Viaggi

South Dakota, il Far West dei paesaggi wild e dei monumenti icona. Dai presidenti a Cavallo Pazzo

Crazy Horse Memorial aerial @Travel South Dakota
Crazy Horse Memorial aerial @Travel South Dakota 

Lo stato nel Midwest degli Stati Uniti è una terra di ambienti selvaggi, mandrie di bufali e città western. Qui la natura regala scenari unici come il Parco nazionale delle Badlands e il Custer State Park, ma anche monumenti iconici come le statue del monte Rushmore. E presto, quella dedicata all’eroe nativo, che sarà la più grande del mondo

7 minuti di lettura

C’è una parte di America dove si respira ancora l’atmosfera autentica del Far West, una zona dove il paesaggio è fatto di pianure immense e colline nere, mandrie di bufali che pascolano sulle terre sacre dei nativi americani, quelle dei Sioux e Lakota, e dove nella roccia sono stati resi immortali quattro presidenti degli Stati Uniti. Una parte di America dove è facile incrociare un vero cowboy e dove sta per essere realizzato il monumento su roccia più grande al mondo, dedicato all’eroe nativo americano Cavallo Pazzo. Siamo in South Dakota, uno degli stati meno popolati nel Midwest, dove la storia del passato e la natura selvaggia affascinano e stupiscono il forestiero che arriva da lontano.

Badlands National Park @Daniela Solito
Badlands National Park @Daniela Solito 

Su un promontorio roccioso delle Black Hills si scorge un viavai di gru e macchinari di ultima generazione al lavoro per realizzare un monumento da record mondiale, omaggio a Crazy Horse, l’eroe Lakota che nel 1876 sbaragliò il generale Custer nella battaglia di Little Bighorn. “Ci vorranno ancora una trentina di anni o qualcosa di più prima che l’opera venga completata”, spiega Terry DeRouchey, vicepresidente del servizio visitatori del Crazy Horse Memorial, che mi accompagna durante il sopralluogo.

La statua di Cavallo Pazzo, quasi 120 metri

Fino a ora sono stati realizzati il volto dell’eroe e il dito che indica le terre eredità degli indiani. Quando sarà completato – con il busto dell’uomo e il suo cavallo - misurerà 117 metri di altezza e 195 di lunghezza: sarà il monumento su roccia più grande al mondo. “I miei colleghi capi e io vorremmo che l’uomo bianco sapesse che anche i pellerossa vantano grandi eroi”, scrisse in una lettera Standing Bear, capo Lakota, quando invitò lo scultore di origine polacca Korczak Ziolkowski a scolpire il monumento.

I lavori presero il via nel 1949 e a oggi è possibile visitare la scultura con una navetta che porta i visitatori a una distanza di sicurezza dal cantiere. “Due volte all’anno viene organizzata una marcia che consente ai partecipanti di arrivare a piedi fino a toccare il volto del guerriero. Viene data la possibilità di portare tre dispenser di cibo a testa, da donare a chi ne ha bisogno”, racconta DeRouchey. E aggiunge quanto sia importante questo progetto educativo e umanitario dedicato alla protezione e alla conservazione delle culture, delle tradizioni e del patrimonio vivente degli indiani nordamericani.

Un bisonte nel Parco nazionale delle Badlands @Daniela Solito
Un bisonte nel Parco nazionale delle Badlands @Daniela Solito 

A poco meno di 9 miglia da qui, sul monte Rushmore, si erge un altro simbolo del patriottismo americano. I volti di George Washington, Thomas Jefferson, Theodore Roosevelt e Abraham Lincoln, che rappresentano rispettivamente la nascita, la crescita, lo sviluppo e la stabilità degli Stati Uniti, si vedono già dal finestrino dell’auto in corsa. Fa un certo effetto trovarsi davanti agli occhi l’opera imponente scolpita nella roccia, che misura la bellezza di 18 metri di altezza, icona americana rappresentata su quasi tutti i libri di storia.

L’italiano del Mount Rushmore

Visitando il museo del parco nazionale scopro che al mastodontico lavoro di realizzazione ha contribuito in maniera importante un immigrato italiano, Luigi Del Bianco, originario del Friuli-Venezia Giulia. A Del Bianco, che lavorò accanto all’ideatore del progetto Gutzon Borglum, venne riconosciuto il merito di aver realizzato i dettagli dei volti dei presidenti, rendendoli quasi vivi. I lavori, avviati nell’ottobre del 1927, durarono 14 anni. Come mai vennero scelti proprio questi quattro presidenti? Fu Borglum a decidere, perché dal suo punto di vista rappresentavano gli eventi più importanti nella storia degli Stati Uniti. E per l’attuale presidente degli Usa, Donald Trump, che recentemente aveva sperato di poter essere scolpito accanto ai Big Four - dopo la proposta di legge presentata dalla deputata Repubblicana della Florida - resterà soltanto un sogno: troppo complicato da realizzare sia politicamente sia concretamente.

Le statue dei quattro presidenti sul monte Rushmore @Daniela Solito
Le statue dei quattro presidenti sul monte Rushmore @Daniela Solito 

Rapid City, conosciuta come Rapid, è un’ottima base per visitare la zona grazie alla sua posizione strategica. Passeggiando nella Downtown di questa placida cittadina, la sfida è riuscire a trovare e fotografare tutte le statue dei presidenti americani dal 1789 a oggi, realizzati in bronzo a grandezza naturale e in una posa che li caratterizza. Dalla facciata esterna in stile Tudor tedesco si riconosce uno degli alberghi storici più importanti degli Stati Uniti: l’Hotel Alex Johnson. Costruito negli anni Venti, ha ospitato diversi presidenti, fra cui Franklin D. Roosevelt, Dwight D. Eisenhower, Richard Nixon e Ronald Reagan, oltre a cantanti come Elton John e Ozzy Osbourne. E al suo interno conserva ancora il fascino di una volta, con il lampadario nell’imponente lobby decorato con le lance originali dei guerrieri e le piastrelle dai motivi Sioux dipinte a mano.

La statua del presidente Ronald Reagan a Rapid City @Daniela Solito
La statua del presidente Ronald Reagan a Rapid City @Daniela Solito 

L’hotel dei fantasmi

Secondo la leggenda è anche uno degli hotel più infestati dai fantasmi, tanto che vengono organizzati ghost tour all’ottavo piano, dove raccontano che la notte si aggiri per i corridoi il fantasma di una donna in bianco, una giovane sposa che negli anni Settanta si suicidò gettandosi dalla finestra della stanza 812. Si sarebbe trattato di omicidio, invece, e per questo la giovane vagherebbe ancora oggi in cerca dei responsabili della sua morte. Merita anche soltanto una visita il Prairie Edge, una galleria d’arte più che un negozio, dove sono in vendita oggetti, mobili, gioielli, manufatti tradizionali e artigianali e opere d’arte realizzati dalle tribù delle Great Plains settentrionali. L’arte a Rapid si respira anche a cielo aperto, in particolare tra la 6th e la 7th Street, e tra Main Street e Saint Joseph Street, dove si incontra l’Art Alley, vicoli ricoperti di opere di street art, un progetto nato nel 2003 come una galleria organica e comunitaria.

Lo storico Hotel Alex Johnson a Ripa City @Daniela Solito
Lo storico Hotel Alex Johnson a Ripa City @Daniela Solito 

In lontananza il paesaggio delle Badlands è surreale: arcobaleni su roccia. Quando entri nel parco, guidando fra canyon, pinnacoli e guglie, lo scenario diventa onirico. Dopo aver visitato il Parco nazionale di Yellowstone pensi di aver visto tutta la bellezza che la natura può offrire, ma arrivando alle Badlands si resta a bocca aperta. I colori, le sfumature delle rocce brillano anche quando il cielo è nero e carico di nuvole.

I colori delle Badlands

I bisonti ai bordi della strada sembrano essersi messi in posa per consentire ai visitatori voraci di scattare la foto da copertina del National Geographic. In un contesto del genere, realizzare lo scatto perfetto non è così difficile. Nei 244mila acri del parco si trovano suggestivi depositi geologici che contengono uno dei giacimenti fossili più ricchi al mondo. E qui oggi vivono bisonti, pecore bighorn, cani della prateria, antilopi, cervi e furetti dai piedi neri, che è possibile incontrare attraversando il parco.

Il consiglio per chi ha tempo a sufficienza è di fermarsi lungo il tragitto in tutti i punti di osservazione segnalati sulla mappa. I più scenografici sono: il Castle Trail, il Fossil Exhibit Trail, il Big Foot Pass Overlook, Panorama Point, Pinnacles Overlook, Sage Creek Basin Overlook. C’è la possibilità di campeggiare nel parco o, per chi vuole essere più comodo, di prenotare una delle Badlands Frontier Cabins per dormire in una casetta di legno, arredata in stile nativi d’America, dotata di un patio con visto sulla natura infinita.

Badlands National Park @Daniela Solito
Badlands National Park @Daniela Solito 

Il mammut di Hot Springs

Prima di visitare il Mammoth Site di Hot Springs, non lontano da Rapid City, la mia conoscenza in fatto di mammut era limitata ai libri di scuola. Soltanto vedendoli sotto di me mi sono resa conto di quando sia affascinante scoprire i resti di animali appartenuti all’Era glaciale, due milioni di anni fa. La storia è questa: nel 1974 un bulldozer che stava scavando la terra per un progetto di costruzione si è imbattuto in ossa gigantesche e il figlio dell’operaio, che aveva seguito un corso di geologia, consultò il suo professore Jim Mead per mostrargli le ossa ritrovate. Si accorsero che si trattava di ossa di mammut e i lavori vennero interrotti per trasformare quel sito nel luogo più grande negli Stati Uniti in cui ammirare resti fossili di mammut. “Il sito doveva essere allora una sorta di conca ripiena di acqua calda dove i mammut, ma anche altri animali di cui sono stati recuperati i resti, come cammelli, lama, lupi, coyote, cani della prateria e orsi, entravano per bagnarsi”, spiega la guida del museo.

Il Mammoth Site di Hot Springs @Daniela Solito
Il Mammoth Site di Hot Springs @Daniela Solito 

Ma mentre per gli altri animali, più agili, era semplice uscirne, i mammut rimanevano intrappolati fino alla loro morte. “Gli esemplari che abbiamo trovato erano tutti giovani maschi, capite?”, ironizza la guida spiegando che le femmine erano abbastanza sveglie da non avvicinarsi nemmeno al precipizio. Fino a ora sono state recuperate 122 zanne che presumibilmente dovrebbero appartenere a 61 mammut, ma gli scavi, i lavori di ricerca e di studio delle ossa continuano ancora oggi. Anzi, dal Mammoth Site invitano i volontari da tutto il mondo a farsi avanti.

Sylvan Lake nel Custer State Park @Daniela Solito
Sylvan Lake nel Custer State Park @Daniela Solito 

Arrivo al Sylvan Lake, all’interno del Custer State Park, con un cielo grigio e una leggera pioggia, ma nonostante le condizioni avverse mi sembra un luogo incantevole: i needles, pinnacoli di granito, si specchiano nell’acqua che riflette assieme gli alberi, i fiori e i cespugli vestiti d’autunno. E’ un quadro che raccoglie le quattro stagioni.

Bisonti, la mandria è kolossal

Qui si trova una fra le mandrie di bisonti allo stato brado più numerose al mondo, con circa 1.300 esemplari, e la Wildlife Loop Rd è il percorso migliore per avvistarli. Tra fitte foreste di pini e canyon dalle pareti rosse si possono percorrere la Needles Hwy oppure la Iron Mountain Rd, definita da Bernie Hunhoff, uno scrittore del South Dakota, “una delle 17 miglia più tortuose che tu abbia mai percorso”. Ci si avventura fra tornanti, saliscendi e strette gallerie dove un pick-up passa a stento, ma il paesaggio è mozzafiato. Da non perdere il punto panoramico Norbeck Overlook per una vista privilegiata sulle Black Hills.

Needles nel Custer State Park @Travel South Dakota
Needles nel Custer State Park @Travel South Dakota 

Non lontano da Rapid City si raggiunge Deadwood, cittadina western resa celebre dall’omonima serie televisiva, oggi invasa dal turismo di massa e dagli amanti del gioco d’azzardo. La presenza massiccia di casinò e di negozi di souvenir dozzinali ha lasciato poco di autentico in quella che una volta era una città importante durante la corsa all’oro. Più caratteristica, invece, è Wall Drug, una volta definita con ironia "il centro geografico del nulla", che ha avuto successo per l’idea di offrire acqua ghiacciata gratuita ai viaggiatori stanchi della strada e che, a distanza di ottant’anni, porta ancora avanti questa iniziativa.

Il treno di Hill City

Fra ristoranti in stile Far West, negozi che vendono boots in impensabili tipi di pelle di animali e giocattoli per bambini, Wall attira ogni anno oltre due milioni di visitatori. Per gli appassionati di western anche Hill City ha un suo perché, soprattutto per la possibilità di salire a bordo del treno a vapore 1880 Train, gestito dalla Black Hills Central Railroad, per un viaggio panoramico attraverso le Black Hills fino a Keystone, percorrendo la linea originale.

La cittadina western Deadwood @Daniela Solito
La cittadina western Deadwood @Daniela Solito 

Prima di lasciare il South Dakota visito Sioux Falls, la più grande città dello stato. La sua particolarità, come suggerisce il nome, è legata alle piccole cascate formate dal fiume Big Sioux che scorre fra le rocce del Falls Park. Le cascate hanno giocato un ruolo fondamentale attirando popolazioni di nativi: Ho-Chunk, Ioway, Otoe, Missouri, Omaha, Quapaw, Kansa, Osage, Arikira, Dakota, Nakota e Cheyenne, che abitarono qui prima dell’arrivo degli europei. E nella Downtown si trovano negozi di vestiti, scarpe e alimentari di alto livello, così come ristoranti eleganti e i pub sfiziosi. L’Hotel on Phillips, che nel 1918 era stato costruito per ospitare la Sioux Falls National Bank, all’epoca della sua costruzione era l'edificio più alto nel South Dakota. Oggi conserva ancora le colonne, i lampadari originali e il caveau della banca con la sua porta da 16 tonnellate e i catenacci da 60 centimetri. In città si possono esplorare oltre 70 parchi e percorsi in mezzo alla natura. Per una guida su come organizzare un viaggio negli Stati Uniti, con consigli e informazioni utili, è possibile consultare il sito visittheusa.com e nel dettaglio per il South Dakota anche il sito Travelsouthdakota.com.

Sioux Falls, la più grande città del South Dakota @Daniela Solito
Sioux Falls, la più grande città del South Dakota @Daniela Solito 

I commenti dei lettori