Da Holyroodhouse alla chiesetta di Balmoral. La Scozia di Elisabetta si svela per il centenario
di Alessandro AlloccaMentre le celebrazioni per il centenario della nascita della Regina Elisabetta II sono ancora nel pieno del loro svolgimento, un legame silenzioso e indissolubile continua a unire la memoria della sovrana a una terra specifica. Non si tratta dei saloni di Buckingham Palace o delle brughiere inglesi, ma della Scozia, una nazione che per tutta la sua esistenza ha rappresentato un rifugio dai doveri della corona. Un vero e proprio luogo intimo in cui ha scelto di trascorrere gli ultimi giorni della sua vita, essendo morta nel Castello di Balmoral, nelle highlands scozzesi, l’8 settembre 2022 all'età di 96 anni. Ed è proprio nel vivo di questo anno di ricorrenze che si inserisce la novità più importante del momento che rafforza ancora di più lo storico legame tra la Sovrana e la Scozia.
I soggiorni a Holyroodhouse
Da qualche giorno, si sono aperte – per la prima volta in assoluto - le porte degli appartamenti privati che Elisabetta II utilizzava durante i suoi soggiorni al Palace of Holyr…
Mentre le celebrazioni per il centenario della nascita della Regina Elisabetta II sono ancora nel pieno del loro svolgimento, un legame silenzioso e indissolubile continua a unire la memoria della sovrana a una terra specifica. Non si tratta dei saloni di Buckingham Palace o delle brughiere inglesi, ma della Scozia, una nazione che per tutta la sua esistenza ha rappresentato un rifugio dai doveri della corona. Un vero e proprio luogo intimo in cui ha scelto di trascorrere gli ultimi giorni della sua vita, essendo morta nel Castello di Balmoral, nelle highlands scozzesi, l’8 settembre 2022 all'età di 96 anni. Ed è proprio nel vivo di questo anno di ricorrenze che si inserisce la novità più importante del momento che rafforza ancora di più lo storico legame tra la Sovrana e la Scozia.
I soggiorni a Holyroodhouse
Da qualche giorno, si sono aperte – per la prima volta in assoluto - le porte degli appartamenti privati che Elisabetta II utilizzava durante i suoi soggiorni al Palace of Holyroodhouse, la residenza ufficiale della monarchia a Edimburgo. Questa eccezionale opportunità, concessa esclusivamente per celebrare il centenario, è limitata a un periodo di appena cento giorni, ossia fino al 10 settembre. I visitatori avranno la possibilità di entrare nel dietro le quinte della corte, esplorando gli spazi quotidiani e autentici condivisi dalla Sovrana e dal Principe Filippo, peraltro Duca di Edimburgo, durante i settant'anni del suo regno.
Collocati sul lato orientale del palazzo, con affacci suggestivi che dominano i giardini reali e la natura selvaggia di Holyrood Park, questi ambienti colpiscono per la loro atmosfera vissuta, lontana dai fasti monumentali delle sale di rappresentanza. Il percorso inizia dalla royal breakfast room, la sala da pranzo dove la coppia reale amava iniziare le proprie giornate. Le pareti della stanza sono impreziosite da arazzi fiamminghi tessuti intorno al 1650, caratterizzati da un disegno a pergolato che fa da cornice a un elaborato vaso di fiori; un dettaglio ornamentale fortemente voluto negli anni Venti dai nonni della Regina, il Re Giorgio V e la Regina Maria, che testimonia la stratificazione storica e familiare del palazzo.
Gli abiti della dressing room
Poco oltre, la dressing room svela i segreti della preparazione quotidiana della sovrana per i suoi impegni ufficiali. In questa stanza sono esposti tre storici completi del suo guardaroba personale, ciascuno legato a un momento memorabile vissuto a Edimburgo: l'abito indossato il primo luglio del 1999 per la storica apertura formale del Parlamento scozzese, l'abito da sera del 1997 per il ricevimento dei Capi di Governo del Commonwealth e il completo per il garden party del 2017.
L'itinerario privato trova il suo culmine nel sitting room, il salotto privato dove la Regina trascorreva le sue ore di lavoro e di riposo. Qui Elisabetta II esaminava i documenti ufficiali dello Stato custoditi nelle celebri valigette rosse governative, concedeva udienze private o semplicemente si rilassava davanti alla televisione seguendo le corse dei cavalli, la sua più grande passione. Gli appartamenti mettono in luce anche il gusto artistico del Principe Filippo, appassionato sostenitore della Royal Scottish Academy of Art, di cui sono esposti diversi dipinti del Ventesimo secolo incentrati sui paesaggi e sulla fauna scozzese, collezionati in oltre quarant’anni.
I mobili realizzati per la visita di Carlo X di Francia
Ad arricchire le stanze anche una serie di mobili realizzati nel 1796 dagli ebanisti di Edimburgo Young, Trotter e Hamilton, originariamente ordinati per ospitare il Conte d'Artois, futuro Carlo X di Francia, durante il suo esilio a Holyroodhouse durante la rivoluzione francese.
Al di fuori della capitale, l'amore della Regina per la Scozia si materializza in una mappa di luoghi sparsi tra valli e scogliere, alcuni accessibili al pubblico e altri rigorosamente privati. Il fulcro di questo storico legame è indubbiamente il Castello di Balmoral, nell'Aberdeenshire, la dimora estiva dove Elisabetta II si spogliava del protocollo per vivere una dimensione rurale e familiare, fatta di camminate sotto la pioggia, pic-nic e momenti di totale libertà. Sebbene oggi parte del castello e dei giardini sia aperta ai turisti in precisi periodi dell'anno, le stanze più intime restano sbarrate, a tutela della memoria della famiglia.
Il cottage dell’isolamento assoluto
Sempre all'interno della vasta tenuta di Balmoral si trova Craigowan Lodge, una rustica casa in pietra totalmente chiusa al pubblico. Questo cottage rappresentava il massimo grado di isolamento per la sovrana, che vi si ritirava in tarda primavera o nelle prime settimane estive, quando il castello principale era ancora aperto alle visite turistiche, cercando una quiete assoluta. Più a nord, arroccato sulle scogliere del Caithness, sorge invece il Castle of Mey, l’antica residenza acquistata e salvata dal degrado dalla Regina Madre. Elisabetta II amava fare visita a questa fortezza remota affacciata sul mare, oggi parzialmente aperta ai visitatori nei mesi estivi, preservando un forte legame con le tradizioni della costa settentrionale.
Il Royal Yacht Britannia e la Kirk
Un altro simbolo dell'idillio scozzese della sovrana è legato alle acque ed è rappresentato dal Royal Yacht Britannia. Sebbene oggi la nave sia stabilmente ancorata nel porto di Leith a Edimburgo e funzioni come un frequentatissimo museo galleggiante, per decenni è stata il rifugio mobile della famiglia reale, costruita sui cantieri del fiume Clyde e impiegata nel corso di numerosissime estate per le crociere private tra le isole occidentali della Scozia, al riparo da occhi indiscreti.
Infine, per chiudere idealmente questo percorso scozzese all’insegna della Sovrana a 100 anni dalla sua nascita, vale la pena visitare la piccola chiesa parrocchiale di Crathie Kirk. Situata a poca distanza dai cancelli di Balmoral, questa semplice struttura in pietra, aperta tuttora sia alle funzioni religiose che alle visite dei curiosi, era il luogo in cui Elisabetta II si recava ogni domenica mattina, sedendosi tra i banchi insieme alla comunità locale, a dimostrazione di un legame sincero, profondo e privo di filtri con la sua amata Scozia.