Bruxelles, nella “capitale europea” il divertimento è in verde. Guida ai parchi della città
di Maria Grazia FilippiBruxelles è tante cose. Capitale d’Europa, oltre che della birra e della cioccolata. Ricca di musei storici e affascinanti architetture, con innumerevoli tesori d’arte e di monumenti, è la culla dell’art nouveau ma è anche considerata una delle capitali più verdi d’Europa perché quasi la metà della sua superficie è costituita da spazi verdi: 8.000 ettari di parchi, giardini, boschi e foreste (esatto, in città ci sono anche le foreste!). In media, a Bruxelles ogni abitante ha a disposizione circa 28 metri quadrati di spazio verde per abitante.
Partire dai suoi parchi, verdissimi, curati, ricchi di storia e di arte, vocianti di giovani che fino a tardi li riempiono di musica, di sport e di vita, è sicuramente un buon modo per cominciare a conoscerla (e a consumare un po’ di calorie da patatine, cioccolata e birra). Soprattutto quando la primavera arriva, proprio come in questi giorni, è il cielo diventa azzurrissimo e limpido e i giardini sono in piena fioritura e si possono frequentare…
Bruxelles è tante cose. Capitale d’Europa, oltre che della birra e della cioccolata. Ricca di musei storici e affascinanti architetture, con innumerevoli tesori d’arte e di monumenti, è la culla dell’art nouveau ma è anche considerata una delle capitali più verdi d’Europa perché quasi la metà della sua superficie è costituita da spazi verdi: 8.000 ettari di parchi, giardini, boschi e foreste (esatto, in città ci sono anche le foreste!). In media, a Bruxelles ogni abitante ha a disposizione circa 28 metri quadrati di spazio verde per abitante.
Partire dai suoi parchi, verdissimi, curati, ricchi di storia e di arte, vocianti di giovani che fino a tardi li riempiono di musica, di sport e di vita, è sicuramente un buon modo per cominciare a conoscerla (e a consumare un po’ di calorie da patatine, cioccolata e birra). Soprattutto quando la primavera arriva, proprio come in questi giorni, è il cielo diventa azzurrissimo e limpido e i giardini sono in piena fioritura e si possono frequentare fino a tardi, tra masterclass di yoga e flamenco, rilassati avventori che organizzano picnic e letture all’aperto e musicisti che improvvisano concerti di bonghi.
Il Parco Reale e la storia di Bruxelles (ma si balla anche)
Non si può non cominciare dal Parco Reale, o Parco Warande. È il più antico della città e il primo ad essere aperto al pubblico. Servito da ben quattro linee metropolitane (1,2,5 e 6) il parco, l’ultima ristrutturazione è del 2001, nasce come riserva di caccia popolata da cervi, cinghiali e stambecchi, poi costruito sulle rovine del parco dei Duchi di Borgogna e dei Governatori dei Paesi Bassi. E se oggi è splendidamente tenuto, delimitato dal Parlamento federale, dal Palazzo Reale e da altri edifici istituzionali, durante la Rivoluzione francese visse scontri feroci perché, pare, vi si riunissero i nobili in fuga e per questo preso di mira dai rivoluzionari che distrussero statue e simboli. Nel 1731 fu anche distrutto da un violentissimo incendio ma ora, soprattutto d’estate, è ricco di vita e di attività. Tra queste, quelle della community radio che trasmette in streaming h/24 da un chiosco di legno dove si beve e si ascolta musica. E d’estate, si balla sotto gli alberi.
Il Cinquantenario, il parco delle arti
Ma per chi è appassionato di arti, il parco del cuore non può che essere il Cinquantenario, che deve il suo nome al 50° anniversario dell’indipendenza del Belgio celebrato nel 1880, anno in cui il parco prese forma. Monumenti, sculture e musei sono la sua cifra ma è nel tardo pomeriggio che il parco dà il meglio di sé quando le sedute di tai chi all’aperto si alternano al rumoreggiare ritmato dei bonghi che scandiscono melodie africaneggianti e si rimane fino a tardi sdraiati a terra a godersi il primo sole di stagione e la luce che solo tardi diventa buio. Ricco di una trentina di ettari di giardino classico, con vialetti tracciati da siepi di alloro e bellissime alberate, si riconosce dal gigantesco Arco di Trionfo che svetta nel suo punto più alto. Attraversandolo, infatti, concede una bella panoramica della città. Gli ampi viali conducono al Pavillon des passions humaines di Victor Horta, al Museo Reale delle Forze Armate e di Storia Militare, ai Musei Reali di Arte e Storia e ad Autoworld, il museo dell'automobile. Feste, concerti, anche i fuochi d’artificio, se siete fortunati: al Cinquantenario si trova un po’ tutto, incluso uno di quei bistrot all’aperto che appaiono solo con la bella stagione e che i bruxellesi amano tanto: Guinguettes Maurice (dal lato della rotonda Schuman dove vi lascia la metropolitana venendo dal centro città). Da tradizione, confermata anche da un'opera di van Gogh del 1886, alla guinguette si va per bere, mangiare e ballare. E da Maurice funziona proprio così.
Il Parco Leopoldo e l’Europa
È il cuore del Quartiere Europeo, quello degli edifici della Comunità tra cui il Parlamento Europeo con il suo famoso emiciclo che si può visitare (e ne vale a pena!) prenotando l’audioguida gratuita in una delle lingue dell'Unione. Il parco un tempo ospitava uno zoo che fortunatamente ora non c’è più mentre, tra bellissimi giardini all’inglese e un bel laghetto popolato da anatre e cigni, ci si imbatte in edifici particolarmente eleganti come la Biblioteca Solvay ma anche l'ex Istituto di Anatomia, l'Istituto di Fisiologia e l'ex scuola professionale sono edifici assolutamente magnifici. Da visitare anche il Parlamentarium, che ricostruisce con effetti speciali la storia europea, il Museo di scienze naturali e il Museo Wiertz. A due passi dal parco consigliatissima una sosta a Place Jourdan, per una tappa gastronomica tra le più frequentate della città: il chiosco di Maison Antoine. Le sue patatine al cartoccio, fritte rigorosamente due volte per esaltarne la croccantezza, sono un'istituzione segnalata sulle guide turistiche.
Ossegem (e l'Atomium)
Quando si visita Bruxelles, anche per pochi giorni, la piccola gita all’Atomium è inevitabile. Passeggiare all’interno dei tubi e delle sfere che compongono questo monumento alla scienza unico al mondo, a venti metri da terra, lo rende un’esperienza unica. A cui si aggiunge la possibilità di una passeggiata al parco Ossegem che si stende ai suoi piedi. Progettato dall’architetto paesaggista Jules Buyssens in stile inglese, è ricco di boschi e di ampi prati verdi attraversati da sentieri tra cui spicca il viale dei faggi viola. Nel parco si trova anche ??uno splendido teatro all'aperto, il Groentheater, un semicerchio con terrazze di ghiaia e bassi muri in pietra decorati con siepi di ligustro dorato. Ha un’ottima acustica e accoglie concerti e festival. Sempre in zona il Planetario, il Museo del Design, la Torre giapponese e il Padiglione Cinese.
Il Parco di Forest e Parco Duden
Sono praticamente collegati fra loro come un unico enorme polmone verde nell’area sud ovest della città, un tempo zona boschiva. Forest si estende su 13 ettari ed è attraversato da circa 18.000 metri quadrati di sentieri e marciapiedi. Belle passeggiate all’aperto con il valore aggiunto di ottimo street food, tra cui My Tannour sontuosa cucina siriano-libanese da asporto. Oppure da Fernand Obb Delicatessen famoso per le crocchette di gamberi che, obiettivamente, a Bruxelles non si possono non provare. Duden invece ospita al suo interno anche una croce di pietra e un arcobaleno di ferro, opera del famoso scultore italiano Mauro Staccioli, anche se il parco per i bruxellesi è fondamentalmente un luogo del cuore perché accoglie lo storico club di calcio Royale Union Saint-Gilloise, che gioca le sue partite allo stadio Joseph Marien.
Giardini dell'Abbazia della Cambre e gli stagni di Ixelles
A due passi dall'abbazia di Terkameren, un ex monastero cistercense fondato nel 1201 da una donna benedettina, si trova uno dei parchi più grandi della regione, il Terkamerenbos, una sorta d'accesso alla foresta di Sonia. Al suo interno Villa Empain, una splendida casa in stile Art Déco progettata nei primi anni '30 da Michel Polak. Un'estensione dei giardini dell'Abbazia di La Cambre sono poi gli Stagni di Ixelles dove si può passeggiare tra edifici Art Nouveau e Art Déco. Tra questi, cuore del quartiere Flagey, il celebre transatlantico modernista in stile Art Déco, ex Maison de la Radio, con le sue sale da concerto famose per l’acustica perfetta. Al piano terra dell’edificio, proprio di fronte allo specchio d’acqua circondato dal verde, il Cafè Belga con la sua fila di tavolini di metallo rosso, dove bere, mangiare e fare conoscenze di ogni lingua. Una vera istituzione.
Il parco Woluwe (con il giro in tram)
Uno dei parchi più grandi di Bruxelles. Si trova lungo la valle del Woluwe e fu costruito su richiesta del re Leopoldo II in occasione dell'Esposizione universale del 1897. È ricco di edifici, come il Museo reale dell'Africa centrale e il Museo del Tram, da dove parte per un lungo giro panoramico cittadino uno storico tram originale, ma sono soprattutto i suoi paesaggi collinari sempre diversi, rigogliosi e verdissimi, progettati dall'architetto paesaggista francese Emile Lainé in stile inglese, la sua cifra paesaggistica, tra zone erbose, ideali per i picnic, ma anche specchi d'acqua e prati paludosi con canneti, frequentati da uccelli migratori.
La foresta di Hallerbos
Non troppo lontano da Bruxelles, già nelle Fiandre, la Blue Forest vale il piccolo viaggio (in treno, dalla stazione centrale di Bruxelles per Halle, circa 20 minuti) che la separa dalla capitale per assistere alle fioriture di migliaia e migliaia di giacinti selvatici dal colore indescrivibile: un viola che si trasforma in blu, a seconda del momento. Tale è la curiosità sulle sue fioriture che il suo sito ufficiale permette di verificarne quotidianamente lo stato. Quasi giornalmente, infatti, il sito viene aggiornato con video che spaziano tra faggi e sequoie e mostrano il tappeto di giacinti blu che prende vita, forma e colore perché la fioritura può variare ogni anno a seconda del clima, ma in genere è dalla fine aprile fino a fine maggio.