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Everest, 15mila dollari per salire, 97 vette nepalesi free: il piano anti-overourism nell’Himalaya

I provvedimenti del governo di Katmandu contro il sovraffollamento – e il crescente rischio di incidenti mortali – sul tetto del mondo: permessi a costo zero per scalare vette poco frequentate, e il primo aumento in 10 anni per la tariffa della vetta vinta da sir Hillary. Per ascendere la quale bisognerà aver domato almeno un “Settemila”
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Quasi 100 nuove vette accessibili senza dover pagare costosi pass; aumento invece della tariffa che permette la scalata dell’Everest, che salirà fino a 15mila dollari, mentre si pensa di introdurre requisiti minimi per chi intende salire sul tetto del mondo: su tutte l’aver almeno scalato un Settemila nella propria carriera alpinistica.

Sono queste le iniziative del governo del Nepal, che mirano, da un lato ad arginare l’overtourism di altissima quota di cui la montagna domata per la prima volta da sir Edmund Hillary è sempre più vittima, e le sue stesse conseguenze – morti in alta quota e degrado ambientale; dall’altro da diversificare la stessa offerta turistica del Paese himalaiano, promuovendo anche le aree meno frequentate.

Il primo aumento da un decennio

Ricapitolando, secondo quanto riferisce la Bbc, Katmandu renderà accessibili gratuitamente 97 delle sue montagne himalayane per i prossimi due anni, mentre la quota per l’accesso all’Everest verrà incrementata già da settembre e portata fino ai 15mila dollari (quasi 13mila euro al cambio attuale) per la stagione di picco, quella di aprile-maggio. Si tratta del primo aumento della tariffa in quasi un decennio.

Il dipartimento nepalese del turismo spera che l'iniziativa metta in luce "i prodotti e le destinazioni turistiche inesplorate" del Paese. L'alpinismo genera una fonte di reddito significativa per il Nepal, che ospita otto delle dieci montagne più alte del mondo. L'anno scorso, le quote di iscrizione per le scalate hanno fruttato 5,9 milioni di dollari, di cui oltre tre quarti per salire sull'Everest.

Le province dell’ovest da promuovere

Le vette per le quali non saranno applicate tariffe si trovano nelle province nepalesi di Karnali e Sudurpaschim e hanno un'altezza compresa tra 5.970 e 7.132 metri. Situate nell'estremo ovest del Nepal, sono tra le sue aree più povere".

Nonostante la loro bellezza mozzafiato, il numero di turisti e alpinisti è molto basso, perché l'accesso è molto difficile. Ci auguriamo che la nuova disposizione possa essere d'aiuto", ha raccontato al Kathmandu Post Himal Gautam, direttore del dipartimento del Turismo del Nepal. "Possono creare posti di lavoro, generare reddito e rafforzare l'economia locale".

Non è chiaro se le autorità abbiano in programma di migliorare le infrastrutture e la connettività di queste aree remote, nè quanto bene le comunità di queste zone potrebbero gestire l'afflusso di scalatori, se l'iniziativa "free-to-climb" dovesse decollare. Storicamente, gli alpinisti hanno mostrato scarso interesse per queste vette remote: solo 68 di loro si sono avventurati lì negli ultimi due anni. Al contrario, solo nel 2024 sono stati rilasciati circa 421 permessi di scalata per l'Everest.

La sentenza della Corte suprema

Come noto, la vetta più alta del mondo è afflitta da un forte sovraffollamento, problemi ambientali e una serie di tentativi di scalata fatali. Nell'aprile 2024, la Corte Suprema del Nepal aveva ordinato al governo di limitare il numero di permessi di alpinismo rilasciati per l'Everest e diverse altre vette, affermando che la capacità di queste montagne "deve essere rispettata".

A gennaio è stato annunciato un aumento del 36% sui prezzi dei permessi. Per chi tenta la vetta al di fuori dell'alta stagione, da aprile a maggio, il costo per scalare l'Everest sarà ora di 7.500 dollari da settembre a novembre e di 3.750 dollari da dicembre a febbraio. Il parlamento nepalese sta poi da qualche tempo discutendo una nuova legge che richiederà a chiunque voglia scalare l'Everest di aver prima raggiunto la vetta di una montagna superiore ai 7.000

metri nel Paese.

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