Dalla preistoria della società industriale alle aquile del Gran Paradiso. Canavese, un angolo di Piemonte da scoprire
di Giuseppe OrtolanoMeno raccontato delle Langhe, più riservato del Monferrato, il Canavese è un angolo di Piemonte ancora in gran parte da scoprire e valorizzare. Il nostro viaggio in questo lembo di terra compreso tra Torino e la Valle d’Aosta, che alterna borghi storici a cime alpine, laghetti glaciali ad antichi manieri, non può che iniziare da Ivrea, considerata il capoluogo del Canavese. Sito Unesco come Città Industriale del XX secolo, la città è adagiata sulle sponde dalla Dora Baltea e, all’ombra dell’imponente Castello dalle rossi torri edificato nel 1358, conserva i segni della concezione umanistica del lavoro di Adriano Olivetti, attento al benessere dei suoi collaboratori. Stabilimenti, uffici, servizi e residenze portano la firma dei più importanti architetti italiani di quel periodo. L’affascinante storia industriale della Olivetti è raccontata anche nel Laboratorio-Museo Tecnologic@mente.
I beni siti Unesco, Ivrea e non solo
E già che ci siamo proseguiamo con altri tre beni Unesco: il Castello Ducale di Agliè, il Sacro Monte di Belmonte e il Sito Archeologico di Azeglio. Il maniero di Agliè, una delle Residenze Reali di Torino e del Piemonte, le cui origini risalgono al XII secolo, conserva un prezioso patrimonio di arredi e collezioni e un grande parco con giardini all’inglese e all’italiana, abbellito da artistiche fontane. A Belmonte si visita uno dei Sacri Monti di Lombardia e Piemonte, di cui si hanno notizie fino dal 1197. Si raggiunge percorrendo un suggestivo cammino spirituale nei boschi, passando da preziose cappelle, e regala un’ ampia vista sul Canavese. Azeglio, sul lago di Viverone, è uno dei Siti Palafitticoli Preistorici dell’Arco Alpino e conserva, sotto il pelo dell’acqua, i resti di circa 5000 pali conficcati nel terreno che sorreggevano le strutture di un antichissimo grande villaggio di palafitte risalente all’età del Bronzo.
Dal lago di Viverone possiamo poi proseguire verso il Parco Naturale del Lago di Candia, bacino di origine glaciale che rappresenta un prezioso ecosistema sulle rotte degli uccelli migratori, da visitare navigando a bordo del battello elettrico di Vivere i Parchi.
Poi vengono i cinque laghi detti di Ivrea, un piccolo tesoro naturalistico fatto di bacini lacustri creati dall’erosione glaciale. Sono il profondo lago Sirio, i laghi San Michele, Nero e Campagna e il lago Pistono. Quest’ultimo è dominato dall’imponente castello di Montalto Dora e si trova vicino alle Terre Ballerine, dove uno strato di torba, appoggiato su una superficie d’acqua, sopra il quale cresce il bosco crea un curioso tappeto elastico sul quale, ad ogni salto, le piante si muovono.
Altri manieri proteggevano le vie di comunicazione tra Pianura Padana e Alpi che passavano dal Canavese. Tra i più interessanti il panoramico Castello di Masino, bene FAI circondato da un parco monumentale; il fiabesco Castello di Pavone, con il suo mastio e i ricetti per proteggere la popolazione del borgo, e il Castello Malgrà a Rivarolo, affacciato sul torrente Orco, con il ponte levatoio e gli affreschi del portichetto.
L’ultima tappa del nostro viaggio nel Canavese è il Parco Nazionale del Gran Paradiso. Già perché la celebre area protetta ha un meno noto versante piemontese, compreso nelle valli Orco e Soana. Percorrendo i Sentieri Reali di Caccia di casa Savoia si raggiungono luoghi iconici, come il lago di Ceresole Reale – dove Carducci compose l’ode Piemonte - , la Valle Sacra con il suo patrimonio di chiese, cappelli e santuari, e la Valchiusella, con i suoi siti minerari dismessi e le famose erbe selvatiche a uso alimentare e curativo. Una fitta rete di sentieri e tracciati per mountain bike permette di andare alla scoperta del primo parco nazionale italiano, regalando all'escursionista suggestivi panorami e incontri ravvicinati con stambecchi, camosci, marmotte e aquile reali.