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Italia, record storico del turismo. Nel 2023 superati i livelli pre-pandemia

Bologna - Eikon Studio, Gianluca Perticoni
Bologna - Eikon Studio, Gianluca Perticoni 

Centotrentaquattro milioni di arrivi e 451 milioni di presenze, rispettivamente il 2,3% e il 3,3% in più che nel 2019, secondo le stime ufficiali Istat-ministero del Turismo. Veneto la regione più visitata, Lazio, Lombardia e Sicilia le più in crescita. Sette regioni ancora sotto i livelli pre-covid

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Record storico per il turismo italiano nel 2023, con oltre 134 milioni di arrivi e 451 milioni di presenze negli esercizi ricettivi. Sono i più elevati osservati da sempre nelle rilevazioni sul turismo, superiori quindi ai livelli pre-pandemici del 2019: +3,0 milioni di arrivi (+2,3%) e +14,5 milioni di presenze (+3,3%). Rispetto al 2022 si stima una crescita degli arrivi del 13.4% e delle presenze del 9.5%. La componente straniera torna a prevalere su quella domestica con il 52,4% delle presenze. Sono le stime del gruppo di lavoro interistituzionale sul turismo frutto dell'intesa tra Istat e ministero del Turismo.

A livello territoriale il maggior numero di presenze nel 2023 si registra nel Nord-est, dove se ne concentrano circa 177 milioni, pari al 39,2% del totale nazionale; seguono il Centro (24%) e il Nord-ovest (17,7%).

Veneto e Trentino Alto Adige al top

La regione con il maggior numero di presenze è il Veneto (15,9% delle presenze nazionali), seguita dal Trentino-Alto Adige (12,4%), dalla Toscana, dalla Lombardia e dal Lazio (tutte di poco superiori al 10%). La prima regione del Mezzogiorno è la Campania, con il 4,5% delle presenze nazionali (poco più di 20 milioni di presenze).

In termini di variazioni rispetto al 2022, le regioni che registrano un incremento delle presenze superiore alla media nazionale (+9,5%) sono il Lazio (+25,3%), la Lombardia (+16,8%), la Sicilia (+13,9%), la Campania (+13,3%) e la Valle d'Aosta (+11%). Gli incrementi sono in parte determinati dalla ripresa dei flussi turistici nelle grandi città. Una crescita più contenuta, con valori inferiori a 3 punti percentuali, interessa le Marche (+0,6%), l'Abruzzo (+2,2%) e l'Emilia-Romagna (+2,7%).

Rispetto al 2019, cioè ai valori pre-pandemici, le regioni in cui le presenze turistiche sono aumentate maggiormente - con incrementi superiori al 10% e decisamente più ampi della media nazionale (3,3%) - sono il Lazio, la Lombardia e la Sicilia. Non hanno ancora recuperato, invece, i livelli del 2019 solo sette regioni: il Molise (-2%), l'Emilia-Romagna (-2,9%), il Piemonte (-3,2%), la Toscana (-4,3%), la Campania (-8,7%), la Basilicata (-15,1%) e la Calabria (-18,3%)

Da extra-alberghiero la massima crescita

La crescita più vistosa è quella registrata dal settore extra-alberghiero, dove arrivi e presenze aumentano rispettivamente del 16,9% e dell'11%. Il settore alberghiero, invece, fa registrare incrementi leggermente più contenuti; gli arrivi sono infatti aumentati dell'11,5% e le presenze dell'8,1%.

A livello territoriale, l'incremento delle presenze nel comparto extra-alberghiero è superiore addirittura del 20% nel Lazio (31,5%), in Sicilia (25,2%), in Campania (22,8%) e in Lombardia (22,3%). Nel Lazio, inoltre, l'incremento delle presenze ha raggiunto valori superiori a +20% anche nel settore alberghiero.

Nel 2023, dal punto di vista della distribuzione delle presenze per tipologia di alloggio, il settore alberghiero ha ospitato circa il 61% del totale delle presenze. Le strutture ricettive alberghiere arrivano ad assorbire più del 70% delle presenze turistiche regionali in Calabria, Campania, Emilia-Romagna, Valle d'Aosta/Vallée d'Aoste e nelle due Provincie autonome del Trentino-Alto Adige. Il settore extra-alberghiero supera in termini di presenze quello alberghiero solo in tre regioni: Marche, Toscana e Veneto.

Santanchè. “I numeri non mentono mai. Ora puntare su qualità”

"I numeri non mentono mai – commenta la ministra Daniela Santanché, “l’Italia sta tornando a occupare il posto che merita nel panorama mondiale del turismo. Il record storico non è un risultato casuale ma frutto di una strategia mirata che mette il turismo al centro delle politiche del governo".

"Un comparto (il turismo n. d. r.) - sottolinea - che cresce più di altri in virtù della capacità degli imprenditori di esaltare il meglio che l'Italia può offrire e di un esecutivo che crea le migliori condizioni per permettere alle imprese di operare con la massima efficacia". "I provvedimenti sul turismo, insieme alla professionalità espressa dagli operatori del settore, - aggiunge - hanno determinato un netto cambio di marcia dall'impatto senza precedenti. Niente accade per caso: questo successo è l'esito di una serie di investimenti attuati dal ministero col supporto di Enit per rafforzare l'immagine e la credibilità internazionale dell'Italia nel mondo, fattori che hanno contribuito a far tornare la nostra Nazione di moda, specialmente all'estero".

"Ora, però, la sfida - spiega - non è solo quella di aumentare il numero delle presenze, quanto piuttosto di puntare sempre più su un turismo di qualità, e quindi su offerte turistiche in grado di soddisfare, in modo sostenibile, ogni tipo di esigenza. Ciò significa gestire i flussi e incentivare la nascita di hotel, anche di lusso, per poter innalzare il livello della nostra offerta affinché non sia solo mordi e fuggi ma possa proporre ai turisti esperienze immersive e attirare più risorse sui nostri meravigliosi territori".

"Territori fatti di tanti piccoli borghi che dobbiamo saper mettere a reddito favorendo politiche di destagionalizzazione e distribuzione dei flussi. La nostra visione industriale del comparto risulta vincente, a giudicare dai dati, e su questo continueremo a lavorare intensamente" conclude Santanchè.

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