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Silenzio, no a plastica ed auto. Koh Mak, l’isola dove la Thailandia non è come in “The White Lotus”

La natura incontaminata di Koh Mak (foto irene scalise) 

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I traghetti con le macchine non possono attraccare, è limitato il noleggio di motociclette, sono proibiti la musica ad alto volume, le moto d'acqua e l'uso di plastica. I turisti partecipano alla pulizia dell’isola e alla raccolta di noci di cocco
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Mentre in Italia è appena terminata la terza stagione della serie The White Lotus la Thailandia è meta di un turismo sempre più invasivo. Le coste di Phuket e Koh Samui sono assaltate, complici i resort tutti uguali, da orde di turisti in cerca di cocktail a bordo piscina.

Ma c’è anche un’altra Thailandia: è quella di Koh Mak, minuscola isola nel Golfo della Thailandia. L’isola ha un sapore antico, ci si arriva in motoscafo, e catapulta il viaggiatore in un turismo che era già sostenibile prima che andasse di moda.

Koh Mak – a cui anche la Bbc ha recentemente dedicato un reportage decantandone l’autenticità – è di una semplicità meravigliosa: sabbia dorata e bassi fondali trasparen…

Mentre in Italia è appena terminata la terza stagione della serie The White Lotus la Thailandia è meta di un turismo sempre più invasivo. Le coste di Phuket e Koh Samui sono assaltate, complici i resort tutti uguali, da orde di turisti in cerca di cocktail a bordo piscina.

Ma c’è anche un’altra Thailandia: è quella di Koh Mak, minuscola isola nel Golfo della Thailandia. L’isola ha un sapore antico, ci si arriva in motoscafo, e catapulta il viaggiatore in un turismo che era già sostenibile prima che andasse di moda.

Koh Mak – a cui anche la Bbc ha recentemente dedicato un reportage decantandone l’autenticità – è di una semplicità meravigliosa: sabbia dorata e bassi fondali trasparenti che riflettono le palme da cocco. Non ci sono grattacieli, né beach club. Solo bassi bungalow in legno che si mimetizzano nella natura. Koh Mak ha una superficie decisamente minuscola per un’isola: solo 16 chilometri quadrati. Ci si muove a piedi o in bicicletta assaporando il silenzio.

Le regole per i turisti

Già nel 2018, i residenti hanno formalizzato la loro visione nella Koh Mak Charter. L'accordo vieta ai traghetti per veicoli di attraccare sull'isola, limita il noleggio di motociclette – tetto al 70% della capacità dell’isola in camere –, proibisce la musica ad alto volume dopo le 22 e gli sport acquatici rumorosi come le moto d'acqua, e proibisce l'uso di contenitori di schiuma o plastica. Iniziative locali come il Koh Mak Coral Conservation Group offrono escursioni di snorkeling dove i visitatori possono imparare a propagare i coralli usando tubi in PVC riciclati. Lo smaltimento dei rifiuti è uno sforzo collettivo, con regolari pulizie delle spiagge coordinate da Trash Hero, un gruppo di volontari al motto di "Ogni settimana puliamo, educhiamo, cambiamo". E nella piantagione di cocco dell'isola, i visitatori possono imparare a raccogliere le noci di cocco e a produrre olio di cocco spremuto a freddo, mentre i laboratori di tintura a nodi insegnano tecniche tradizionali di tintura dei tessuti usando pigmenti naturali.

Quando visitare Koh Mak e dove andare

L'alta stagione di Koh Mak va da novembre ad aprile. In gennaio c’è anche l’appuntamento fisso con il maestro di yoga Petri Räisänen presso il Koh Mak Resort e al Seavana Resort . Nella bassa stagione (da maggio a ottobre), l'isola è quasi deserta, anche se le barche continuano a fare il viaggio. Alcuni resort chiudono in questo periodo, ma quelli che restano aperti offrono tariffe più economiche. Ma il rischio di pioggia è molto elevato. Tra gli insediamenti turistici più popolosi – per modo di dire (in totale ci sono circa 700 posti letto su tutta l’isola) – c’è Ao Suan Yai – con piccoli resort sobri e progettati con gusto, nascosti dietro una spiaggia di sabbia bianca e una fila di palme tutte inclinate allo stesso angolo verso il mare.

Il turismo lento

Niente McDonald e nemmeno i 7-Eleven, che nel resto della Thailandia sembrano essere presenti ad ogni angolo di strada. Koh Mak è diventata l’esempio si come le piccole isole possano prosperare senza sacrificare la propria anima al turismo di massa. A differenza della più grande Koh Chang sta tracciando un percorso più lento e tranquillo. E – grazie al suo stile sobrio – ha già vinto numerosi riconoscimenti per il turismo sostenibile.

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