Amsterdam inasprirà ulteriormente il numero chiuso per il suo aeroporto internazionale di Schiphol. Nella città che è una delle capofila della lotta all’overtourism e che ha già introdotto una tassa di soggiorno che al momento della sua istituzione era la più elevata d’Europa – senza risparmiare i crocieristi – dal 2024 non potranno transitare più di 478mila voli all’anno.
Lo ha fatto sapere oggi stesso il governo olandese, puntualizzando che la riduzione sarà del 4 per cento – Schiphol aveva già un tetto di 500mila voli anni – e ricordando che la motivazione principe del provvedimento è quella di ridurre l’inquinamento acustico. L’esecutivo dell’Aia aveva affermato a settembre che avrebbe probabilmente abbassato il limite, in quanto mirava a ridurre del 20% il disturbo per le persone che vivono vicino all'aeroporto.
Le rimostranze di KLM (e della stessa UE)
Giovedì la compagnia aerea olandese KLM aveva – senza esito si direbbe - esortato il governo a riconsiderare la sua strategia, affermando che dovrebbe promuovere aerei più silenziosi anziché tagliare i voli.
Il governo ha affermato che il nuovo limite di volo dovrebbe ridurre il rumore del 15%, e che cercherà soluzioni alternative per ottenere l’ulteriore 5 per cento di abbassamento del livello sonoro che aveva progettato di conseguire. Un precedente tentativo di limitare il tetto di voli a quota 450mila era stato perpetrato e ritirato l’anno scorso in seguito alle pressioni dell’industria e alle obiezioni dell’Unione Europea. Bruxelles aveva inviato L’Aia a considerare altre opzioni.
A marzo, un tribunale olandese aveva invece ordinato al governo di fare di più per ridurre l'inquinamento acustico a Schiphol, affermando che gli interessi delle persone disturbate dall'aeroporto erano stati ignorati per anni.