Principato di Monaco, la novità Mareterra: un’isola che si propone green firmata dalle archistar
di Micol PassarielloPiù di mille alberi, parchi pensili, giardini giapponesi, piste ciclabili, una lunga passeggiata a filo d’acqua, grotte sottomarine e installazioni artistiche che non ti aspetti. Si chiama Mareterra la svolta verde di Monaco, ed è il primo quartiere che, come suggerisce il nome, nasce sull’acqua, creando un ponte tra mare e terra che estende per la prima volta la superficie del Principato.
Piano, Ando e Foster le firme
La zona, seppur vicinissima alle attrazioni del centro, è un’area residenziale dai ritmi slow, lontana dagli abbagli del jet set che Montecarlo solitamente offre. Specchi d’acqua marina, cemento grezzo, grandi vetrate fanno da cornice ai pochi spazi commerciali e alle architetture dal design all’avanguardia, progettate dai grandi nomi dell’architettura internazionale, da Renzo Piano a Tadao Ando, fino a Lord Norman Foster. Il paesaggista Michel Desvigne ha curato l’animo verde della zona, creando parchi da vivere per residenti e turisti. C’è anche un porticciolo, il Qua…
Più di mille alberi, parchi pensili, giardini giapponesi, piste ciclabili, una lunga passeggiata a filo d’acqua, grotte sottomarine e installazioni artistiche che non ti aspetti. Si chiama Mareterra la svolta verde di Monaco, ed è il primo quartiere che, come suggerisce il nome, nasce sull’acqua, creando un ponte tra mare e terra che estende per la prima volta la superficie del Principato.
Piano, Ando e Foster le firme
La zona, seppur vicinissima alle attrazioni del centro, è un’area residenziale dai ritmi slow, lontana dagli abbagli del jet set che Montecarlo solitamente offre. Specchi d’acqua marina, cemento grezzo, grandi vetrate fanno da cornice ai pochi spazi commerciali e alle architetture dal design all’avanguardia, progettate dai grandi nomi dell’architettura internazionale, da Renzo Piano a Tadao Ando, fino a Lord Norman Foster. Il paesaggista Michel Desvigne ha curato l’animo verde della zona, creando parchi da vivere per residenti e turisti. C’è anche un porticciolo, il Quai du Petit Portier, un porto turistico dalle dimensioni contenute, che può ospitare fino a 16 imbarcazioni, con pontili attorno a negozi, ristoranti, gallerie d’arte.
Il tutto con il benestare dell’ambiente. Sostenibile e innovativo, con il 40 per cento della superficie, alimentato da 9mila metri quadrati di pannelli solari, pompe di calore geotermiche con acqua marina, che coprono fino all’80?per cento del fabbisogno energetico, la raccolta dell’acqua piovana per giardini e un’illuminazione sensorizzata smart, il nuovo eco-quartiere recentemente inaugurato nasce per dimostrare che un futuro verde è possibile. Non sentirete il rombo delle auto da corsa (a tanti zeri) che circolano per le strade del Principato, perché la zona è anche car-free: sul piano stradale spazio solo a pedoni e bici.
La passeggiata con vista
Per farsi un’idea della zona, si può percorrere la passeggiata Prince Jacques, che cammina sul lungomare offrendo il panorama continuo sulla costa e la baia. Mentre camminate, vi imbatterete in diverse curiose sorprese, come la stanza della meditazione realizzata dall’artista vietnamita Tia?Thuy Nguyen, nota per le sue installazioni evocative che uniscono luce, natura e spiritualità: una sala silenziosa ricoperta interamente di quarzo rosa e pietre colorate, con la luce naturale che filtra dal lucernaio, creando un effetto di spaesamento e di relax. Più avanti, proseguendo la passeggiata, un’altra porta invita a entrare: si chiama Grotta blu, un’installazione che mostra cosa c’è sotto il quartiere, dove flora e fauna verranno ripopolati. I giganteschi cassoni di fondazione che sostengono l’intera estensione artificiale del quartiere creeranno un ambiente adatto alla colonizzazione di spugne, pesci e alghe, integrandosi sempre più nell’ecosistema costiero.
Il fascino di un club retrò
Nota anche come Anse du Portier o Le Portier, fermatevi qui a godere dell’atmosfera rilassata tra i tavoli del Marlow, nuovo locale della Monte-Carlo Société des Bains de Mer che proietta tra le atmosfere di un club tipicamente anglosassone, ispirato alla letteratura inglese di fine XIX secolo, con l'interior design eclettico di Hugo Toro e il dehors affacciato nel cuore del nuovo quartiere. A proposito di cucina, questa è una meta che racchiude a breve distanza i sapori da ogni angolo del mondo, e alcune delle più interessanti novità della scena gastronomica internazionale. Una breve passeggiata vi condurrà tra le note greche del Maona, che, al fresco di un pittoresco pergolato, porta qui un angolo di Mikonos tra pescato alla griglia, verdure di stagione, la vista sul mare e il profumo della macchia mediterranea.
Il giardino marino
Al tramonto però accomodatevi sulla terrazza di Elsa, il ristorante del Monte-Carlo Beach: l’iconico indirizzo balneare, a filo d’acqua anche questo, presenta una delle novità più calde della stagione dove il filo verde della sostenibilità continua. Elsa, insignito dalla Guida Michelin 2025, è il locale di cucina gourmet guidato dallo chef Marcel Ravin, che propone una carta ecoresponsabile pensata proprio tra mare e terra, con ispirazioni all'habitat marino, nel quale i sapori del mare si fondono abilmente con i tesori del luogo. Lo chef mette in ogni piatto che prepara il meglio del suo "giardino marino", come ama ricordare lui stesso. Grazie all’impiego del pescato locale e all’uso dell’acqua di mare anche nella cottura al vapore, nonché delle verdure provenienti dall’azienda agricola Domaine d'Agerbol, situata sulle colline sopra Roquebrune-Cap-Martin.
La nota in più la fa il panorama (defilato) sulle onde, davanti alla celebre vasca olimpionica con acqua di mare, le cabanas retrò, il lido con il sapore della villeggiatura anni Sessanta e il pontile a righe gialle firmato Jacquemus. Per una pausa di gusto, il ristorante-brasserie Deck, vestito da Dorothée Delaye, invita a un pranzo mediterraneo in un’atmosfera esotica e rilassata.
La terrazza con veduta
Ma, a proposito di terrazze e vedute d’eccezione: ne vanta una strepitosa, circolare, Amazonico. Dal locale, situato sul rooftop del Café de Paris, luogo simbolo della dolce vita locale, con le sue atmosfere allegre immerse nel verde, l'atmosfera latino-brasiliana e la cucina creativa, anima le serate a suon di cocktail e musica dal vivo. Prima di chiudere la serata, concedevi un drink al Bar Americano, all’interno dell'Hôtel de Paris Monte-Carlo. Con un’atmosfera rarefatta d’altri tempi, mettetevi comodi, ordinate uno dei famosi cocktail e ammirate le foto grafie esposte. Infatti sulle pareti c’è una galleria che racconta la storia di questo mitico indirizzo, con le star, gli artisti e le dive che l’hanno reso famoso. A breve, sempre qui, aprirà il suo locale anche il famoso pasticcere Cédric Grolet, con i dolci irresistibili che sembrano opere d’arte.