Francescana, la gara storica diventa ciclovia permanente. La via più lenta per scoprire l’Umbria
di Paolo RibichiniLentius, Profundius, Suavius. Più lento, più profondo, più dolce. In Umbria hanno fatto proprio il motto dell’ambientalista Alexander Langer, lanciato nel 1994 dal palco del convegno giovanile di Assisi. Un ribaltamento netto del motto olimpico immaginato dal barone De Coubertain: Citius (più veloce), Altius (più alto), Fortius (più forte). Un invito a rallentare, a osservare, a rispettare l’altro, in un mondo che va sempre più veloce. E proprio sulla base di questo motto che si ispira la Francescana, ciclostorica (si corre ogni anno dal 2015 con biciclette e abiti d’epoca a metà settembre) da Foligno fino al territorio di Montefalco e ritorno, e da poco ciclovia permanente - tra Assisi e Spoleto, nella valle Umbra - che consente di scoprire il territorio del sagrantino, dell’olio evo e della spiritualità. Tra chiese antiche, frantoi e cantine. Da scoprire sui pedali, praticamente tutto l’anno. “Dal successo della manifestazione è nata una visione più ampia” spiega Giada Bollati, diri…
Lentius, Profundius, Suavius. Più lento, più profondo, più dolce. In Umbria hanno fatto proprio il motto dell’ambientalista Alexander Langer, lanciato nel 1994 dal palco del convegno giovanile di Assisi. Un ribaltamento netto del motto olimpico immaginato dal barone De Coubertain: Citius (più veloce), Altius (più alto), Fortius (più forte). Un invito a rallentare, a osservare, a rispettare l’altro, in un mondo che va sempre più veloce. E proprio sulla base di questo motto che si ispira la Francescana, ciclostorica (si corre ogni anno dal 2015 con biciclette e abiti d’epoca a metà settembre) da Foligno fino al territorio di Montefalco e ritorno, e da poco ciclovia permanente - tra Assisi e Spoleto, nella valle Umbra - che consente di scoprire il territorio del sagrantino, dell’olio evo e della spiritualità. Tra chiese antiche, frantoi e cantine. Da scoprire sui pedali, praticamente tutto l’anno. “Dal successo della manifestazione è nata una visione più ampia” spiega Giada Bollati, dirigente della Francescana. L’obiettivo è stato quello di “trasformare l’esperienza annuale in un’opportunità di cicloturismo fruibile tutto l’anno, percorribile con biciclette di tutti i tipi, che non si limita a lambire i centri storici, ma entra nel cuore dei borghi medievali”.
Tra il sagrantino e gli uliveti, il percorso permanente
La ciclovia permanente della Francescana si distende per 165 chilometri, da fare preferibilmente in più tappe per godere appieno dei paesaggi, dei borghi, dei luoghi e dei sapori lungo il percorso. È una ciclovia di media difficoltà (se affrontata in due o tre giorni), con 2300 metri di dislivello, in buona parte su strade bianche. Si può affrontare con qualsiasi tipo di bicicletta che abbia copertoni leggermente tacchettati. Perfetta per la gravel. Tutta la segnaletica sarà completata, dicono gli organizzatori, entro marzo 2026.
Da Foligno ad Assisi
Si tratta di un tracciato circolare che parte e si conclude nella città di Foligno. Dalla città considerata il “centro del mondo” nell’antichità, si raggiunge Assisi dove vale una sosta la Basilica di San Francesco, uno dei luoghi spirituali più importanti al mondo. Il tour prosegue per Cannara e Cantalupo verso sud-ovest.
Alla scoperta di Bevagna
Si giunge quindi a Bevagna che merita una visita approfondita. Questo borgo medievale, nato in realtà in epoca romana, custodisce dentro le sue mura Piazza Silvestri, fulcro della cittadina e una delle piazze medievali più belle dell’Umbria. Qui si affacciano il Palazzo dei Consoli e la Chiesa di San Michele Arcangelo, con campanile gotico e interni barocchi. Da non perdere poi l’antico lavatoio pubblico.
Nel territorio del Sagrantino. Montefalco
Proseguendo lungo la sponda destra del fiume Clitunno, si passa alle pendici della collina sormontata da un altro bellissimo borgo: Montefalco. La ciclovia, quindi, svoltando a destra, inizia a salire. Si entra nel territorio del Sagrantino, tra ulivi e vigne. A Montefalco da non perdere la Chiesa di San Francesco che ospita il Museo Civico con affreschi di Benozzo Gozzoli, tra cui il celebre ciclo sulla vita di San Francesco. Si prosegue quindi per Gualdo Cattaneo e poi si torna indietro verso Bastardo, Giano dell’Umbria e Spoleto.
Spoleto, alla scoperta della fortezza
A Spoleto meglio lasciare la bicicletta per scoprirla utilizzando il complesso sistema di scale mobili e ascensori che fungono da vera e propria metropolitana. Da non perdere nella cittadina umbra la Rocca Albornoziana, imponente fortezza del XIV secolo che domina la città e residenza di Lucrezia Borgia, e il vicino Ponte delle Torri, acquedotto medievale che collega la Rocca al Monteluco. Poco più in basso c’è il Duomo di Spoleto, chiesa romanica con affreschi di Filippo Lippi con la sua scenografica scalinata. Da non perdere, poi, anche una visita alla Casa Romana con i suoi mosaici e ambienti ben conservati. Si torna, quindi, a pedalare verso nord, verso Trevi, per poi giungere di nuovo a Foligno.
A caccia di cantine
Tra le cantine da visitare lungo il percorso, da non perdere la Arnaldo Caprai dove si produce il Sagrantino di Montefalco e dove si possono fare degustazioni e pic nic in vigna. Ma anche la Tenuta Castelbuono delle Tenute Lunelli dove la cantina si trasforma in un’enorme opera d’arte di Arnaldo Pomodoro: il Carapace. Qui si producono anche vini con antiche tecniche in anfora. Infine, non può mancare una visita all’azienda agricola San Pietro a Pettine dove assaggiare i prodotti locali e dove trascorrere la notte circondati da una campagna meravigliosa.
Incroci e sovrapposizioni
Il percorso della Francescana si sovrappone in alcuni tratti con la più nota ciclovia Spoleto-Assisi, mentre interseca anche altre ciclovie (alcune ad anello). Tra questa la Spoleto-Norcia sul tracciato di una vecchia ferrovia, tra rampe elicoidali e ponti, immersi nella natura. Oppure L’Anello del Trebbiano, tracciato dedicato alla scoperta della produzione del vino locale. Ha una lunghezza di 55 chilometri e con un dislivello di 900 metri. Il percorso tocca tutti i territori del Trebbiano Spoletino: oltre Castel Ritaldi, Giano dell’Umbria, Campello sul Clitunno, Trevi, Spoleto, tra strade bianche, sentieri e strade asfaltate.