Affacciata su uno spettacolare golfo dominato dall’isola di Tavolara, Olbia è il principale punto di arrivo turistico del nord Sardegna. Con il suo porto e il suo aeroporto internazionale, le bellezze paesaggistiche e naturalistiche, la sua storia e tradizioni, questa città moderna e antica vanta un territorio costiero tra i più affascinanti della Regione, che si estende per un centinaio di chilometri tra spiagge a scogliere di incomparabile bellezza.
La città merita certamente una visita, a partire dalla chiesa romanica di San Simplicio, ex cattedrale del Giudicato di Gallura, probabilmente il monumento più importante della Gallura. Intitolata al culto di Simplicio, patrono della città di Olbia e della Gallura, è costruita interamente in granito e si trova in pieno centro storico.
Il lungomare, recentemente rimesso a nuovo, è il salotto della città e si estende per quasi 2 km lungo il golfo interno. L’ultimo spazio fitness inaugurato è il “senior” e comprende un macchinario per allenare i pettorali, uno per l’addome e l’altro per il dorso.
Anche il castello di Pedres simboleggia e rappresenta, insieme alla chiesa di San Simplicio, il periodo giudicale di Olbia, e la sua origine si fa risalire tra il 1296 e il 1322. Nonostante sorga su una rocca di soli 89 mt, domina tutta la parte meridionale della conca della città.
Per una boccata d’aria fresca, viste le temperature proibitive, il consiglio è quello di visitare il Parco Fausto Noce, polmone verde che con i suoi 18 ettari di alberi rappresenta una risorsa impareggiabile per famiglie e sportivi. Panchine, area giochi, percorsi sportivi, fontane, piante e fiori della macchia mediterranea fanno di questo luogo un vero e proprio paradiso e al suo interno si trovano anche dei campi di tennis, di calcio, di pallavolo, di baseball, un piccolo anfiteatro e una bocciofila, nonché un anfiteatro che ospita concerti e manifestazioni.
A pochi minuti di macchina è possibile visitare la tomba di giganti Su Monte ‘e S’ Ape, tipico monumento di età nuragica, scoperto nel 1968. Questa tomba collettiva, considerata una delle più importanti della Sardegna per dimensioni, fu probabilmente, come spiega l’archeologa Letizia Fraschini, costruita in due fasi: la camera o corridoio, del tipo allèe couverte, risalirebbe al Bronzo Antico (XIX-XVII secolo a. C.) mentre l’aggiunta dell’esedra e la trasformazione in tomba di giganti, risalirebbe al Bronzo Medio (XVII-XIV secolo a. C.).
Anche il complesso nuragico di Riu Mulinu o Cabu Abbas, che domina da nord la piana della città, è molto interessante, formato da una imponente muraglia che si sviluppa per circa 220 metri. La costruzione della torre avvenne probabilmente nell’età del Bronzo Medio (1600- 1300 a.C.), mentre la muraglia potrebbe essere anche più antica.
Ma Olbia è soprattutto natura mozzafiato e imperdibile è l’Area Marina Protetta su cui spicca, con i suoi 560 mt d’altezza, l’isola di Tavolara. Questo luogo incontaminato interessa la costa nord-orientale, da Capo Ceraso fino a Cala Finocchio, e comprende, oltre a Tavolara, le isole Molara e Molarotto. Questi circa 15.000 ettari di mare sono tutti sottoposti a protezione, sia per il valore naturalistico degli ambienti marini e insulari che per il livello di conservazione delle praterie di Posidonia oceanica, delle spugne policrome e dell’ittiofauna.
Per gli amanti del birdwatching nei dintorni è possibile osservare piccoli gruppi di fenicotteri rosa e il luogo migliore per gli avvistamenti si trova nella zona di Poltu Quadu.
Splendide poi le spiagge del nord – Pittulongu, lo Squalo, Mare e Rocce, Bados, Marinella, Razza di Juncu e Rena Bianca – tutte caratterizzate da una sabbia bianca e finissima oltre che da acque cristalline, mentre a sud molto belle quelle delle Saline, Marina Maria, Costa Romantica, Li Cuncheddi, Poltu Casu, Capo Ceraso e Porto Istana sono tra le favorite. Infine, un vero “must” poi è Porto Rotondo, una delle località più famose e mondane del jet set internazionale, circondata da spettacolari spiagge.
Tra storia, cultura e biodiversità ce n’è insomma per tutti i gusti. Un tesoro artistico e naturalistico di valore inestimabile, da proteggere e rispettare.