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Pedemontana, Ciclovia del sole, Linea Gustav: le ciclabili italiane da scoprire nel 2025

Il Castello di Crecchio lungo la Ciclabile della Linea Gustav | Foto di Paolo Ribichini 

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Alpi, Appennini e non solo. Da Nord a Sud, la guida pratica agli itinerari più interessanti per gli amanti del cicloturismo
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In sella. E pedalare. Con l’arrivo della bella stagione, date una bella spolverata alla vostra bici e mettetevi alla scoperta dell’Italia, tra borghi, vigneti, oliveti e paesaggi unici. A ritmo lento. Quello del respiro. Quello dell’affanno. Lungo le flemmatiche salite, lungo le adrenaliniche discese o lungo le tranquille pianure. Ecco cinque ciclovie, tra le più interessanti da percorrere in questa primavera-estate 2025 in Italia. Dal Friuli all’Abruzzo, per tutti i gusti e per tutte le capacità.

La Spoleto-Norcia

Rampe elicoidali, ponti e gallerie. È possibile viaggiare tra Spoleto e il territorio di Norcia immersi nel verde dell’Umbria, seguendo il percorso della vecchia ferrovia. Era il 1926 quando venne inaugurata. Ed era un gioiello ingegneristico, quasi unico nel suo genere. Fu realizzata da un team di esperti svizzeri che 16 anni prima avevano realizzato una delle ferrovie panoramiche più affascinanti al mondo: quella del Bernina. Dopo un lungo periodo di abbandono, il traccia…

In sella. E pedalare. Con l’arrivo della bella stagione, date una bella spolverata alla vostra bici e mettetevi alla scoperta dell’Italia, tra borghi, vigneti, oliveti e paesaggi unici. A ritmo lento. Quello del respiro. Quello dell’affanno. Lungo le flemmatiche salite, lungo le adrenaliniche discese o lungo le tranquille pianure. Ecco cinque ciclovie, tra le più interessanti da percorrere in questa primavera-estate 2025 in Italia. Dal Friuli all’Abruzzo, per tutti i gusti e per tutte le capacità.

La Spoleto-Norcia

Rampe elicoidali, ponti e gallerie. È possibile viaggiare tra Spoleto e il territorio di Norcia immersi nel verde dell’Umbria, seguendo il percorso della vecchia ferrovia. Era il 1926 quando venne inaugurata. Ed era un gioiello ingegneristico, quasi unico nel suo genere. Fu realizzata da un team di esperti svizzeri che 16 anni prima avevano realizzato una delle ferrovie panoramiche più affascinanti al mondo: quella del Bernina. Dopo un lungo periodo di abbandono, il tracciato - di quasi 45 chilometri - è stato quasi completamente trasformato in un percorso ciclopedonale. Da visitare prima della partenza da Spoleto, la vecchia stazione ferroviaria, trasformata oggi in un museo della ferrovia ormai dismessa. L’itinerario attraversa colline, gallerie e viadotti, offrendo un'esperienza unica tra natura e archeologia industriale. La parte più suggestiva e più facile collega Spoleto alla Valnerina, con tratti quasi sempre sterrati e talvolta asfaltati poco trafficati. Le gallerie non illuminate aggiungono un tocco di avventura. Non solo in galleria la temperatura può variare anche più di 10 gradi rispetto all’esterno, ma nell’attraversamento sono necessarie luci frontali. Il percorso richiede preferibilmente l’utilizzo di una mountain bike o di una gravel con ruote adeguate allo sterrato. I meno allenati possono affrontare l’iniziale falsopiano con una e-bike. Proprio perché il tracciato veniva percorso da un treno, non si troveranno mai salite difficili. Entrati in Valnerina, alcuni segmenti richiedono deviazioni su strade trafficate, ma il panorama e i punti di interesse, come l'Abbazia SS. Felice e Mauro, rendono il viaggio memorabile. Inoltre, la ciclabile incrocia la ciclovia della Valnerina che consente di raggiungere in bici le Cascate delle Marmore. Lungo la Spoleto-Norcia si tiene nei primi giorni di settembre (quest’anno il 7 settembre) l’omonima gara di mbt, su quattro tracciati differenti per livello e lunghezza, da quello adatto alle famiglie e quello per veri sportivi che dovranno affrontare ben 2mila metri di dislivello.

La Ciclovia Puccini

Immaginate di pedalare nel verde seguendo la melodia della Bohème o della Turandot? E farlo proprio dove Giacomo Puccini le scrisse? Tutto questo è possibile lungo la ciclovia che collega il territorio di Lucca alla Versilia. Il tracciato, di circa 50 chilometri, collega la Valle del Serchio al mare, passando per Lucca, città natale del compositore. Il tracciato attraversa luoghi significativi della sua vita, come Celle Puccini, il Lago di Massaciuccoli e Torre del Lago, dove visse gli ultimi anni della sua vita in una villa oggi divenuta oggi un museo. Il percorso si snoda inizialmente tra campi coltivati e pioppi lungo il fiume Serchio, per poi proseguire tra aree bonificate e la natura lacustre a ridosso del lago di Massaciuccoli. Un battello consente di attraversare lo specchio d'acqua fino a Torre del Lago, a pochi metri dalla villa-museo. È sufficiente pedalare ancora per qualche chilometro per ritrovarsi sul lungomare di Viareggio. L’itinerario, caratterizzato dalla presenza di una cartellonistica che include un qrcode per ascoltare le più importanti opere di Puccini mentre si pedala, è adatto a tutti: alterna tratti asfaltati e sterrati, con punti di interesse come l'Oasi Lipu e passerelle che permettono di esplorare il lago.

Il tratto emiliano della Ciclovia del Sole

Dal balcone più romantico fino alla culla del Rinascimento. Passando per la “grassa e la dotta”. La tratta padana della Ciclovia del Sole (Eurovelo 7) collegherà Verona e Firenze, con una tappa a Bologna. Al momento si può pedalare dalla città scaligera fino alla capitale del tortellino, ma solo il tratto emiliano è su asfalto (mentre quello appennino deve essere ancora realizzato). Ben 60 chilometri da Concordia al capoluogo. Un tracciato “tutto dritto” lungo l’ex ferrovia Verona-Bologna. Un’occasione per pedalare e per scoprire, al tempo stesso, prodotti tipici dell’enogastronomia, la cultura e le tradizioni popolari. Si tratta di un percorso ciclabile facile e leggero, che attraversa uno spicchio di regione ancora fortmente legato alla terra, pedalando tra piccole vecchie stazioni abbandonate e possenti ponti in metallo dell’ex ferrovia. Ogni tappa una scoperta enogastronomica nella terra del parmigiano, della mortadella e del lambrusco.

La Ciclovia Pedemontana del Friuli Venezia Giulia

Pedalare a nord-est nella terra dei longobardi e tra le zone vitivinicole più affascinanti. In Friuli c’è un itinerario ciclabile che taglia tutta la regione fino in Slovenia e che racconta un territorio unico e affascinante. Si tratta della Ciclovia Pedemontana del Friuli Venezia Giulia che si snoda tra Sacile e Gorizia - quest’anno capitale europea della cultura con Nova Gorica - per un totale di 180 chilometri. Segue la linea che delimita l’arco alpino della regione e tocca lei Dolomiti Friulane, patrimonio Unesco, la riserva naturale del Cornino e città medievali come Gemona, Pinzano al Tagliamento, Cividale del Friuli.

Inoltre, lungo la ciclovia si pedala tra importanti aree vitivinicole della DOC Grave, Colli Orientali del Friuli, Isonzo e Collio. Il tracciato è adatto a tutti anche grazie al fondo estremamente confortevole, con pendenze medie inferiori al 2%, e servizi. È una ciclovia che può vantare un efficiente sistema intermodale. La prima parte del percorso scivola lungo la Sacile-Gemona, una delle diciotto ferrovie turistiche d’Italia, consentendo ai cicloturisti di utilizzare treni storici. Le bici possono essere caricate sui vagoni dei treni ma anche su pullman con carrello bici e senza dimenticare il passo-barca a Bibione. La regione nel 2024 ha vinto l’Oscar del Cicloturismo proprio grazie alla Ciclovia Pedemontana del Friuli Venezia Giulia.

La Ciclovia della Linea Gustav

Vigneti e oliveti, borghi e paesaggi. A pedali lungo una delle linee più drammatiche della storia contemporanea: la Gustav. Era la linea difensiva fortificata realizzata dai nazisti tra il 1943 e il 1944 per fermare o rallentare l’avanzata degli Alleati verso nord. Lungo il tratto abruzzese è stata immaginata una ciclovia ad anello che parte e finisce a Ortona e si arrampica verso la Majella, dal mare fino 1350 metri di quota.

La ciclovia può iniziare seguendo due tracciati diversi che poi si riuniscono più avanti. Il primo, più tecnico, segue il fiume Moro, il secondo si snoda lungo il fiume Arielli, dopo aver percorso da Ortona alcuni chilometri verso nord lungo la Ciclovia Adriatica, per poi salire lungo la Via dei Mulini. A Crecchio, infatti, si pedala nei pressi di resti di alcuni antichi mulini. I due tracciati poi si riuniscono all’altezza del bordo di Arielli. Inizia una fase collinare con vari sali-scendi fino all’affascinante borgo di Guardiagrele. Inizia poco dopo la tratta più bella, quella che va verso Pizzoferrato a 1160 metri di quota, sempre in salita sul crinale, con un paesaggio ampio con vista sulla Majella. Lungo la salita si toccano borghi come Gessopolena, Torricella Peligna e gli scavi archeologici di Juvanum dove è possibile ammirare i resti di una città sannita. Giunti a Pizzoferrato, è possibile vedere diverse targhe attaccate ai muri che ricordano le stragi di civili durante l’occupazione nazista.

Poi è tutta discesa. Da 1160 metri di quota, si scende a 250 in 25 chilometri di curve e controcurve fino alla cascata del Parello. Su strada asfaltata si prosegue a Villa Santa Maria, noto anche come il "paese di cuochi" e si imbocca la valle del Sangro per poi raggiungere la Costa dei Trabocchi. Consigliamo una deviazione al cimitero monumentale inglese prima di imboccare la Via Verde verso nord. Con altri 20 chilometri sui pedali si ritorna a Ortona. Questa ciclovia è complessivamente lunga 195 chilometri con 2700 metri di dislivello. Con bicicletta muscolare serve un ottimo allenamento, con ebike serve avere una potente batteria e predisposizione a stare diverse ore in sella lungo un tracciato mai lineare. “Questo tracciato si snoda in un territorio con cantine importanti e oliveti”; spiega Andrea Daddario, guida ciclistica di BikeXplora. “Dell’Abruzzo si dice: ‘forte e gentile’. Questo percorso è proprio così. Racconta quanto questo territorio sia forte e allo stesso tempo ospitale”.

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