Alghero, il museo che non t’aspetti. Un viaggio nell’epopea di Saint-Exupery e del Piccolo Principe
di Francesca Alliata BronnerLa rosa del Piccolo Principe è sbocciata (anche) ad Alghero. Portata dal suo autore Antoine de Saint-Exupéry che in piena primavera “bellica” 1944, esattamente il 10 maggio, con l’amico John Phillips, atterra ad Alghero nell’aeroporto militare di Fertilia a bordo di un aereo B26 pilotato dal capitano Rouzard. Di certo, monsieur de Saint Exupéry poteva rimanere insieme alla sua amatissima moglie Consuelo, salvadoregna (metafora della rosa nel libro, ndr) a New York, nella villa di Beeckman Place sull’East River, che era stata di Greta Garbo.
Ma spinto dal desiderio incontrollabile di volare, l’autore del libro più letto nella storia della letteratura dopo la Bibbia e il Corano, arrivò in Sardegna e visse gli ultimi significativi mesi della sua vita sulla Riviera del Corallo, festeggiando anche il suo ultimo compleanno, il 29 giugno, (nacque a Lione nel 1900) che fra pochi giorni viene ricordato anche al Mase, Museo Antoine De Saint-Exupéry, il primo e unico museo in Europa dedicato all…
La rosa del Piccolo Principe è sbocciata (anche) ad Alghero. Portata dal suo autore Antoine de Saint-Exupéry che in piena primavera “bellica” 1944, esattamente il 10 maggio, con l’amico John Phillips, atterra ad Alghero nell’aeroporto militare di Fertilia a bordo di un aereo B26 pilotato dal capitano Rouzard. Di certo, monsieur de Saint Exupéry poteva rimanere insieme alla sua amatissima moglie Consuelo, salvadoregna (metafora della rosa nel libro, ndr) a New York, nella villa di Beeckman Place sull’East River, che era stata di Greta Garbo.
Ma spinto dal desiderio incontrollabile di volare, l’autore del libro più letto nella storia della letteratura dopo la Bibbia e il Corano, arrivò in Sardegna e visse gli ultimi significativi mesi della sua vita sulla Riviera del Corallo, festeggiando anche il suo ultimo compleanno, il 29 giugno, (nacque a Lione nel 1900) che fra pochi giorni viene ricordato anche al Mase, Museo Antoine De Saint-Exupéry, il primo e unico museo in Europa dedicato allo scrittore-aviatore che ne celebra la vita e l’arte letteraria – e la rosa in tutte i suoi significati simbolici – all’interno di una torre bianca affacciata sulla baia turchese che sembra uscita da una favola: la Torre Nuova di Porto Conte, edificata nel 1572 dagli Aragonesi, che ospita appunto questo emozionante e adorabile percorso nato da un’idea dello scrittore Massimiliano Fois, che si snoda attraverso le tappe salienti della sua affascinante e avventurosa biografia, raccontando con immagini fotografiche, prime stampe, copie autografe, cimeli e documenti il suo particolare rapporto con la città di Alghero.
“Il museo apre nel 2019 ma tutto nasce anni prima durante i miei lavori di ricerca storica quando studiavo le tracce dei passaggi di personaggi illustri ad Alghero, e già dal 2007, tra questi, spiccava Antoine de Saint-Exupéry”, racconta Fois. “Nel frattempo avevo iniziato a lavorare anche nella curatela di alcune mostre storiche e da lì è nato il progetto del Museo per il Parco Naturale Regionale di Porto Conte, che già utilizzava le mie ricerche dedicando al Piccolo Principe una sala multimediale. Ma una sala sola non poteva bastare visto l’intenso legame che il personaggio ebbe con la città e il territorio. Vi era un tale e ricco materiale che ne è valso un museo”.
Antoine De Saint-Exupéry, conosciuto in tutto il mondo doveva e poteva dunque essere raccontato nella sua permanenza ad Alghero. “Oltre al museo”, sottolinea il fondatore e direttore artistico, “ho pubblicato un saggio Antoine de Saint-Exupéry ad Alghero (Nemapress edizioni) arrivato alla terza edizione e a breve ne uscirà una traduzione in Francia che nonostante sia il suo paese di origine non ha su di lui un museo come il nostro”.
L’esposizione ripercorre tutta la vita di Antoine De Saint-Exupéry e si sofferma sul periodo della sua permanenza nel nord della Sardegna. Nelle sale e nelle teche si possono ammirare tutte le prime edizioni dei libri dell’autore, installazioni a tema, opere d’arte, oggetti, cimeli e documenti d’epoca. Ad accompagnare il visitatore nel viaggio pannelli informativi molto curati e le foto scattate ad Alghero da John Phillips, foto reporter di fama internazionale della celebre rivista americana Life, che immortalò Antoine negli ultimi momenti della sua vita e magnificamente esposte nel percorso museale.
“De Saint-Exupéry visse ad Alghero dal maggio del 1944 fino al luglio dello stesso anno nella Baia di Porto Conte, in una villa posta su una lieve altura davanti alla Torre Nuova”, spiega Fois. “Come pilota volava per le forze aeree alleate americane di stanza nella base militare di Fertilia, dove gli vengono affidati dei voli di ricognizione sulle coste della Francia per localizzare e fotografare gli avamposti tedeschi”.
In quella villa con vista che ha amato molto e cullato dalle onde del mare sardo, in un tempo brevissimo, scrisse gran parte del romanzo La Cittadella e il suo ultimo testo dal titolo Lettera a un americano di cui il museo ne porta traccia. Durante la visita si può chiedere di salire alla terrazza del museo sopra la torre, vento permettendo perché in Sardegna notoriamente quando soffia il maestrale decide lui, da cui fra le garitte militari aragonesi si gode la vista della baia intera, un invito a scendere poi per tuffarsi in quel mare da una delle numerose spiagge e calette intorno.
Le stesse che incantarono “il francese volante” e che ancora oggi invitano ad andare. Prima o dopo la visita al museo. Antoine De Saint-Exupéry scomparve per sempre dai cieli il 31 luglio del 1944, a soli 44 anni, dopo essere decollato da Borgo, in Corsica, con il velivolo Lightning P.38 caduto nel suo “amato” mare davanti a Marsiglia, dove tuttora il relitto dell’aereo giace nei fondali.