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Norvegia, la grande bellezza è al nord del mondo: in viaggio sul postale tra isole e fiordi

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Reportage dall’Hurtigruten, un viaggio dall’andamento lento, illuminato dal sole che non tramonta mai, alla scoperta della costa del Paese scandinavo. Vista dal mare
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BERGEN - Un salto di 50 anni indietro nel tempo e di 20 gradi in meno sul termometro. Per chi sogna un viaggio dall’andamento lento, lontano dalle frenesie delle vacanze al mare e dal caldo afoso, è arrivato il momento di imbarcarsi sul postale norvegese Hurtigruten. Partenza da Bergen destinazione finale Kirkenes. Lungo il percorso una “grande bellezza” fatta di sole che non tramonta mai, fiordi verdissimi e mare blu. Lunghezza del viaggio? Sei giorni che, una volta saliti a bordo, sembrano troppo pochi. In valigia un piumino per le serate più fresche, un paio di golf e un costume per un tuffo nell’idromassaggio.

Per conoscere la storia di questo viaggio, diverso da tutte le altre crociere, bisogna leggere i libri di storia. Nel 1893 il postale dei fiordi Hurtigruten ha cominciato a navigare lungo la costa norvegese, trasportando persone e vari tipo di merce, tra Bergen e l’estremo nord. Il postale è nato – in principio facendo scalo in 11 porti - dall’esigenza di collegare la Norveg…

BERGEN - Un salto di 50 anni indietro nel tempo e di 20 gradi in meno sul termometro. Per chi sogna un viaggio dall’andamento lento, lontano dalle frenesie delle vacanze al mare e dal caldo afoso, è arrivato il momento di imbarcarsi sul postale norvegese Hurtigruten. Partenza da Bergen destinazione finale Kirkenes. Lungo il percorso una “grande bellezza” fatta di sole che non tramonta mai, fiordi verdissimi e mare blu. Lunghezza del viaggio? Sei giorni che, una volta saliti a bordo, sembrano troppo pochi. In valigia un piumino per le serate più fresche, un paio di golf e un costume per un tuffo nell’idromassaggio.

Per conoscere la storia di questo viaggio, diverso da tutte le altre crociere, bisogna leggere i libri di storia. Nel 1893 il postale dei fiordi Hurtigruten ha cominciato a navigare lungo la costa norvegese, trasportando persone e vari tipo di merce, tra Bergen e l’estremo nord. Il postale è nato – in principio facendo scalo in 11 porti - dall’esigenza di collegare la Norvegia settentrionale con il resto del Paese che fino a dopo la seconda guerra mondiale non aveva strade o ferrovie adeguate. Una sorta di ancora di salvezza per i pescatori isolati nei loro villaggi. Nel 2024 il “postale dei fiordi” trasporta ancora stoccafisso, lettere e merci di ogni tipo. Ma dagli anni 80 – complice il boom delle crociere – gli operatori hanno puntato sempre più sul turismo, sono state introdotte nuove navi, decisamente più grandi e più lussuose. Ma che conservano ancora un sapore antico. Le giornate sono molto tranquille, intervallate dai tre pasti a base principalmente di salmone, merluzzo e vegetali. Quando si arriva nei porti le gite sono facoltative e, se a vincere è la pigrizia, si può decidere di restare a bordo per farsi un idromassaggio o leggere un libro.

Primo giorno, partenza da Bergen

Bergen 

Decollando dall’Italia con poco più di 3 ore di volo si arriva a Bergen. Se si ha qualche ora libera la città, considerata la porta d’accesso ai fiordi, merita una visita soprattutto per i moli del pittoresco quartiere di Bryggen, patrimonio dell'Unesco. Il porto è a una mezz’ora di distanza dall’aeroporto e non è possibile sbagliare nave perché il portale Hurtigruten ha gli inconfondibili colori della bandiera norvegese.

I fiordi visti dal postale Hurtigruten 

Una volta a bordo si crea una sorta di distacco dal mondo reale. Le cabine – dall’aria vagamente vintage - sono per tutte le tasche: dalle comode suite alle più piccine adatte per una giovane coppia. Per chi vuole ammirare i panorami, oltre ai due ponti all’aperto, è disponibile un salone con chaise longue disposte di fronte alle pareti vetrate. A ridosso della partenza è servita la cena – tutti i prodotti sono a chilometro zero - e comincia l’avventura. Quasi impossibile andare a dormire per la meraviglia di ammirare un infinito tramonto rosso fuoco.

Secondo giorno tra architettura iconica e fiordi da cartolina

Le cime dei fiordi innevati 

La prima notte si naviga in direzione Alesund. La mattina all’alba si costeggia il Nordfjord vicino a Torvik e si prosegue per avvicinarsi ad Ålesund intorno alle 8 del mattino. La cittadina è famosa per la splendida architettura art nouveau e per l'Atlanterhavsparken, uno degli acquari di acqua salata più grandi del Nord Europa. Navigando in estate si ha la fortuna di poter entrare nel fiordo di Geiranger, patrimonio dell'Unesco. Si tratta di un angolo di paradiso protetto e preservato, con imponenti scogliere montuose e le famose cascate delle sette sorelle che si si riversano nelle acque del fiordo. Perché le sette sorelle? La storia narra che sette bellissime principesse troll, in fuga da un corteggiatore indesiderato, furono sorprese al sorgere del sole, trasformandosi nelle sette splendide montagne. L'ultimo porto della giornata è Molde. Anche in questo caso il sole che non tramonta consente di fotografare un panorama fatto di più di 200 cime montuose ricoperte di fiori di tutte le tonalità del rosa (Molde è soprannominata la città delle rose).

Terzo giorno, verso la città dei re

Dopo un’altra notte in navigazione - cullati da un mare che in questo periodo dell’anno è sempre calmo - si arriva a Trondheim, la capitale tecnologica della Norvegia. Dai ponti della nave, dove la temperatura esterna oscilla tra i 15 e i 20 gradi, ci si incanta guardando le colline frastagliate, i campi punteggiati di fattorie e gli insediamenti costieri. Fondata dal re vichingo Olav Tryggvason nel 997, Trondheim è oggi la terza città più grande della Norvegia ed è un curioso mix di medievale e moderno. Merita una visita la Cattedrale di Nidaros, soprannominata "Notre Dame della Norvegia" per il suo stile gotico e considerata l'edificio più sacro di tutta la Norvegia. Accanto alla cattedrale si trova il Palazzo dell'Arcivescovo, dove sono esposti i gioielli della corona norvegese. Nel pomeriggio, la nave naviga verso nord-ovest, passando per il faro color ocra di Kjeungskjær, isolotti e scogliere rocciose. Dopodiché, ci si dirige verso l'affascinante Rorvik.

Quarto giorno, si attraversa il Circolo Polare Artico

La navigazione con la luce anche di notte 

Il momento dell’attraversamento del circolo polare artico avviene di prima mattina, ed è così che inizia ufficialmente il tour artico della Norvegia. E’ bene sapere che oltre il Circolo Polare Artico, durante estate, è possibile vedere il sole 24 ore al giorno, mentre in inverno aumentano le chance di immergersi nell'aurora boreale. Due diverse grandi bellezze, dunque. Intorno alle 10 ci si ferma a Ornes, vicino a Svartisen che è il secondo ghiacciaio più grande della Norvegia. Quindi è la volta di Bodo, la seconda città più grande della Norvegia settentrionale. Nel tardo pomeriggio il postale entra nell'arcipelago delle Lofoten. Il Lofoten wall, alto 1.000 metri, sembra dare il benvenuto ai compagni di navigazione. La sera si attracca al porto di Lofotoen e si può fare una gita nel porto di Svolvær. In queste isole la vita dei cittadini sorprende per un ritmo opposto al nostro: in piena notte le persone escono dalle loro casette colorate in costume da bagno per tuffarsi nei fiordi o per una sauna. Piccola controindicazione: andare a dormire è praticamente impossibile circondati da tanta bellezza ed energia.

Quinto giorno, arrivo alla capitale dell'artico

Tromso 

Si attracca ad Harstad poco dopo 7, la nave prosegue poi per Finnsnes, che collega l’isola di Senja tramite il ponte di Gisund. Qui spuntano incredibili varietà di uccelli marini, tra cui le pulci-nelle di mare. La meta della giornata è Tromso che è la storica capitale dell'esplorazione artica. Una città vivace, soprattutto nei mesi estivi, con spettacoli e concerti ad ogni ora della notte.

Sesto giorno, la frontiera settentrionale della Norvegia

Il penultimo giorno la nave raggiunge la città di Hammerfest , sull'isola di Kvaloya, la mattina molto presto. In estate, l'isola ospita migliaia di mandrie di renne. Si arriva a Honningsvag in pratica la porta di accesso a Capo Nord dove un monumento a forma di globo segna la cima dell'Europa continentale, nella tarda mattina. Dopo una giornata di tranquilla navigazione in serata la nave salpa per Berlevag passando davanti all'alto faro di Slettnes, che di fatto è il faro sulla terraferma più a nord della Terra.

Ultimo giorno, il confine orientale della Norvegia

Durante l’ultima notte si fa scalo a Båtsfjord e Vardo, prima di attraccare a Vadso la mattina presto. Ultimissima tappa Kirkenes che si trova a poche miglia dal confine del territorio norvegese. E’ curioso sapere che, durante la settimana, si è viaggiato più a est di San Pietroburgo e Istanbul.

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