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Cina, meraviglia Yunnan. Dove tra la Foresta di Pietra e i canali di Lijiang, i turisti ascoltano l’antica musica dei Naxi

Itinerario nella Provincia nel Sud-Ovest vicinissima al Tibet, confinante con Vietnam, Laos e Myanmar. Un crogiolo di culture e di 26 minoranze etniche, patrimonio dell'Unesco. Dove i turisti possono “travestirsi” da antichi cinesi
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KUNMING – Anche lo Yunnan ha il suo “Buena Vista Social Club”. Si chiama Naxi Orchestra, e il suo leader e fondatore, Xuan Ke, musicista conosciuto e apprezzato anche in Occidente, è morto nel gennaio dell’anno scorso, a 93 anni, nella sua città, la bellissima Lijiang, il centro turistico più visitato e amato della provincia del Sud-Est della Cina, vicina al Tibet, confinante con Vietnam, Laos e Myanmar. La maggior parte dei musicisti della Naxi Orchestra ha più di 80 anni, il più anziano ne ha 89, eppure ogni sera, alle 20, nella Naxi Concert Hall tengono un concerto che ha sempre un pubblico entusiasta. I Naxi sono una delle 26 minoranze etniche che popolano la Provincia, sede di antiche città patrimonio dell’Unesco (come Dali, e la stessa Lijiang), e straordinari parchi naturali come Shilin, letteralmente la Foresta di Pietra, una distesa di grandi e scenografiche formazioni calcaree vicino a Kunming, la capitale dello Yunnan, o le variopinte terrazze di riso di Yuanyang.

Il “Buena Vista” dello Yunnan

«Negli ultimi anni sono morti diversi musicisti, e sostituirli è difficile perché non tutti i giovani amano questa musica. E comunque la maggior parte dei giovani desidera soprattutto trovare un buon lavoro in una grande città: chi va via non torna», spiega Wenjia, che ogni sera presenta il concerto e racconta aneddoti sui grandi vecchi dell’orchestra. E’ un peccato che sia così difficile trovare giovani che sostituiscano gli anziani, perché l’orchestra di Xuan Ke è la custode di una antichissima tradizione musicale, che risale all’epoca degli imperatori delle dinastie Tang e Song. Gi strumenti suonati dai professori si vedono più spesso nei musei che nei teatri, e comunque non se ne vedono molti, perché un gran numero è stato tra le vittime della Rivoluzione Culturale. A studiare i brani del repertorio della Naxi Orchestra, costituita negli anni Ottant, anche i musicologi dell’Università di Cambridge: le interviste e le registrazioni si trovano ancora online.

L’orchestra valorizza sicuramente il retaggio culturale di tutta la provincia, che gli eserciti di turisti cinesi che arrivano in ogni stagione apprezzano in un modo tutto loro. Da qualche anno una delle attività più apprezzate di chi va in vacanza in una città storica è quella di andare in uno dei tanti negozi che affittano abiti di stile antico, ispirati all’epoca Tang, farsi truccare e pettinare come un’antica dama imperiale, o come un mandarino, e farsi fotografare da un professionista negli angoli più suggestivi. Piazze, ponti, canali, sono spesso impercorribili perché bisogna aspettare che il fotografo di turno abbia completato il suo lavoro. Non tutti affittano gli abiti: molti partono già riforniti da casa, con un abito d’epoca che hanno acquistato con cura, e poi contattano online il fotografo sul posto. Le foto poi vanno a finire naturalmente sui social, a cominciare da Weixin (la versione originale di Wechat, una sorta di sintesi cinese tra Facebook e Whatsapp), per raccogliere i consensi e l’ammirazione di parenti, amici e conoscenti.

Lanterne e coloro delle viuzze di Dali

Ecco perché chi ama veramente lo Yunnan raccomanda di visitare le città più prese d’assalto dai turisti al mattino, quando i negozi sono ancora chiusi e così non si guardano le bancarelle, ma l’architettura. Le vie strette di Dali, i canali di Lijiang, con le lampade rosse e gialle e la venditrice di lanterne colorate: ogni colore rappresenta un tipo di desiderio. Dopo averla acquistata, bisogna metterla in acqua, e augurarsi che vada lontano.

Quando i turisti iniziano ad arrivare in gruppo, è il momento di visitare i monumenti, o i templi, o i musei. A Dali le Tre Pagode, un complesso di templi a un chilometro e mezzo dal centro storico. Ci si può arrivare anche a piedi, ma non sottovalutatelo perché dopo il primo tempio ce n’è un secondo, e poi un terzo, un quarto, la visita richiede più tempo di quello che sembra.

Non lontano da Shangri-la

A Lijiang da non perdere la residenza della famiglia Mu: bella anche la visita notturna, “sceneggiata” con attori che fanno rivivere i protagonisti della storia dei signori feudali che hanno vissuto nei palazzi e nei giardini. Ma anche Kunming, la capitale, ha i suoi angoli belli: in particolare Xishan, la montagna sul lago Erhai (hai in cinese significa mare, perché si tratta di una estensione di acqua molto grande), e poi la vivace vita notturna tra i vicoli di NanPing.

Chi ha più tempo può arrivare fino a Shangri-la, famoso perché descritto dallo scrittore James Hilton. Ma la provincia è anche ricca di città meno note, e altrettanto belle: Jianshui è tra le più interessanti. Circondata da una muraglia possente, ospita un’antica scuola per funzionari imperiali, un antico tempio dedicato a Confucio e una residenza storica con un meraviglioso giardino che non ha nulla da invidiare a quelli, più famosi, di Suzhou.

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