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Fiabe, foliage e castagne: weekend slow alla scoperta della Tuscia

Foliage Monte Cimini
Foliage Monte Cimini 

I 60 anni del ponte che ha cambiato il destino di Civita di Bagnoregio, la rotta a Sant’Angelo e nelle faggete. Consigli per famiglie con bambini e per le soste golose

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Fiabe, foliage, castagne. I caldi colori dell’autunno, le foglie che scricchiolano sotto i piedi, le passeggiate nei piccoli borghi che sono patrimonio dell’Italia più autentica. Consigli per una pausa di un weekend slow nella Tuscia. L’itinerario parte da Civita di Bagnoregio per i 60 anni del ponte che ha cambiato il destino del piccolo borgo arroccato, fa rotta su Sant’Angelo conosciuto come il paese delle fiabe, si snoda nella faggeta dei Monti Cimino e Fogliano e nel bosco del Sasseto. E approda, suggerimento immancabile per i più piccoli, nel parco Tuscia Avventure sul lago di Vico, in quello dei Cinque Sensi a Vitorchiano e si conclude a Piani degli Alpaca nel più grande allevamento d’Italia.

Bosco Sasseto
Bosco Sasseto 

I 60 anni del ponte di Civita di Bagnoregio

Sessant’anni fa, il 12 settembre 1965, veniva inaugurato il ponte che avrebbe cambiato il destino e l’immagine di Civita di Bagnoregio. Per celebrare questa ricorrenza, il Comune e Casa Civita hanno ideato e realizzato la mostra “Il Ponte di Civita: 60 anni di un’icona”. Dopo la mostra impossibile perdersi la vista dei calanchi da Civita, passeggiare tra i vicoli da cartolina del borgo dove il tempo sembra essersi fermato e non gustare uno dei piatti a base di nocciole tipiche della Tuscia. Dove? C’è solo l’imbarazzo della scelta tra La Cantina di Arianna, il Pozzo dei desideri o il Forno di Agnese.

Mostra Palazzo Alemanni
Mostra Palazzo Alemanni 

Fiabe a Sant’Angelo

A pochi minuti di macchina, cercate Sant’Angelo troverete il paese delle fiabe. Vale il viaggio una passeggiata tra gli oltre venti murales dedicati ad Alice nel paese delle Meraviglie, Pinocchio, Peter Pan, la Spada nella Roccia. I colori e le favole, come spesso accade, servono per raccontare l’origine di questo progetto che è quello di dare nuova vita a un luogo che si stava ormai spopolando. Il circolo è stato in breve tempo virtuoso e hanno aperto ristoranti, case vacanze, artigiani che lavorano il legno, la ceramica o la pietra locale.

Sant'Angelo
Sant'Angelo 

Alla scoperta del foliage

La Tuscia è senza dubbio uno dei luoghi più suggestivi del Centro Italia per immergersi nello spettacolo del foliage autunnale. La Faggeta del Monte Cimino, dichiarata Patrimonio dell’Umanità Unesco, è uno dei boschi di faggi più antichi e meglio conservati d’Europa: inoltrarsi nel fitto intreccio di rami vuol dire fare un viaggio tra le sfumature di colore che vanno dal giallo dorato all’ambra, passando per i rossi accesi. L’unico suono è quello dei passi sul tappeto di foglie, l’aria fresca e il panorama che calma i sensi. Ristorarsi nella Baita della Faggeta è un piacere per il palato: pareti in pietra, se è bel tempo si mangia nei tavoli sotto gli alberi, piatti a base di funghi e cacciagione.

Più piccola, meno famosa ma non meno affascinante è la Faggeta di Monte Fogliano vicino al lago di Vico. L’autunno si tuffa nel lago che riflette tutte le sfumature delle foglie: si possono percorrere antichi cammini e c’è un percorso ad anello che arriva all’Eremo di San Girolamo.

Parco dei Cinque Sensi, Vitorchiano
Parco dei Cinque Sensi, Vitorchiano 

Ai piedi del borgo medioevale di Torre Alfina, il profumo del sottobosco, la nebbia leggera e i giganteschi tronchi portano al Bosco del Sasseto: si alternano querce, aceri e faggi fino a raggiungere il mausoleo neogotico del conte Edoardo Cahen, che venne qui sepolto.

Soste con i bambini

In un bosco di querce tra tavoloni in legno e barbecue, ecco il parco Avventura Tuscia mentre per chi vuole andare a raccogliere le ultime castagne il weekend in arrivo è perfetto con sagre a Canepina e Vallerano. A Vitorchiano vi aspetta il divertente Parco dei Cinque Sensi dove potrete sperimentare un percorso a piedi scalzi e attraversare un sentiero sensoriale adatto a tutta la famiglia. Dare da mangiare agli alpaca, fare una passeggiata nel parco con questi animali si può a Piani degli Alpaca, allevamento tra i più grandi d’Italia ideato da Michele Belli che ha recentemente aperto anche un ristorante con uno spazio all’aperto sotto un corridoio di pini che vale la visita.

Piani degli Alpaca
Piani degli Alpaca 

Dove mangiare

Soste golose immancabili a La Parolina, Acquapendente, ristorante portabandiera dell’alta gastronomia nel viterbese: piatti del territorio esaltati dall’eleganza e dalla ricerca gli chef Iside De Cesare e Romano Gordini. Dopo il pranzo si può soggiornare nel B&B La Letterina.

Vale la deviazione, invece, la Trattoria del Cimino dal 1895 a Caprarola: qui tra specchi, tavoli in legno e affreschi la famiglia Calistri gestisce con maestria lo storico locale ospitato in un palazzo del 1300. Pasta fatta in casa, salumi e formaggi della Tuscia, amatriciana e torta alle nocciole locali con zabaione.

Bistrot Piani degli Alpaca
Bistrot Piani degli Alpaca 

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