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Isola d’Elba, non solo vita da spiaggia. Un itinerario alla scoperta dei suoi fari

Punta Polveraia (Daniele Fiaschi)
Punta Polveraia (Daniele Fiaschi) 

Moderni e antichi, si trovano spesso all’interno di castelli e fortificazioni. In qualche caso le vecchie lampade sono state sostituite da pannelli solari, ma il fascino rimane intatto. Il progetto di farli diventare tappe di un cammino

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Le luci dell’isola d’Elba. Luci utili, antiche e silenziose, che da secoli guidano i navigatori nelle acque intorno alla principale isola dell’arcipelago toscano, accompagnandoli su rotte sicure all’interno di quella che oggi è la Riserva di Biosfera Isole di Toscana. Sono i fari, piccoli e grandi, che sin dai tempi antichi svolgono un ruolo fondamentale nella gestione del traffico marittimo intorno all’Elba, importante punto di riferimento per la navigazione del Mar Tirreno. Una volta abitati dai mitici “guardiani del faro”, protagonisti di racconti e leggende, ora sono automatizzati e stanno diventando le mete di un turismo curioso, tanto che sull’isola sta nascendo un vero e proprio cammino a loro dedicato.

L’idea di un cammino a tema

Noi, in attesa che il progetto diventi realtà vi accompagniamo alla scoperta di alcuni tra i più interessanti fari dell’isola, un vero e proprio patrimonio culturale da salvaguardare e valorizzare. Ma prima, mentre siete in navigazione da Piombino, vi invitiamo a guardare il piccoli isolotto di Palmaiola, che dista circa 7 chilometri dalla punta della costa continentale e circa 3 chilometri dall'Elba. Sulla sommità della piccola isola, che prende il nome dalla palme nane che in passato qui crescevano, si può ammirare il faro inaugurato nel 1884, con l’edificio dei guardiani ora disabitato, essendo la lampada ora definitivamente automatizzata con un impianto di ecologici pannelli solari. È raggiungibile percorrendo il sentiero di circa 250 metri che parte dall'insenatura presente nella parte nord dell'isola, vicino allo scoglio del Frate.

Faro Monte Poro (Antonello Marchese)
Faro Monte Poro (Antonello Marchese) 

Se, come probabile, si sbarca dal traghetto a Portoferraio si è al cospetto di uno dei fari più celebri d’Italia, situato sul bastione di Grecale del complesso di Forte Stella, che domina l’antica città Medicea, il porto e l’intero golfo. Un edificio fatto costruire nel 1765 da Pietro Leopoldo, Granduca di Toscana, diventato uno dei simbolo dell’Elba, che ancora oggi è tra i primi punti che si possono scorgere dalla nave.

Memorie napoleoniche

La grande lampada alogena, che emette tre lampi bianchi ogni 14 secondi con una portata di 16 miglia marine e che ha sostituito gli originari trenta stoppini ad olio utilizzati in passato, si trova in cima a una torre in granito alta 25 metri che sovrasta la Villa dei Mulini, prima residenza di Napoleone durante il suo esilio.

A pochi minuti di navigazione dall’ingresso nel porto, in cima a un minuscolo isolotto completamente privo di vegetazione, si ammira il faro dello Scoglietto, edificato nel 1910 e ricostruito nel 1945 dopo essere stato distrutto durante la Seconda Guerra Mondiale. Spostandosi verso il territorio comunale di Marciana, in cima all’abitato di Patresi, si incontra il faro di Punta Polveraia, inaugurato nel 1909 per far luce sul tratto costiero occidentale dell'isola d'Elba e sul canale di Corsica. A 52 metri sul livello del mare, in un luogo particolarmente suggestivo e panoramico, la lanterna ha un’ottica fissa con un periodo di 15 secondi e una portata di 16 miglia marittime.

Faro Forte Stella (foto Antonello Marchese)
Faro Forte Stella (foto Antonello Marchese) 

Proseguendo nel viaggio lunga la costa dell’isola si arriva a Campo d’Elba, dove sostare per ammirare un faro molto più recente. È la lanterna di Monte Poro, costruita nel 1979 e dotata di una lente capace di moltiplicare la luce ampliandone il fascio luminoso bianco, rendendolo visibile a grandi distanze.

In un forte seicentesco spagnolo

Ben più antico e maestoso è il faro di Capo Focardo, che domina Porto Azzurro. Costruito nel 1848 all’interno del forte seicentesco spagnolo, ha una torre ottagonale in pietra di calcare rosa alta oltre 6 metri sopra le mura e 32 metri sul livello del mare. Oggi elettrificato, vanta una luce bianca fissa con una portata di 16 miglia nautiche. Lungo la banchina del porto di Rio Marina si ammira, invece, una piccola torre in stile medievale costruita nel 1914 per alloggiare un faro, rimasto in funzione fino al 1960. Il successivo prolungamento del molo ha portato alla sua dismissione e sostituzione con un più moderno sistema di illuminazione all’ingresso del porto.

Qui termina il nostro periplo dell’isola, tra le luci che la notte tracciano la rotta alle imbarcazioni che navigano le acque dell’arcipelago. Se vi è rimasta ancora voglia di fari potete chiedere al comandante di un’imbarcazione turistica di portarvi al suggestivo faro dello Scoglio d’Africa, edificato nel 1867 sull'omonimo isolotto a ovest dell'isola di Montecristo, nei pressi del canale di Corsica. Ogni 5 secondi, il lampo bianco della nuova lanterna alimentata da energia fotovoltaica raggiunge le 12 miglia nautiche.

foto Antonello Marchese
foto Antonello Marchese 

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