Esistono luoghi, come l’India del Sud con i suoi stati di Tamil Nadu e Kerala, che si rivelano essere un mosaico di colori, profumi, storie e incontri, ancora capaci di incantare il viaggiatore curioso, che non si accontenta delle mete più celebrate.
Il viaggio nello spazio, nel tempo e nelle tradizioni che vi proponiamo parte da Chennai (l’antica Madras), capitale del Tamil Nadu e cuore pulsante della cultura dravidica. Qui, l’antico si mescola al moderno: dal suggestivo tempio di Kapaleeshwarar, con le sue torri decorate da sculture policrome, al vivace lungomare di Marina Beach, considerata la seconda spiaggia più lunga del mondo. Una passeggiata tra i vicoli della città rivela mercati brulicanti e l’aroma inconfondibile del masala dosa, il tipico pancake di riso e lenticchie.
A breve distanza da Chennai, Kanchipuram, la “città dei mille templi”, accoglie il viaggiatore con la sua aura mistica. I suoi templi, come il Kailasanathar, sono capolavori architettonici che raccontano secoli di fede. Da qui, ci si sposta verso Mahabalipuram, dove i giganteschi bassorilievi scolpiti nella roccia, i leggendari "Cinque Rathas" – templi monolitici dedicati ad altrettante divinità – e la curiosa formazione rocciosa che rimanda a Krishna mentre ruba il burro sembrano emergere da un sogno. L’aria salmastra e il suono delle onde completano un’esperienza di rara intensità spirituale e sensoriale.
La sorpresa “francese”
Pondicherry, ex colonia francese, è una piacevole e imprevista sorpresa. Le sue strade alberate, le facciate dai colori pastello e i caffè che servono croissant sono un curioso contrasto con la tradizionale India del Sud. Poco lontano dal brulicante centro città si incontra l’Ashram di Sri Aurobindo, fondato nel 1926, una comunità spirituale frequentata in gran parte da occidentali, qui arrivati per ritrovare un legame con la spiritualità profonda. Una passeggiata fino alla grande cupola del tempio centrale svela le diverse contraddizioni di questa esperienza.
Per ritrovare l’India più autentica bisogna proseguire il viaggio in direzione di Madurai, un luogo che incarna l’anima del Tamil Nadu. Lungo la strada, vale la pena sostare a Tanjore, antica capitale della dinastia Chola, per dedicare del tempo al Tempio Brihadeeswarar, uno dei capolavori dell'architettura dravidica, Patrimonio dell’Unesco. Dedicato a Lord Shiva, il cui lingam principale all'interno è uno dei più grandi in India, il tempio presenta una straordinaria collezione di sculture e affreschi che rappresentano scene religiose, eventi storici e vita quotidiana risalenti all’anno 1000.
L’antica Madurai
A Madurai, una delle città più antiche dell’India, bisogna assolutamente lasciarsi incantare dal tempio di Meenakshi Amman, con le sue torri dai colori sgargianti e l’inarrestabile flusso di fedeli. Qui, ogni dettaglio racconta una storia affascinante: dalle lanterne di bronzo ai monaci che intonano canti antichi. Da visitare anche il Museo Gandhi, dedicato alla vita del Mahatma.
Lasciato il Tamil Nadu, l’itinerario entra nel Kerala, dove la natura prende il sopravvento. Prima tappa: la fresca Munnar, a 1600 metri d’altezza, dove visitare le coltivazioni e gli stabilimenti di lavorazione del tè. Poi si passa alle piantagioni di spezie che avvolgono le colline di Thekkady e alla natura selvaggia del Parco Nazionale del Periyar, dove un safari in barca regala incontri ravvicinati con elefanti e cervi che si abbeverano sulle rive del lago.
Lo show delle backwaters
Ed eccoci infine nel vero spettacolo del Kerala: le sue backwaters. Un intricato labirinto di canali, lagune e villaggi sospesi sull’acqua da esplorare in un paio di giorni navigando lentamente e pernottando a bordo di una houseboat tradizionale. Un’esperienza in cui, scivolando tra palme da cocco e campi di riso, si ha l'impressione di vivere in un mondo parallelo, lontano dal caos.
Il nostro viaggio si conclude a Kochi, città portuale conosciuta come la “Regina del Mar Arabico”. Qui, le reti da pesca cinesi ondeggiano al tramonto, mentre il quartiere di Fort Kochi invita a esplorare antiche chiese cristiane, sinagoghe e mercati d’arte. La cucina locale, con il suo curry di pesce e il pane appam, è l’ultima carezza che l’India riserva al viaggiatore.
Da Kochi (l’antica Cochin) si può ripartire per l’Italia con uno dei numerosi voli via Emirati Arabi. Data l’impossibilità di effettuare il viaggio qui raccontato utilizzando i mezzi di trasporto locale e non essendo consigliato guidare sulle caotiche strade indiane, vale la pena affidarsi a un tour operator locale, come ad esempio Brahmand Tour (rotarta@tiscali.it), che è in grado di accompagnare il turista in questa esperienza che si rivelerà un’immersione in una cultura millenaria, dove ogni passo è un invito alla meraviglia.