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Grecia, ripuliti i fondali del parco di Alonneso. “Guardate quanti rifiuti: fuori è molto peggio”

Grecia, ripuliti i fondali del parco di Alonneso. “Guardate quanti rifiuti: fuori è molto peggio”
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L’iniziativa di una ong ellenica nell’Egeo delle Sporadi, sede dell’area protetta marina più grande d’Europa. La situazione peggiore attorno al porto principale dell’isola. Bilancio positivo, nonostante le apparenze: nei parchi va molto meglio che altrove

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Al largo dell'isola greca di Alonneso (Alonissos), isola greca delle Sporadi settentrionali, nel Mar Egeo orientale, subacquei volontari recuperano bottiglie di plastica in decomposizione, uno pneumatico e una catena di ancoraggio arrugginita dal fondale marino e li mettono in un sacco della spazzatura nell'ambito di un'operazione di pulizia finanziata dall'UE per proteggere la vita marina.

Gli oggetti recuperati al largo dell’isola, meta turistica amata per le sue acque verde-blu e teatro del parco nazionale marino di Alonneso, il più grande parco marino protetto d'Europa, rappresentano solo una piccola parte delle decine di migliaia di tonnellate di rifiuti che inquinano il Mediterraneo ogni anno.

Il parco, istituito al largo dell’isola all'inizio degli anni '90, ospita tra l’altro una delle ultime colonie di foca monaca al mondo ed è rifugio per oltre 300 specie di pesci, delfini e tartarughe marine.

La sua istituzione ha contribuito ad accrescere, sia tra i locali che tra i turisti, la consapevolezza dei rischi connessi all'inquinamento marino,

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L’iniziativa di pulizia si è protratta per due giorni. "Abbiamo visitato cinque o quattro aree per verificare se trovassimo rifiuti", ha raccontato all’agenzia di stampa Reuters Theodora Francis, 31 anni, una sub che vi ha preso parte –. "Nella maggior parte non ne abbiamo trovati... ma in alcune sì”. Senza particolare sorpresa, ha spiegato la volontaria, il sito dove è stata rinvenuta la maggior quantità di rifiuti era il porto principale di Votsi, dove si concentrano la maggior parte del turismo e della pesca dell’isola.

Per proteggere la sua biodiversità costiera, la Grecia ha promesso di creare altri due parchi marini nell'Egeo e nel Mar Ionio a ovest, nell'ambito di 21 iniziative per un valore di 780 milioni di euro (887,5 milioni di dollari). Atene ha poi legiferato l'estensione delle aree marine protette al 30% delle sue acque territoriali entro il 2030 e ha presentato all'UE piani che definiscono come organizzerà la pesca, il turismo e l'energia offshore.

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"Le persone di tutto il mondo dovrebbero sapere che abbiamo la forza di cambiare tutto - ha dichiarato George Sarelakos, 46 anni, presidente di Aegean Rebreath, l'agenzia greca che ha organizzato l'operazione. – Crediamo fermamente nella responsabilità individuale delle persone, investiamo in questo".

Nonostante l’apparenza anche delle immagini possa fare un certo effetto, il dirigente della non profit ambientalista non giudica negativamente quanto osservato sui fondali del parco. Almeno se messo a confronto con quanto accade altrove. Semmai, a suo avviso, Alonneso può essere un modello per la protezione dei mari. "Se ogni isola avesse lo stesso interesse nel prendersi cura del proprio ambiente, avremmo la situazione che abbiamo qui in molte altre isole”.

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