Francia. A tre anni dai devastanti incendi dell'estate 2022, la controversa ricostruzione dei campeggi attorno alla Duna di Pilat, la più grande d'Europa, situata nel sud-ovest del Paese, nell’estuario della Gironda, oltre Bordeaux. sta alimentando un dibattito più ampio sul futuro del sito, tra sfide ambientali e problematiche turistiche. Pochi giorni prima dell'Ascensione, per tradizione il primo picco di affluenza in un sito che ogni anno attrae 2 milioni di visitatori, recinzioni in legno sormontate da cartelli di "divieto di sosta" costeggiano la strada per chilometri.
In fiamme 30mila ettari di foresta nella Gironda
Nell'estate del 2022, il fuoco partito da un furgone sotto i pini aveva innescato il primo degli incendi che avevano devastato oltre 30.000 ettari della foresta della Gironda, compresi 7.000 ettari adiacenti alla duna, a La Teste-de-Buch. L'unico parcheggio presente nel sito, vincolato dagli anni '90 e gestito da un consorzio misto, è stato ristrutturato senza ampliamenti, allontanando le auto e realizzando un'ampia zona pedonale, sabbiata e dotata di grandi pannelli esplicativi.
"È un sito naturale aperto, non possiamo limitarlo, ma dobbiamo trovare un equilibrio", spiega all’agenzia di stampa France Presse Nathalie Le Yondre, presidente del sindacato congiunto. "Stiamo facendo molta comunicazione per scaglionare d e distribuire la frequentazione e ci stiamo concentrando molto sulla sensibilizzazione e sulla mediazione."
Sulla cima della duna più grande d'Europa, a 101 metri di altitudine, turisti e studenti provenienti dalle città vicine, dalla Spagna e dalla Germania si godono la vista della punta di Cap Ferret, dell'Oceano Atlantico... e, in lontananza, dei bungalow costruiti sul fianco delle dune.
La riapertura parziale dei campeggi
Dei cinque campeggi incendiati nel 2022, alcuni dei quali erano in contenzioso con lo Stato, due sono stati riaperti solo parzialmente, ma vengono sottoposti a critiche per ka riqualificazione non conforme, mentre un altro è stato chiuso con decisione dell’amministrazione. Su quest'ultima area, i cui lavori erano stati congelati lo scorso marzo, sono stati eretti edifici in cemento e muri di contenimento, ben lontani dalla promessa di Emmanuel Macron del 2022 di "aiutare a ricostruire", ma semplicemente "secondo gli standard".
"La strada per il paradiso inizia qui... ma ‘lì’ distruggono, ricoprono di cemento", si lamenta lo chef di un ristorante su una famosa spiaggia a sud della duna. Per Jacques Storelli, presidente di un'associazione ambientalista che ha contestato gli "sbalorditivi" permessi di ricostruzione rilasciati nel 2023, "il sito è stato rovinato e il restauro sarà molto complicato". In un rapporto del 2024, l'Ispettorato generale per l'Ambiente e lo Sviluppo sostenibile ha ritenuto "deplorevole" che la "ricostruzione" avesse "prevalso" sulla "conservazione del paesaggio del sito".
Il rinvio dell’iscirizone ai Grand Ssite de France
Il sindacato misto ha "preso atto delle raccomandazioni del rapporto" e da allora ha "posposto" la richiesta della duna di Pilat per il marchio "Grand Site de France", che riunisce le aree turistiche d'eccezione del Paese. "Si tratta di una vera e propria occasione persa", lamenta il consigliere regionale e comunale di Arcachon Vital Baude. Per l’ambientalista, dopo gli incendi, sarebbe stato necessario "considerare il sito come un monumento naturale e non come un'attrazione turistica. Ma l'emozione ha preso il sopravvento e lo Stato si è rifiutato di fare marcia indietro".
Secondo gli scienziati, la duna di Pilat, lunga circa 3 km, ogni anno si ritira verso la foresta sotto l'azione dei venti atlantici. "La vecchia piscina del campeggio è ormai sotto la sabbia", afferma Franck Couderc, gestore del campeggio Dune, fondato negli anni '60 e reso famoso con il nome "Les flots bleus" nel film di successo "Camping", girato con Franck Dubosc nel 2006. L’escercente spiega che "siamo tutti aperti ad andarcene. In ogni caso, tra 15 anni al massimo, spariremo Nel frattempo, rappresentiamo 300 posti di lavoro diretti e indiretti nella zona."
Pensare in piccolo
"I nostri detrattori ci presentano come ossessionati dal denaro, ma qui ci limitiamo, ci piace stare in uno spazio piccolo e umano, senza sovraffollamento." "Altrove, ci sarà spazio per costruire grandi campeggi con scivoli e piscine giganti, e allora avremo un turismo di massa", avverte il gestore, il cui terzo delle case mobili installate dopo gli incendi, chiuse dall'amministrazione, è "in fase di regolarizzazione". Il comune di La Teste-de-Buch, che dopo gli incendi aveva assicurato che "un euro speso per camper" si traduceva in tre euro di spesa su tutto il territorio, non ha commentato, per ora.