al mondo delle opere del pittore svizzero. Per visitare Berna non basta un giorno, il consiglio è quello di dormire almeno una notte in città. Un buon hotel in posizione strategica è il Swissôtel Kursaal Bern, con all’interno ristoranti e il casinò di Berna, mentre davanti all’hotel c’è la fermata del tram. Per chi soggiorna in città i mezzi di trasporto sono gratuiti.