I promotori del progetto Midnight Trains, startup francese che, in pieno revival del treno notturno, avrebbe dovuto lanciare un servizio con scompartimenti-cabine di comfort superiore su alcune tratte Francia-Europa, a cominciare dall’Italia, ha ufficialmente alzato bandiera bianca, adducendo mancanza di fondi, causata anche se non soprattutto dall’assenza di sostegno pubblico.
"#icimeurtlanuit (qui muore la notte” – è l’hashtag con cui i tre imprenditori che avevano portato avanti il progetto ne annunciano la fine, aggiungendo un emblematico “Midnight Train muore circondata dai suoi cari e dagli amici”.
L’idea di questa compagnia privata sarebbe stata quella di lanciare treni notturni con camere private, collegando Parigi alle grandi città europee e a quelle ad alta vocazione turistica, in un raggio compreso tra gli 800 e i 1.500 km dalla Ville Lumière. La prima prevista, di una serie rotte pensate nella fascia chilometrica immediatamente superiore al raggio d’azione dell’alta velocità, era la Parigi-Milano-Venezia.
“Per quattro anni abbiamo speso tutte le nostre energie nello sforzo di reinventare il treno notturno, per trasformarlo in un sistema di trasporto in fase con la nostra epoca, capace di contrastare l’aereo nelle tratte medio-brevi e di offrire un’alternativa desiderabile a chi vuole continuare a viaggiare senza distruggere il pianeta – hanno spiegato i fondatori di Midnight Trains in un messaggio. Ma la società, che aveva effettuato una prima raccolta fondi, sostenuta da una quarantina di investitori "business angel", non è riuscita a portare a termine la seconda per acquisire i primi due treni e avviare il primo collegamento. "Nessun imprenditore ha le ferrovie tra le sue prospettive”, ha spiegato uno dei creatori del progetto, Adrien Aumont, già tra i fondatori della piattaforma francese di crowdfunding KissKissBankBank, aggiungendo che per rendere un settore economico appetibile per i privati “… occorre un incoraggiamento del potere pubbico o un meccanismo che riduca i rischi”. Il che – aggiunge Aumont, “ad oggi esiste per le energie rinnovabili, per le batterie, ma non c’è nulla per chi vuole entrare nel sistema ferroviario”. “Avremmo dovuto essere sufficientemente consapevoli – prosegue l’imprenditore – di non avere la possibilità di cambiare la strategia degli Stati membri (UE) in quattro anni”.
Secondo il team di Midnight Trains “il denaro e le forze dei poteri pubblici sono concentrati sulle energie, il che, per quanto riguarda i trasporti, si traduce in aerei ‘puliti’”, conclude Aumont, aggiungendo che per quanto riguarda il trasporto su rotaia, “la realtà dell’apertura alla concorrenza” è che “il mercato del ferroviario si è soprattutto aperto a se stesso: è stato organizzato dal potere pubblico in funzione dei soi stessi operatori storici”. Uno degli errori che Aumont riconosce, è quello di aver pensato che “l’attuale governo francese, dichiaratamente pro start-up, potesse voler dimostrare questa sua vocazione aprendo alle aziende innovative settori normalmente preclusi”.