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Quei mercenari che incantarono il Re Sole. La cravatta è un’invenzione croata: tanto che ora a Zagabria c’è un museo a tema

Non molti lo sanno, ma questo accessorio ormai non più solo maschile, così iconico, è nato nel Paese adriatico. Il nome deriva infatti dal termine hrvat, che definisce quella terra e i suoi abitanti in V. O. E da un incrocio avvenuto nella Guerra dei Trent’anni...
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La maggior parte dei capi di abbigliamento ha una storia molto interessante. Non fa eccezione la cravatta, simbolo di essenzialità ed eleganza, forse l’unico, come scriveva Oscar Wilde, capace di trasformare “chiunque, anche un agente di cambio, in una persona civile”.
Non moltissimi lo sanno, ma questo accessorio così iconico è nato in Croazia, e il nome deriva dal termine croato hrvat, che significa, appunto, “croato”. La cravate, come la ribattezzarono i francesi, venne infatti indossata per la prima volta dai soldati croati nel XVII secolo, durante la Guerra dei Trent’anni dell’Europa centrale, a Parigi. I mercenari, inviati per aiutare la parte francese, indossavano sciarpe rosse intorno al collo come parte della propria uniforme militare, e attirarono al punto l’attenzione del re Luigi XIV, che questi cominciò a indossare una cravatta di pizzo intorno al 1646, all'età di sette anni, facendone presto un accessorio di moda per la nobiltà francese. Tanta era la passione del Re Sole …

La maggior parte dei capi di abbigliamento ha una storia molto interessante. Non fa eccezione la cravatta, simbolo di essenzialità ed eleganza, forse l’unico, come scriveva Oscar Wilde, capace di trasformare “chiunque, anche un agente di cambio, in una persona civile”.
Non moltissimi lo sanno, ma questo accessorio così iconico è nato in Croazia, e il nome deriva dal termine croato hrvat, che significa, appunto, “croato”. La cravate, come la ribattezzarono i francesi, venne infatti indossata per la prima volta dai soldati croati nel XVII secolo, durante la Guerra dei Trent’anni dell’Europa centrale, a Parigi. I mercenari, inviati per aiutare la parte francese, indossavano sciarpe rosse intorno al collo come parte della propria uniforme militare, e attirarono al punto l’attenzione del re Luigi XIV, che questi cominciò a indossare una cravatta di pizzo intorno al 1646, all'età di sette anni, facendone presto un accessorio di moda per la nobiltà francese. Tanta era la passione del Re Sole per questo capo così caratteristico, che egli istituì persino una nuova professione, quella del “cravattaio”, che aveva il compito di annodare in modo impeccabile la cravatta del sovrano.

Non è dunque un caso se a Zagabria, pochi giorni fa, è stato aperto un museo della cravatta, pensato proprio per promuovere il fatto che la cravatta provenga dalla Croazia, e collocando così la nazione sulla mappa del mondo come patria di questo capo d’abbigliamento simbolo di eleganza e professionalità.

Progettato in modo moderno, interattivo e social, il museo offre la possibilità di ammirare l'unica cravatta antiproiettile al mondo, di vedere al microscopio bozzoli di seta di gelso e fili di seta e di “entrare” nel XVII secolo attraverso un'esposizione in 3D. Impressionante anche la visione della cravatta del futuro di Juraj Zigman, noto stilista croato, che ha realizzato i vestiti per Beyoncé, Nicki Minaj, Rita Ora, Cristina Aguilera, Cardi B.


A proposito di moda, il museo rivela anche come mai la cravatta sia fatta così. In origine questa sciarpa colorata, parte dell’uniforme, altro non era che l’evoluzione dei fazzoletti colorati che le donne appendevano al collo dei propri cari in partenza per la guerra, come pegno d’amore e di fedeltà. Fatto di un tessuto comune per il soldato o di una stoffa di seta per l’ufficiale, l’ornamento venne sulle prime chiamato “croatta” e solo dopo “cravatta”, proprio dal nome dell’esercito croato.

Dopo aver conquistato la corte di Francia, la cravatta sbarcò in Inghilterra dove, nel 1880, un gruppo di studenti di Oxford iniziò ad annodarla intorno ai propri cappelli di paglia come segno di riconoscimento. Da allora partì a una vera e propria mania in tutta Europa, fino all’affermazione che ben conosciamo. Oggi in Croazia e in molte altre parti del mondo – da Dublino a Tubinga, da Como a Tokyo, passando per Sydney – il 18 ottobre si festeggia la Giornata internazionale della cravatta.

"È meglio imparare divertendosi, soprattutto se parliamo delle generazioni più giovani, ed è proprio per questo che questo museo è stato progettato: per raccontare tante curiosità e storie sulle cravatte in modo divertente e interattivo. Vogliamo che il visitatore esca più felice e intelligente”, spiega Igor Mladinovi?, comproprietario del museo.
Il museo, che si trova in via Tomi?eva 5, a Zagabria, è aperto tutti i giorni dalle 10 alle 20. I biglietti costano 8 euro, 5 per gli studenti, mentre i bambini fino a 7 anni entrano gratis.

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