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La Sicilia vera e quella pensata ad hoc. Alla scoperta dei luoghi del “Gattopardo” tv

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Ville barocche, paesaggi desertici, baie di mare blu: guida alle location scelte per la miniserie Netflix. Alcune si possono visitare, alcune soltanto guardare da lontano. Altre, come spesso accade, sono pura fiction
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Per evitare fraintendimenti, meglio dirlo subito: se pensate di andare in Sicilia e in un colpo solo ritrovare tutte le incredibili location che vi hanno lasciato a bocca aperta durante la visione de Il Gattopardo targato Netflix, lasciate perdere. Intanto perché la faraonica produzione di Indiana Production e Moonage Pictures per ambientare le sontuose scene della serie in sei puntate ha girato non solo in Sicilia ma anche nel Lazio, a Roma e nei suoi dintorni, e in Piemonte. Torino e Roma, infatti, hanno prestato scorci di grande bellezza, come i meravigliosi interni della Chiesa di Gesù e Maria di via del Corso nella capitale, utilizzati per le scene del matrimonio dell’erede morale del Principe di Salina don Fabrizio Corbera, Tancredi, con la manipolatrice Angelica. alla ricostruzione dell’epopea di, l’indimenticabile Principe di Salina che improvvisamente si accorge che la sua aristocrazia dorata potrebbe scomparire all’arrivo dei Garibaldini.

La luce siciliana

Eppure, il viaggio…

Per evitare fraintendimenti, meglio dirlo subito: se pensate di andare in Sicilia e in un colpo solo ritrovare tutte le incredibili location che vi hanno lasciato a bocca aperta durante la visione de Il Gattopardo targato Netflix, lasciate perdere. Intanto perché la faraonica produzione di Indiana Production e Moonage Pictures per ambientare le sontuose scene della serie in sei puntate ha girato non solo in Sicilia ma anche nel Lazio, a Roma e nei suoi dintorni, e in Piemonte. Torino e Roma, infatti, hanno prestato scorci di grande bellezza, come i meravigliosi interni della Chiesa di Gesù e Maria di via del Corso nella capitale, utilizzati per le scene del matrimonio dell’erede morale del Principe di Salina don Fabrizio Corbera, Tancredi, con la manipolatrice Angelica. alla ricostruzione dell’epopea di, l’indimenticabile Principe di Salina che improvvisamente si accorge che la sua aristocrazia dorata potrebbe scomparire all’arrivo dei Garibaldini.

La luce siciliana

Eppure, il viaggio che la serie tv, tratta dal romanzo omonimo di Tomasi di Lampedusa, ispira ad ogni scena è quello per ritrovare luci e bagliori, ombre e colori della Sicilia ottocentesca che sembra ad un passo dallo sprofondare; eppure, appare più bella e attraente che mai. «Abbiamo lottato per ritagliarci il tempo necessario a catturare quei tramonti perfetti, le ore magiche, i crepuscoli o, talvolta, il sole cocente del mezzogiorno – spiega Tom Shankland, regista di quattro dei sei episodi della miniserie - spesso scommettendo sulla possibilità di girare scene cruciali nelle brevi finestre di luce ideale». Il risultato è un continuo susseguirsi di luoghi baciati da una luce incredibile che chiedono di essere scoperti e visitati.

Da set ad attrazioni turistiche

«Ci siamo resi subito conto che solo location reali avrebbero potuto rappresentare fedelmente la ricchezza e l’autenticità degli ambienti descritti nel romanzo – aggiunge Alessandro Mascheroni, head of International Film & TV Indiana Production che ha prodotto Il Gattopardo. - Una delle nostre priorità era catturare il magnifico barocco Siciliano, i colori intensi della natura e le peculiarità del paesaggio della Sicilia» spiega sottolineando che la valorizzazione turistica di questi luoghi era un evidente “effetto collaterale” alle riprese. «Siamo riusciti a trasformare le riprese in un’opportunità per valorizzare ulteriormente questi luoghi, rendendo i set de Il Gattopardo non un ostacolo, ma una nuova attrazione per i turisti che visitano i centri storici durante l’alta stagione».

La natura di una Sicilia selvaggia

Tra gli scorci più belli certamente quelli che accompagnano le carrozze dei Corbera nei loro trasferimenti. Il paesaggio è quello Calanchi di Cannizzola, un’area desertica nella valle del Simeto, nel territorio di Centuripe e Paternò, tra Enna e Catania. Non è la prima volta che l’'aspetto arido e maestoso e i canyon sabbiosi che li caratterizzano trasformano gli assolati calanchi in location perfette di riprese cinematografiche. Le più famose, forse, quelle de La Bibbia di John Huston nel 1964. «Lo scrittore si sofferma a lungo sulla descrizione del paesaggio, in particolar modo durante il viaggio che la famiglia Salina compiva ogni anno verso il paese montano immaginario di Donnafugata per sfuggire al caldo torrido di Palermo – spiega lo scenografo Dimitri Capuano. - Ho insistito perché queste scene venissero girate nei Calanchi di Cannizzola. È un momento di grande sospensione dove il territorio ha un aspetto lunare e incontaminato».

Baia Santa Margherita, che nel film tv è lo sfondo del trasferimento dei Corbera a Donnafugata ma anche dello sbarco dei Garibaldini sull’isola, è un’altra location naturalistica di grandissima bellezza a poca distanza da San Vito Lo Capo, in provincia di Trapani. Sabbia dorata, mare cristallino e natura incontaminata sono i suoi punti forti, oltre al trenino Ercolino che collega i parcheggi alla spiaggia per una perfetta fruizione eco-friendly. Sempre nel Trapanese, in particolare a Custonaci, alcuni paesaggi particolarmente selvaggi sono quelli dei dintorni del borgo di Purgatorio: 600 abitanti e il fascino delle mete poco battute dal turismo di massa.

Le ville sontuose a Palermo e a Catania

Due sono le ville dove si svolgono la maggior parte delle vicende della storia e che impongono la fascinazione del viaggio. Visitando Villa Valguarnera a Bagheria si ritroveranno gli esterni della splendida abitazione nobiliare dei Salina a Palermo. La villa, che appare anche ne L'arte della gioia girato da Valeria Golino, è una delle ville settecentesche più belle della zona, ancora abitata dai suoi proprietari, i principi Alliata di Villafranca, eredi dei Valguarnera che la edificarono. Mentre le scene dei sontuosi pranzi e colazioni sono ambientate nel palermitano Palazzo Comitini, edificato tra il 1766 ed il 1781 dall'architetto Nicolò Palma e affacciato sulla centralissima Via Maqueda. Palazzo Biscari a Catania, ancora oggi in gran parte abitato dai discendenti della famiglia e disponibile in visita guidata, accoglie invece le straordinarie scene del Ballo della Liberazione e il particolare dei musicisti che si intravedono mentre suonano nel ballatoio ovale in cui culmina volta del soffitto, affrescato per celebrare la gloria di casa Biscari. Un palazzo talmente bello da essere stato meta anche di una visita della Regina Madre di Inghilterra. Alcuni interni di Villa Salina, però, non li ritroverete nelle ville siciliane ma nei dintorni di Roma, in particolare a Frascati nella splendida Villa Aldobrandini.

Tanta Palermo nelle scene più belle

Palermo domina certamente le scene de Il Gattopardo: a cominciare da quelle delle barricate nella città in sconvolta dai moti girate davanti alla Cattedrale, seguite da quelle del rifugio dei Garibaldini dove Concetta si reca a cercare Tancredi allestiste a Palazzo Bilotti. Molte le chiese: San Giovanni Eremiti, la chiesa della Martorana, quella di San Cataldo, e quella di San Domenico, dove sono stati ricostruiti gli esterni per le scene del matrimonio di Tancredi e Angelica. Spicca lo straordinario spettacolo della piazza ottagonale dei Quattro Canti scenario barocco di incredibile bellezza che spezza a metà via Maqueda, dove sono state girate le scene della sfilata dei garibaldini arrivati in città, osservati dalla famiglia Salina riunita sul balcone del palazzo.

Donnafugata, il borgo che non c’è

Se volete trovare Donnafugata, dove i Salina sfuggivano il caldo di Palermo, andate a Siracusa. È lì, infatti, che gli autori hanno ricostruito il borgo nato dalla fantasia diretta di Tomasi de Lampedusa. Nella realtà Donnafugata non esiste. «Il paesino di Donnafugata è stato girato nella piazza di Ortigia – chiarisce lo scenografo Dimitri Capuano - che è stata completamente stravolta dagli interventi scenografici per farla apparire come un piccolo borgo rurale dell’Ottocento». Il cuore dell’isoletta di Ortigia, la parte più antica di Siracusa, ha accolto una trasformazione completa per le riprese. Oggi, tornata al splendore, non è meno bella di come appare nel film.

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