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Budapest, veduta 

Budapest, referendum sugli affitti brevi nel quartiere di teatri e movida. Potrebbero essere aboliti dal 2026

La mossa del minisindaco di Térezváros, il secondo quartiere per popolazione e densità della capitale ungherese: per due settimane chioschi per esprimere il voto. La città è la prima meta per soggiorni brevi dell’Europa centrale-orientale
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Un distretto di Budapest sta tenendo un referendum, di due settimane, sul possibile divieto degli affitti a breve termine. Sarebbe il primo di questo genere nella capitale ungherese, una delle destinazioni turistiche più popolari d'Europa.

I dati Eurostat mostrano che lo scorso anno quasi 719 milioni di pernottamenti trascorsi nell’Unione Europea sono stati prenotati tramite le piattaforme online Airbnb, Booking, Expedia Group e Tripadvisor.

Parigi è stata la leader tra le capitali europee con oltre 19 milioni di pernottamenti. Nell'Europa centrale-orientale, Budapest è stata la più popolare per soggiorni di breve durata con 6,7 milioni di pernottamenti, davanti a Vienna, Praga, Varsavia, Cracovia.

Due settimane per votare, chioschi nel quartiere

Tamas Soproni, minisindaco di Térezváros, il distretto di Budapest (Pest) che ha organizzato la votazione, in chioschi allestiti per l’occasione, iniziata lunedì e che si concluderà il 15 settembre, dice che la popolarità della città ha giustificato chiedere alla gente del posto l'impatto dei soggiorni di breve durata sull'accessibilità economica degli alloggi e sulla qualità della vita.

(reuters)

"Non si può stare con le mani in mano e aspettare che succeda qualcosa", ha detto il minisindaco del pittoresco sesto distretto della città. "Penso che dovremmo essere grati di vivere in un'epoca in cui molte persone possono permettersi le vacanze all'estero. Tuttavia, ciò di cui non teniamo conto è che ci saranno città che noi turisti renderemo inabitabili".

Le possibili ripercussioni del voto

Se adottato, il divieto entrerebbe in vigore a partire dall’inizio del 2026. L'esito del voto potrebbe avere implicazioni più ampie, con il governo del primo ministro Viktor Orbán che riflette sulla regolamentazione sugli affitti a breve termine, che secondo il ministro dell'Economia contribuiscono alla carenza di alloggi e ai prezzi elevati.

Il sito immobiliare ingatlan.com afferma che un divieto nel sesto distretto, dove i prezzi degli appartamenti sono del 22% superiori alla media di Budapest, potrebbe temporaneamente frenare i prezzi degli affitti a lungo termine. Gli oppositori del divieto affermano però che la mossa danneggerebbe le entrate non solo dei proprietari di appartamenti, ma anche dei bar e dei ristoranti vicini che si rivolgono in gran parte a turisti stranieri.

Szimpla Kert, uno dei fulcri della movida della capitale ungherese (reuters)

A giugno, Barcellona, ??una delle principali destinazioni turistiche spagnole, ha annunciato che impedirà l’affitto di appartamenti ai turisti entro il 2028 nel tentativo di frenare l’impennata dei costi immobiliari e rendere la città vivibile per i residenti.

Le iniziative nelle vicine Cechia e Polonia

Neli Paesi vicini, il ministero ceco per lo sviluppo regionale ha proposto un emendamento legale che obbligherebbe tutte le proprietà elencate sulle piattaforme online a essere registrate tramite una nuova piattaforma elettronica, che renderebbe più semplice la riscossione delle tasse nazionali e locali. La legislazione, che deve passare attraverso il parlamento, entrerà in vigore a metà del 2026 e consentirebbe anche ai comuni di porre un limite al numero di giorni in cui le proprietà possono essere affittate e di definire i periodi in cui ciò non sarebbe consentito.

Le autorità locali di Sopot, Cracovia e di altre famose località turistiche in Polonia hanno chiesto una regolamentazione più severa degli affitti per le vacanze, ma le nuove regole non sono state ancora implementate.

Nel sesto distretto di Budapest i residenti hanno opinioni contrastanti. Gabor Siklosi, secondo quanto racconta l’agenzia di stampa Reuters, è favorevole a maggiori restrizioni ma non ad un divieto assoluto. Matild, che non ha voluto rivelare il suo cognome, ha detto che gli affitti a breve termine causano problemi. "Le persone che vanno in giro non hanno interesse a mantenere la calma, l'ordine o la pulizia", ??ha detto. "Oggi sono qui e domani faranno i loro affari altrove."

Secondo distretto di Budapest per popolazione e densità, Térezváros ospita, tra l’altro, l’Opera di Stato e diversi teatri in una strada, la Nagymez?, che per questo viene aposrofata come la Broadway della capitale magiara. Ristoranti, locali e bar completano l’immagine di un quartiere che non si fatica a definire di tendenza.

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