Neve agli sgoccioli sulle Alpi. Almeno quella per sciare. In Svizzera, dove si trovano alcune tra le più rinomate stazioni invernali d’Europa, stanno facendo rumore le dichiarazioni tranchant del direttore responsabile degli impianti di Flims-Laax, nel canton Grigioni, Reto Gurtner. Secondo il quale in un futuro non troppo lontano “solo i ricchi potranno sciare”. La sua constatazione parte dal presupposto per cui, se a causa del cambiamento climatico l’innevamento sarà sempre più problematico, questo non significa che mancheranno gli appassionati desiderosi di divertirsi con gli sci o con gli snowboard. Tuttavia dovranno mettere in conto di spendere 300 franchi, circa 315 euro, per una giornaliera. Una prospettiva che, a detta di Gurtner, si realizzerà nel giro di una decina d’anni.
Neve agli sgoccioli sulle Alpi. Almeno quella per sciare. In Svizzera, dove si trovano alcune tra le più rinomate stazioni invernali d’Europa, stanno facendo rumore le dichiarazioni tranchant del direttore responsabile degli impianti di Flims-Laax, nel canton Grigioni, Reto Gurtner. Secondo il quale in un futuro non troppo lontano “solo i ricchi potranno sciare”. La sua constatazione parte dal presupposto per cui, se a causa del cambiamento climatico l’innevamento sarà sempre più problematico, questo non significa che mancheranno gli appassionati desiderosi di divertirsi con gli sci o con gli snowboard. Tuttavia dovranno mettere in conto di spendere 300 franchi, circa 315 euro, per una giornaliera. Una prospettiva che, a detta di Gurtner, si realizzerà nel giro di una decina d’anni.
Quanto costa oggi sciare
Non che oggi sciare sia uno sport a buon mercato, se consideriamo che, nel comprensorio di Flims-Laax, con i suoi 224 chilometri di piste, la giornaliera costa, attualmente, 97 franchi.Che fanno quasi 102 euro. Di conseguenza già adesso, almeno nelle località esclusive, dove la neve è comunque garantita dai cosiddetti cannoni, per l’intero inverno, una famiglia del ceto medio può già scordarsi di praticare quello che, un tempo, era uno sport popolare. Se, poi, come afferma convinto Reto Gurtner, i prezzi aumenteranno fino al 300%, solo chi dispone di redditi alti potrà permettersi di trascorrere le vacanze invernali in montagna. Jürg Stettler, direttore dell’Istituto del Turismo e della Mobilità all’Alta Scuola di Lucerna, ritiene verosimili le previsioni del manager di Flims-Laax. “La tendenza- dichiara in un’intervista al quotidiano Blick di Zurigo -va in questa direzione”. A far lievitare i prezzi, rileva l’esperto, contribuiscono “i costi dell’innevamento artificiale, diventato sempre più indispensabile, e quelli della preparazione delle piste”.
L’obbligo di destagionalizzare
A soffrire maggiormente, per la mancanza di neve, sono le stazioni invernali situate tra i 1000 e i 1500 metri di altitudine. Il loro destino è segnato, per Jürg Stettler. Per la loro sopravvivenza è stato coniato il neologismo “destagionalizzare”. Ovvero puntare su attività alternative allo sci, quali il trekking e la mountain bike, oltre che su alberghi in grado di offrire pacchetti che includano SPA e, più in generale, centri benessere. In sostanza, se oggi il 30% degli svizzeri è abituato a mettere gli sci ai piedi d’inverno, contro il 13% degli italiani, in futuro solo chi ha molti soldi da spendere e i veri appassionati, disposti a sacrificarsi, si potranno vedere sulle piste da sci. Tutti gli altri, per usare un’espressione scontata, dovranno appendere i loro attrezzi al chiodo. Lo sci, insomma, si avvia a diventare un brand di alta gamma. Bisogna, infine, considerare il fatto che, anche l’innevamento sopra i 2000 metri è diminuito, di ben il 20%, nell’ultimo mezzo secolo. Quindi il ricorso ai cannoni, che consumano considerevoli quantità d’acqua, sarà sempre più indispensabile. Ma con le carenze idrica che affliggono il pianeta, potremo permetterci di impiegarla per consentire a degli sparuti componenti di un’élite di continuare a scendere da un pista innevata, intervallando l’esercizio con bevute e mangiate, attovagliati in pieno sole ai tavolini di costosi rifugi alpini.