Italiani, venite negli Usa, è tutto come prima, anzi no. L’effetto Trump frena i turisti stranieri
di Massimo BasileNew York - Blogger e influencer italiani, compagnie che organizzano tour negli Stati Uniti, inondano i social di messaggi e clip per rassicurare gli italiani e invitarli a non cancellare il viaggio. Chi entra con il visto turistico, spiegano, non deve temere niente. In effetti nulla sembra essere cambiato rispetto al passato: chi arriva e, se viene richiesto, mostra alla dogana un indirizzo dove stare, indica il periodo limitato del soggiorno e il biglietto di ritorno, non deve temere niente. Le famiglie e i gruppi ancora meno. Ci sono app che permettono di saltare la fila ed entrare negli Usa senza incertezze.
Ma l’amministrazione Trump manda messaggi di segno opposto. Le immagini di persone in catene, gli arresti di studenti stranieri, i video di donne accerchiate per strada da agenti dell’ufficio immigrazione con il volto coperto, sono circolati anche in Italia, provocando una psicosi. Linee telefoniche delle agenzie intasate. Messaggi preoccupati sui social. Molte compagnie hanno …
New York - Blogger e influencer italiani, compagnie che organizzano tour negli Stati Uniti, inondano i social di messaggi e clip per rassicurare gli italiani e invitarli a non cancellare il viaggio. Chi entra con il visto turistico, spiegano, non deve temere niente. In effetti nulla sembra essere cambiato rispetto al passato: chi arriva e, se viene richiesto, mostra alla dogana un indirizzo dove stare, indica il periodo limitato del soggiorno e il biglietto di ritorno, non deve temere niente. Le famiglie e i gruppi ancora meno. Ci sono app che permettono di saltare la fila ed entrare negli Usa senza incertezze.
Ma l’amministrazione Trump manda messaggi di segno opposto. Le immagini di persone in catene, gli arresti di studenti stranieri, i video di donne accerchiate per strada da agenti dell’ufficio immigrazione con il volto coperto, sono circolati anche in Italia, provocando una psicosi. Linee telefoniche delle agenzie intasate. Messaggi preoccupati sui social. Molte compagnie hanno chiesto a Visit Usa Italia, l’associazione che riunisce operatori turistici e catene alberghiere, di diffondere messaggi rassicuranti, alla vigilia della stagione più intensa. Ma alla fine resta la domanda, al netto degli interessi di settore: è davvero così rischioso andare negli Usa?
Il tema ripreso dai media Usa
Da due settimane i media americani stanno affrontando il tema. Il Wall Street Journal ha rivelato, citando fonti dell’amministrazione, che agli addetti agli ingressi è stato chiesto di aumentare i controlli e fare più domande. Quest’ordine avrebbe scatenato una competizione tra gli agenti a trovare irregolarità, per guadagnare la considerazione dei capi. Il New York Times parla di “linguaggio” utilizzato dalla Casa Bianca che punta a intimidire il mondo. La guerra dei dazi lanciata al mondo, dal Messico al Canada e anche all’Europa, è l’ultimo segnale di tensione dopo il divieto di ingresso ai cittadini di 43 Paesi, inclusi Cambogia e St Lucia.
Yellowstone National Park
Assistiamo a un continuo oscillare tra notizie rassicuranti e altre che seminano inquietudine. Un idraulico tedesco di 25 anni, che aveva il visto turistico Esta, al rientro dal Messico con la fidanzata americana, è stato arrestato per aver sbagliato una risposta, chiuso in un centro immigrati e poi espulso. Un’attrice canadese ammanettata perché il suo visto era scaduto. Una escursionista gallese arrestata e finita in isolamento perché c’era un’irregolarità nell’intestazione del visto. Pedro Rios, direttore di American Friends Service Commettee, noprofit che aiuta i migranti, confessa che in ventidue anni di esperienza non aveva mai visto in manette turisti europei e canadesi.
La retorica dell’amministrazione Trump
I controlli erano severi anche in passato. Il problema è che i centri di detenzione vengono evocati dall’amministrazione, mostrati nei video governativi, per incutere timore e indicare che la politica migratoria sotto Trump è cambiata. Inoltre l’umore del presidente degli Stati Uniti sembra variare a seconda di come rispondono i Paesi che lui sfida con i dazi.
Trump resta imprevedibile. Ma i turisti, inclusi quelli italiani, non sono a rischio. E’ il messaggio che lanciano le compagnie turistiche e i blogger. Claudio Morrano, co-fondatore di Xplore Tour Operator, una società che dal 2002 organizza viaggi personalizzati negli Stati Uniti e in Canada, appare sereno: “Da parte nostra è tutto ok. Da amici, fornitori e clienti abbiamo la conferma che le procedure d’ingresso non sono cambiate. Una persona che va per turismo non deve temere. Forse agli ingressi fanno più domande”. “Abbiamo avuto un calo solo nella settimana - continua - in cui sono uscite in Italia notizie sugli arresti di turisti in Usa, storie poi finite sui social. C’era chi ci chiedeva rassicurazioni. Ma già adesso abbiamo ripreso il flusso normale”.
L’app Mpc: perché è bene usarla
Morrano consiglia di scaricare sul cellulare una app gratuita: si chiama MPC, acronimo che sta per Mobile Passport Control. Lanciata dall’amministrazione Biden, permette di scaricare i propri dati, farsi un selfie e fornire altre informazioni.
Si riceve sul cellulare un QR code che consente l’identificazione e un ingresso più veloce. L’app vale per i cittadini americani, i possessori di “green card” (il permesso di residenza permanente), i cittadini canadesi e i possessori di visto turistico Esta. Il far parte di questo gruppo conferma come i turisti entrino in una categoria protetta. Ma se non ci si dovesse sentire sicuri, c’è chi consiglia ai propri clienti che non conoscono l’inglese di scrivere su un biglietto l’indirizzo dell’hotel o della casa dove andranno a stare, e indicare la data del rientro.
Piero Armenti, tra gli influencer di turismo più popolari in Italia, con oltre 600 mila follower solo su Instagram, a capo di un impero creato con “Il mio viaggio a New York”, spiega: “La comunicazione di Trump è severa - ammette - e gli italiani sono allarmati. Ricevo messaggi da persone che temono di finire nei campi di concentramento. Ma lo dico chiaro: se si viene per turismo non c’è nessun pericolo”. “Bisogna dimostrare - è il suo consiglio - che si sta in un hotel un certo numero di giorni o da qualcuno”. E, nel caso, mostrare un bigliettino: “Se non si conosce bene l’inglese, noi diciamo di portarsi dietro un foglietto con scritto nome e cognome, indirizzo dove si sta, quanti giorni, e numero d’emergenza. Mettere sempre il nostro telefono, nel caso alla frontiera nascano problemi, ma finora non è mai successo”. “Alla fine - continua - la gente mi scrive, dicendo: pensavamo chissà cosa e non è successo niente”.
Numeri al ribasso. E i vettori hanno già tagliato i voli
Paura un po’ sì, crollo degli affari no. Però non è così per tutti. Secondo Tourism Economics, società di consulenza di Oxford Economics, una delle più grandi compagnie di analisi di previsione economica, nel 2025 si registrerà un calo del 5,1 per cento negli arrivi.
Il dato segna un crollo verticale di 14 punti rispetto al 9 per cento di crescita previsto a dicembre. Previsto un deficit di 64 miliardi di dollari di mancati introiti. Solo a febbraio la presenza canadese in Usa è crollata del 24 per cento, se paragonato ai dati del febbraio 2024. Secondo Us National Travel and Tourism Office, dall’Europa il calo è dell’uno per cento, dopo che gli arrivi erano cresciuti del 14 a febbraio dell’anno scorso.
“Repubblica” ha chiesto al dipartimento di Stato e al dipartimento degli Interni se c’erano messaggi rassicuranti per i turisti italiani e consigli da fornire, alla luce degli ultimi casi di arresti. I media di governo ci hanno sempre risposto nello spazio di mezz’ora. Stavolta non lo hanno fatto. Intanto le compagnie aeree, incluse Delta e American Airlines, hanno tagliato le stime dei ricavi. United Airlines ha ridotto il numero dei voli verso il Canada. Germania e Gran Bretagna hanno messo in allerta i turisti. In Italia la situazione viene monitorata ma non registrano cambiamenti rispetto al passato. Il problema semmai è il contrario: sui social molti americani confessano di non essere più così convinti di andare in vacanza in Europa quest’estate, perché temono di essere accolti male a causa dell’atteggiamento di Trump. “Al limite - consiglia qualche utente americano sui Facebook - se vi chiedono da dove venite, dite che siete canadesi”.