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Agrigento capitale della cultura, i 100 anni di Camilleri: tutto in un itinerario a tema Montalbano

Comune di Scicli 

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Da Scicli alla Valle dei Templi, da Modica alla Scala dei Turchi, un percorso a tappe alla scoperta dei luoghi del celebre commissario, e di quelli storici e naturali. Nell’anno in cui nell’estremo sud della Sicilia si celebrano i due anniversari-eventi a tema culturale
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La strada, bianca e sassosa, si srotola sotto il sole. Lambendo muretti a secco, serpeggia tra le colline, tra il verde polveroso degli ulivi, tra il profumo dolce degli agrumeti. L’aria vibra di luce, mentre il respiro del vento porta con sé sentori di salsedine. E all’improvviso, come una promessa a lungo attesa, il mare: bagliori d’azzurro con riflessi smeraldo e turchesi, vibranti di cobalto, accompagnati dal canto segreto della risacca. È il sud della Sicilia in tutto il suo accecante splendore. E quest’anno c’è un doppio motivo per visitare questa parte dell’isola. Il primo è il centenario della nascita di Andrea Camilleri, nato il 6 settembre 1925, dalla cui penna ha preso vita il commissario Salvo Montalbano, interpretato da Luca Zingaretti nella celebre serie televisiva. Il secondo è la nomina di Agrigento Capitale italiana della cultura 2025. Tenendo questi due grandi eventi come bussola, ecco un percorso a tappe, da est verso ovest, intriso di storia, arte, cultura, nel qu…

La strada, bianca e sassosa, si srotola sotto il sole. Lambendo muretti a secco, serpeggia tra le colline, tra il verde polveroso degli ulivi, tra il profumo dolce degli agrumeti. L’aria vibra di luce, mentre il respiro del vento porta con sé sentori di salsedine. E all’improvviso, come una promessa a lungo attesa, il mare: bagliori d’azzurro con riflessi smeraldo e turchesi, vibranti di cobalto, accompagnati dal canto segreto della risacca. È il sud della Sicilia in tutto il suo accecante splendore. E quest’anno c’è un doppio motivo per visitare questa parte dell’isola. Il primo è il centenario della nascita di Andrea Camilleri, nato il 6 settembre 1925, dalla cui penna ha preso vita il commissario Salvo Montalbano, interpretato da Luca Zingaretti nella celebre serie televisiva. Il secondo è la nomina di Agrigento Capitale italiana della cultura 2025. Tenendo questi due grandi eventi come bussola, ecco un percorso a tappe, da est verso ovest, intriso di storia, arte, cultura, nel quale si fondono magia del viaggio e immortalità della letteratura.

1a tappa: Scicli

Quando lo scrittore iniziò a tratteggiare l’immaginaria Vigata nei suoi libri, aveva in mente Porto Empedocle, sua città natale. Nell’immaginario comune, però, la location delle avventure di Montalbano è Scicli, gioiello del barocco siciliano, quasi ricamato dagli scalpellini sulla pietra. Qui si trova il celebre commissariato della serie tv, testimone degli arrivi e delle partenze del commissario a bordo della sua vecchia Fiat Tipo grigia: si tratta, in realtà, del Municipio della cittadina, ospitato in un edificio del Novecento, con uno splendido soffitto in stile liberty. La strada principale del paese, presente in molte puntate, è via Francesco Mormina Penna, che accoglie le chiese di Santa Teresa, di San Michele e di San Giovanni, davanti alle quali si aprono tre piccole piazze.

2a tappa: Sampieri e la fornace

In una decina di minuti di auto, da Scicli è possibile raggiungere il borgo marinaro di Sampieri, dove sorge la fornace Penna. Solitaria come una cattedrale abbandonata, è un rudere di archeologia industriale che emana un fascino spettrale e suggestivo insieme. Nello sceneggiato la costruzione viene chiamata la Mannara, luogo in cui il commissario viene spesso convocato perché è stato commesso un delitto o è stato ritrovato un cadavere. Una sosta veloce e si può ripartire verso Modica.

Palazzo Castro Polara Grimaldi, Modica 

3a tappa: Modica

Secondo lo scrittore Gesualdo Bufalino, la cittadina nota per il suo eccellente cioccolato è “un paese in figura di melagrana spaccata; vicino al mare ma campagnolo; metà ristretto su uno sprone di roccia, metà sparpagliato ai suoi piedi”. Alcune scene della fiction sono state ambientate a Palazzo Castro-Polara Grimaldi, edificio che, pur risalendo al Settecento, ha acquisito l’attuale aspetto nei primi anni del secolo scorso. Passeggiando nelle sale, tra mobilio, carte da parati, affreschi, vasellame, il tempo sembra esserci fermato. Proprio qui è stata ricreata la casa del dottor Pasquano, il medico legale brontolone interpretato dall’attore Marcello Perracchio, scomparso nel 2017. A poche decine di metri, si può ammirare il duomo di San Giorgio, una scenografica chiesa in un barocco fiorito e tardivo, raggiungibile attraverso un’ampia scalinata.

4a tappa: Ragusa Ibla

Basta percorrere una quindicina di chilometri per giungere a Ragusa. A Ragusa Ibla, oggi quartiere collocato nella zona orientale della città, sono state girate varie scene della fiction. All'inizio di una lunga scalinata, si trova la chiesa delle Santissime Anime del Purgatorio, mentre il duomo di San Giorgio, che vanta una cupola neoclassica alta 43 metri, offre allo sguardo attento del visitatore un’armonia di colonne, volute, statue. Nel rione si possono, inoltre, ammirare oltre cinquanta chiese e numerosi palazzi in stile barocco.

La casa di Montalbano a Punta Secca 

5a tappa: Punta Secca

Poco più di trenta chilometri sono sufficienti per arrivare, partendo da Ragusa, a Punta Secca, frazione balneare di Santa Croce Camerina che nello sceneggiato corrisponde a Marinella. Qui il commissario ha la sua casa, che si affaccia sulla spiaggia e si specchia nel blu. La villa, in origine un laboratorio per la dissalazione delle sarde, venne acquistata nel 1904 dall’avvocato Giovanni Diquattro, che la trasformò nella residenza estiva di famiglia. Oggi la struttura è diventata un bed & breakfast dove si può soggiornare. Poco distante, oltre il faro, c’è la trattoria Enzo a Mare, nella quale il commissario gusta spesso, rigorosamente in silenzio, piatti a base di pesce.

6a tappa: Donnafugata

Da Punta Secca ci si può dirigere verso il castello di Donnafugata, che nella serie tv diventa la casa del boss Balduccio Sinagra. Si tratta, in verità, di un’elegante dimora nobiliare di fine Ottocento, che conta 122 stanze suddivise su tre piani. All’esterno un parco di otto ettari, di recente restaurato, ospita giganteschi ficus e varie specie di piante sia mediterranee sia esotiche. Sono anche presenti un tempietto circolare, grotte artificiali con finte stalattiti, un ampio labirinto. Quest’ultimo, il cui ingresso è sorvegliato dalla statua di un soldato, è una metafora della vita, in cui occorre provare, riprovare e, quando serve, tornare indietro.

7a tappa: Agrigento

Fondamentale sosta del percorso Agrigento, terra di echi mediterranei, di contrasti e di malìa. Terra di Camilleri, proclamata Capitale italiana della cultura 2025 nel marzo 2023 a Roma. La fama internazionale della città è correlata soprattutto alla Valle dei templi, sito archeologico nominato Patrimonio mondiale dell’Unesco. Da non perdere il centro storico aggrappato alla collina, i suggestivi vicoli e le botteghe, lo splendido Museo Pietro Griffo. Dopo avere girato in lungo e in largo, ci si potrà riposare in via Atenea, sulla sedia vuota accanto alla scultura che raffigura lo scrittore siciliano, per prendere un caffè virtuale insieme a lui.

Agrigento, Statua di Andrea Camilleri 

8a tappa: Scala dei turchi

Ultima tappa la Scala dei turchi, uno sperone di roccia costituito da marna, un insieme di argilla e carbonati, che si erge a picco sul mare lungo la costa di Realmonte, vicino a Porto Empedocle. Così chiamata per il suo aspetto a gradoni e per aver sempre rappresentato un facile approdo per gli invasori, è un luogo del cuore per Camilleri che scrive: “Montalbano finì il gelato di cassata, pagò alla cassa, niscì, pigliò la machina che aviva lasciata poco distante e partì verso la Scala dei Turchi […] Il profilo della parte più alta della collina […] s’incideva contro l’azzurro del cielo terso, senza una nuvola”.

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