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Varsavia, itinerario nella capitale rinata. Lungo la Vistola, sulle orme di Chopin

Piazza del Mercato, Città Vecchia (Filip Kwiatkowski © City of Warsaw) 
Ricostruita pietra su pietra dopo la guerra, la città polacca ha moltissimo da offrire. Un tour sulle orme del grande musicista, che da 15 anni ha un museo (a firma italiana) dedicato
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Musica, buongusto e vodka sulle sponde del Vistola (“Wisla”, il fiume più lungo della Polonia) e sulle orme di Chopin. Pianista, poeta, compositore e viaggiatore sensibile è la guida ideale da seguire per scoprire la sua città natale. Benvenuti a Varsavia sulle note (non solo musicali) del mitico Fryderyk, l’elegante capitale della Polonia ricca di fascino e di tracce del musicista che ci ha regalato Polacche e Notturni, Valzer e Improvvisi che non ci stanchiamo di ascoltare e, in casi più fortunati, perfino di suonare.

Consapevoli della sua grande popolarità, i polacchi gli hanno dedicato un museo che quest’anno celebra 15 anni di attività, nel cuore della città, affidato a due architetti italiani (Ico Migliore e Mara Servetto, allievi milanesi di Achille Castiglioni) organizzato su vari livelli di visita, dai ragazzi agli adulti, dagli appassionati agli esperti e dove (al meno 1), ogni giorno in diversi orari prestabiliti, si tengono concerti live di pianoforte dedicati al suo reper…

Musica, buongusto e vodka sulle sponde del Vistola (“Wisla”, il fiume più lungo della Polonia) e sulle orme di Chopin. Pianista, poeta, compositore e viaggiatore sensibile è la guida ideale da seguire per scoprire la sua città natale. Benvenuti a Varsavia sulle note (non solo musicali) del mitico Fryderyk, l’elegante capitale della Polonia ricca di fascino e di tracce del musicista che ci ha regalato Polacche e Notturni, Valzer e Improvvisi che non ci stanchiamo di ascoltare e, in casi più fortunati, perfino di suonare.

Consapevoli della sua grande popolarità, i polacchi gli hanno dedicato un museo che quest’anno celebra 15 anni di attività, nel cuore della città, affidato a due architetti italiani (Ico Migliore e Mara Servetto, allievi milanesi di Achille Castiglioni) organizzato su vari livelli di visita, dai ragazzi agli adulti, dagli appassionati agli esperti e dove (al meno 1), ogni giorno in diversi orari prestabiliti, si tengono concerti live di pianoforte dedicati al suo repertorio. Un’ottima partenza e occasione per visitare una meta piena di attrazioni che molti italiani ancora non conosce.

Palazzo e giardini di Wilanów (Filip Kwiatkowski © City of Warsaw) 

Proprio come il centro di Varsavia, che i polacchi hanno ricostruito orgogliosamente pietra su pietra dopo le devastazioni delle guerra, facendone un esempio mondiale di restauro, i giardini mantenuti perfettamente, i percorsi ciclabili e pedonali lungo il fiume, veri e propri “boulevard” colorati di beach-bar, locali galleggianti, aree verdi, spiaggette urbane, i cafè storici nelle piazze che sono un invito a sostare per dolci e cioccolata da bis e un numero crescente di ristoranti degni di stelle Michelin che propongono cucina di tradizione (da provare i “pierogi”, ravioli ripieni a più gusti) e contemporanea accanto a vini del territorio (il “solaris”, bianco, da non perdere) vera rivelazione del buongusto.

Senza dimenticare,il tema del nostro viaggio: gli spartiti di Chopin, per esempio, (una parte dei cinquemila pezzi esposti nel museo) dichiarati dall’Unesco Patrimonio dell’Umanità, che, per chi suona, si trovano anche in vendita negli stessi indirizzi di due secoli fa, lungo via Miodowa, tra via Senatorska e Palazzo Krasinski. Seguire, dunque, l’itinerario a lui dedicato è la via migliore, non solo per saperne di più su Preludi e Mazurke, ma anche per scoprire luoghi, percorsi e sorsi (soprattutto di vodka locale a cui è dedicato un altro bel museo, unico del genere al mondo, nel quartiere Praga che da solo merita la passeggiata) di un territorio sempre più vicino idealmente all’Italia. Rigorosamente a piedi: ecco dunque che diventa strategico l’indirizzo da scegliere per alloggiare, preferibilmente lungo la Royal Route (Percorso Reale) dove si incontrano molti posti legati al compositore polacco e proprio a pochi minuti dal museo Chopin, c’è il Flaner hotel, molto curato nel design e nei dettagli che rimandano anche alla musica, in un palazzo neoclassico a due passi dalla statua in bronzo dedicata a Niccolò Copernico, difronte a Palazzo Staszic, sede dell’Accademia polacca delle Scienze, un altro personaggio-simbolo polacco universalmente noto, davanti alla quale il selfie è d’obbligo.

Parco dio Pole Mokotowskie (Cezary Wars © City of Warsaw) 

Uscendo dall’albergo “la via di Chopin” parte subito fra luoghi in cui visse ed edifici in cui diede concerti o che semplicemente frequentò, iniziando però il percorso da Palazzo Ostrogski, dove si trova il museo biografico che vanta la più grande collezione dei ricordi di Chopin al mondo, che bisogna intraprendere l’itinerario dedicato. Fryderyk Chopin nacque a ?elazowa Wola, un villaggio vicino a Varsavia, nell’inverno del 1810, ma la data esatta non è confermata a causa di una discrepanza nei documenti. Sebbene secondo la tradizione familiare sia nato il 1° marzo i documenti parrocchiali registrano la data del 22 febbraio, ma questa confusione ha un lato positivo: i concerti organizzati in occasione del compleanno di Chopin possono durare molto più a lungo.

Oggi la casa natale di Fryderyk Chopin a ?elazowa Wola è un museo circondato da un bellissimo giardino, il Parco Reale ?azienki, dove si svolgono periodicamente recital. Vale la pena fare un giro più lungo nella pittoresca Masovia e cercare altri luoghi legati al compositore, tra cui la chiesa a Brochow dove l’artista fu battezzato, e la cui storia e architettura meritano di essere conosciute anche a prescindere dai legami con la famiglia Chopin. ll tempio in mattoni sulle rive del fiume Bzura è uno dei pochi esempi di architettura sacra difensiva e una delle chiese più antiche della Masovia. Masovia è “il cuore della Polonia” ed è una zona molto interessante dal punto di vista naturalistico che Chopin visitava spesso durante le sue vacanze, quando ormai viveva con la famiglia a Varsavia.

Museo della Vodka (Filip Kwiatkowski © City of Warsaw) 

Il simbolo del legame di Fryderyk con questa regione sono i salici masoviani, che nella zona si trovano ovunque: uno di loro è stato, infatti, immortalato dal più famoso monumento del compositore che si trova nel Parco Reale ?azienki di Varsavia. Oggi uno dei luoghi preferiti dai cittadini di Varsavia e dai turisti in qualsiasi periodo dell’anno ma soprattutto durante le domeniche estive quando, ormai da decenni, ai piedi della statua dedicata a Chopin si tengono i concerti aperti al pubblico eseguiti dai pianisti eccezionali. Non è difficile trovare anche altri posti a Varsavia dove si svolgono i concerti di musica di Chopin, perfino le panchine multimediali, diffuse in decine di puntii lungo il Percorso Reale, permettono di conoscere le sue opere, premendo un pulsante. Inoltre ogni 5 anni, la capitale della Polonia ospita un evento davvero speciale: il Concorso Pianistico Internazionale Fryderyk Chopin, uno dei concorsi musicali più importanti al mondo.

Nel 1830, il pianista appena ventenne abbandonò Varsavia per sempre, ma prima che lasciasse la Polonia, tuttavia, viaggiò molto nel suo paese e grazie alle lettere che scrisse ai suoi amici e parenti ci sono tante informazioni su dove si trovasse, cosa facesse e quali esperienze lo affascinassero di più, così da poter tracciare una sorta di mappa dei suoi luoghi preferiti anche fuori dalla capitale. Per esempio visitando Toru?, Chopin ha ammirato l’architettura della città (oggi nella lista del Patrimonio dell’Umanità Unesco) e assaggiato i biscotti di pan di zenzero che amò tantissimo.

Museo Chopin (Filip Kwiatkowski © City of Warsaw) 

Andò più volte nella regione di Wielkopolska descrivendo le sue visite a Poznan (il capoluogo di Wielkopolska), visitò anche la regione Malopolska, per esempio Ojcow e Pieskowa Ska?a ma soprattutto Wieliczka che nel XIX secolo veniva visitata in un modo un po’ diverso rispetto ad oggi: per vedere i sotterranei Chopin e i suoi amici dovettero calarsi con la corda! Kalisz, infine, fu l’ultima città in cui Chopin si fermò per alcuni giorni prima di lasciare definitivamente la sua patria. Ma la cittadina di Duszniki-Zdrój è senza dubbio uno dei luoghi più importanti legati al compositore: il centro termale, situato nei Monti Sudeti, da tempo famoso per il potere curativo delle sue acque, fu frequentato anche dall’adolescente Fryderyk, malaticcio, per migliorare la sua salute.

Durante questo soggiorno ebbe luogo un evento importante per lui: Chopin diede un concerto di beneficenza e pur essendosi lamentato per la qualità dei pianoforti locali, il concerto passò alla storia come la sua prima esibizione all’estero (all’epoca Duszniki-Zdrój non faceva parte del territorio polacco).Chopin morì a Parigi il 17 ottobre 1849, a soli 39 anni, e lì fu sepolto al Pere Lachaise. Tuttavia, secondo l’ultima volontà di Chopin, il suo cuore tornò in patria e oggi riposa custodito in un’urna nella chiesa di Santa Croce a Varsavia. Che cosa c’è di più romantico?

Palazzo della Cultura e della Scienza (Filip Kwiatkowski © City of Warsaw) 

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