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Finti home office e sovrapprezzi: attenzione alle truffe sull’Eta per entrare nel Regno Unito

Tra siti-fotocopia e tentativi di phishing, i viaggiatori possono incappare in frodi e pagare il modulo fino a tre volte tanto, senza neanche ottenerlo
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Fatta la “tassa”, trovato l’inganno: se dal 25 febbraio l’autorizzazione digitale per visitare il Regno Unito è diventata obbligatoria, in rete circolano già da diversi mesi molti siti-truffa dove i viaggiatori rischiano di buttare via denaro e regalare informazioni personali a reti criminali.

Il cosiddetto Eta (Electronic travel authorisation) serve a tutti i cittadini dell’Unione europea che vogliono soggiornare nel Regno Unito, ha una validità di due anni ma in questo lasso di tempo non consente soggiorni superiori ai sei mesi. Come già spiegato su Repubblica, l’unico modo per presentare la domanda è quello di passare per il sito ufficiale del governo britannico o scaricando la app dedicata. Il costo è di 16 sterline. Siti-fotocopia Le autorità britanniche hanno messo in guardia i cittadini dai siti web che replicano grafica e loghi del sito gov.uk. Si possono raggiungere tramite annunci sponsorizzati dai motori di ricerca - anche se nelle ultime settimane Google sembra aver fatto…

Fatta la “tassa”, trovato l’inganno: se dal 25 febbraio l’autorizzazione digitale per visitare il Regno Unito è diventata obbligatoria, in rete circolano già da diversi mesi molti siti-truffa dove i viaggiatori rischiano di buttare via denaro e regalare informazioni personali a reti criminali.

Il cosiddetto Eta (Electronic travel authorisation) serve a tutti i cittadini dell’Unione europea che vogliono soggiornare nel Regno Unito, ha una validità di due anni ma in questo lasso di tempo non consente soggiorni superiori ai sei mesi. Come già spiegato su Repubblica, l’unico modo per presentare la domanda è quello di passare per il sito ufficiale del governo britannico o scaricando la app dedicata. Il costo è di 16 sterline. Siti-fotocopia Le autorità britanniche hanno messo in guardia i cittadini dai siti web che replicano grafica e loghi del sito gov.uk. Si possono raggiungere tramite annunci sponsorizzati dai motori di ricerca - anche se nelle ultime settimane Google sembra aver fatto una sostanziosa operazione di pulizia - ma possono essere diffusi anche via social e anche sms o email.

Occhio al sovrapprezzo Il primo campanello di allarme è il costo della procedura. Come detto, l’Eta costa 16 sterline e chiunque proponga tariffe superiori sta semplicemente tentando di frodare. Alcuni di questi siti-fake effettuano la richiesta per conto dell’utente, ma nella maggior parte dei casi non c’è alcun invio: il denaro viene trattenuto e i dati personali e bancari potrebbero essere rivenduti o usati in future operazioni di phishing e furto d’identità. In questa truffa infatti non è in gioco solo il denaro: per completare la domanda infatti è necessario inserire un documento di identità che, se dovesse finire in mano a reti criminali, potrebbe essere utilizzato per compiere diversi reati.

“Problemi con la domanda” Un altro metodo utilizzato per raggirare i viaggiatori è il messaggio sms o email: il mittente è, in apparenza, sempre l’Home office britannico che segnala un problema con la domanda. Per risolverlo è necessario un pagamento immediato per “sbloccare” la pratica: il tono del messaggio è perentorio e piuttosto minaccioso perché si paventano possibili conseguenze legali.

Come difendersi La domanda va presentata esclusivamente tramite il sito ufficiale con dominio “gov.uk” o tramite l’app governativa. La url deve iniziare con “www.gov.uk/” o contenere “homeoffice.gov.uk”. Diffidare di link sponsorizzati e verificare sempre l’indirizzo nella barra del browser. Bisogna sempre ricordare che il governo britannico non autorizza intermediari privati a gestire la procedura Eta e i pagamenti avvengono solo tramite canali governativi sicuri. Anche per le email, quelle autentiche presentano come mittente il dominio @homeoffice.gov.uk e in ogni caso non sono previsti pagamenti ulteriori per sbloccare alcuna pratica.

Tour operator La domanda per l’Eta dev’essere fatta individualmente. Se si prenota un viaggio organizzato, quindi, i tour operator “dirottano” il cliente sui canali ufficiali dove dovrà presentare i documenti e pagare di tasca propria. Tutti gli altri siti o servizi che si propongono di “gestire” la richiesta Eta al posto del viaggiatore non sono autorizzati dal governo del Regno Unito.

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