✕

La grande bellezza fa il pieno di ingressi. Nel 2025 i visitatori culturali salgono del 16%

Selinunte 

Ascolta l'audio

I parchi archeologici trainano il comparto con oltre 10 milioni di biglietti. Più della metà dei visitatori proviene dall’estero
2 minuti di lettura

ROMA – La grande bellezza fa da traino al turismo. E la voglia di viaggiare esplode grazie a parchi a tema, aree archeologiche, monumenti, parchi e giardini storici. La fotografia di un Paese in cui la cultura non solo piace, ma fa guadagnare anche parecchio, arriva dall’ultimo “Osservatorio Fondazione Delphos Big Data e Luoghi della Cultura” a cura della Fondazione Delphos.

Sono stati analizzati 49,2 milioni di titoli di accesso emessi, tra il 2024 e il 2025, su tutto il territorio nazionale in 226 luoghi della cultura come musei, aree archeologiche, monumenti, parchi, giardini storici e aree di interesse naturalistico. Non solo. Contribuiscono ad alzare le statistiche anche altre sedi espositive dalle governance eterogenee come istituti statali, enti pubblici non statali, privati, ecclesiastici e aziendali.

Il primo dato che salta agli occhi è un forte incremento di visitatori nel 2025, +15,8% rispetto all’anno preced…

ROMA – La grande bellezza fa da traino al turismo. E la voglia di viaggiare esplode grazie a parchi a tema, aree archeologiche, monumenti, parchi e giardini storici. La fotografia di un Paese in cui la cultura non solo piace, ma fa guadagnare anche parecchio, arriva dall’ultimo “Osservatorio Fondazione Delphos Big Data e Luoghi della Cultura” a cura della Fondazione Delphos.

Sono stati analizzati 49,2 milioni di titoli di accesso emessi, tra il 2024 e il 2025, su tutto il territorio nazionale in 226 luoghi della cultura come musei, aree archeologiche, monumenti, parchi, giardini storici e aree di interesse naturalistico. Non solo. Contribuiscono ad alzare le statistiche anche altre sedi espositive dalle governance eterogenee come istituti statali, enti pubblici non statali, privati, ecclesiastici e aziendali.

Il primo dato che salta agli occhi è un forte incremento di visitatori nel 2025, +15,8% rispetto all’anno precedente, con ottimi numeri registrati dai parchi archeologici, che da soli generano più di 10,2 milioni di ingressi (oltre 1,1 milioni per sito), confermandosi i più amati dagli italiani (e non solo).

La digitalizzazione

La cultura si fa sempre più tecnologica e avanza sempre più il processo di digitalizzazione. La cassa fisica rimane il canale principale utilizzato, che però passa dal 62,9% del 2024 al 56,5% del 2025. Contestualmente l'online sale di oltre 4 punti (36,8% contro il 32,6% dell’anno precedente). Nelle grandi venue (con oltre 80.000 visitatori mensili) il digitale è già realtà dominante: il 59,3% degli acquisti avviene online e i pagamenti dematerializzati coprono quasi il 70% delle transazioni.

Da dove arrivano i viaggiatori

L’anno passato la quota di visitatori italiani è rimasta la più rilevante (30,33%), seppur in lieve flessione rispetto al 2024 (31,95%).Ciò significa che circa il 70% dei visitatori proviene dall’estero, con alcune variazioni rispetto al monitoraggio precedente: il Regno Unito balza in testa come primo mercato straniero (13,1%), superando gli Stati Uniti, in lieve calo (10,7%) come la Spagna (6,1%). Interessante la crescita di mercati emergenti come la Finlandia, che passa dallo 0,3% al 2,1%.

I costi dei biglietti

Aumenta nel 2025 il costo medio per un biglietto interno (+6%, da 10,32 a 10,97 euro) con il Lazio al primo posto per quanto riguarda il valore medio più elevato (14,34 euro), seguito da Piemonte (13,48 euro) e Campania (12,37 euro). All’estremo opposto l’Emilia-Romagna, che presenta il prezzo medio più contenuto, pari a soli 4,40 euro. Una distribuzione dei prezzi che mette in discussione la narrazione che identifica il Nord Italia come l’area predominante nel settore culturale, sia per numero di ingressi che per risorse raccolte e tariffe applicate.La conferma arriva anche dal numero totale di biglietti emessi: il Nord registra il 49,7%, il Centro il 46,9%, il Sud, invece, rimane al 3,4%.

Il Duomo di Milano 

Vincono i last minute

Nonostante la voglia di programmare, l’Italia resta un paese di visitatori "last minute": il valore più frequente della finestra di prenotazione è zero giorni, confermando che la maggioranza acquista il biglietto lo stesso giorno della visita. Sul fronte del No-Show, i dati rivelano come rimanga un fenomeno gestionale rilevante: cresce nei parchi e giardini storici (13%), penalizzati da fattori esterni come quelli metereologici, ma diminuisce nei musei (dal 8% al 5%) e nelle sedi espositive (dal 10% al 5%), confermando l’importanza di strumenti analitici per ottimizzare capacità, ricavi e flussi.

Leggi i commenti